Palmambrogio ha scritto: 05/06/2026, 20:59 Mio caro Balengo, capisco e comprendo perfettamente ciò da te ottimamente scritto.![]()
Comprendo inoltre, quando mi scrivi che "immaginavi altro" e questa è la parte che più mi ha fatto riflettere.
Perché tu sei partito con tutti i buoni propositi, ma poi in un certo qual modo, sei rimasto deluso e di questo mi dispiace.
Ma se posso dirti, c'è stata e c'è ancora una buona fetta di motociclisti che ancora si ferma se vede qualcuno in difficoltà.
Io ero uno di loro e oggi purtroppo come ben sai, non lo sono più ma perché privo ovviamente della motocicletta....
Ma ho ancora amici che guidano motociclette varie, che non hanno mai smesso di avere questo rapporto con gli altri motociclisti e se possono, una mano la danno sempre.
Non c'è cosa più bella di una grazie, detto da un "collega" con la moto ferma.
O per una caduta.
Quando riparti ti senti davvero molto bene e non perché hai fatto chissà cosa.
Ma perché il tuo credo vive e continua a vivere anche negli altri.
E il gesto di fermarsi e aiutare non verrà dimenticato.
Io non lo farò di certo e ho ben in mente tutte le volte che ho dato una mano e tutte le volte che una mano l'ho ricevuta.![]()
Credo che tu abbia centrato il punto più importante: alla fine non sono i saluti con la mano, le toppe sulla schiena o il marchio sul serbatoio a fare la differenza, ma i gesti concreti.
Una mano data al momento giusto vale più di cento slogan sulla fratellanza motociclistica. E forse è proprio lì che si misura davvero lo spirito di chi va in moto.
Per questo tendo a essere meno pessimista.
Magari certe abitudini sono cambiate, magari c'è più individualismo di una volta, ma finché esisteranno persone disposte a fermarsi per aiutare uno sconosciuto a bordo strada, una parte di quel vecchio spirito continuerà a vivere.
