16 Marzo 1978.....

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Massimo
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Massimo »

Palmambrogio ha scritto: 03/04/2026, 15:55
Massimo ha scritto: 03/04/2026, 11:14 Argomento molto interessante, peccato qui sia sprecato.
Nel senso buono ovviamente.
Cmq vi seguo e apprezzo la dovizia di particolari.
:occhiolino:


Carissimo Massimo capisco perfettamente il tuo punto di vista.
Certamente su forum a tema tutto questo troverebbe un riscontro molto diverso.
Ma questo è il bello anche di confrontarsi qui dentro con argomenti che non c'entrano nulla con quelli canonici.
E so che tu comprendi e approvi.
Mi piacerebbe che partecipassi anche tu, sapendo che sei un appassionato di questo argomento.
:ok:


Appassionatissimo ma per ora passo.
State facendo un gran lavoro anche troppo.
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Balengo
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Balengo »

Conte Jägermeister ha scritto: 05/04/2026, 20:12 Mi viene da fare questa osservazione in merito a quel periodo storico:

Fa quasi sorridere, oggi, sentire la nostalgia per quegli anni: le foto in bianco e nero, i politici che parlavano bene, l’aria di solidità. Poi però vai a guardare dietro le quinte e trovi un Paese tenuto in equilibrio tra paura, compromessi e verità mai dette fino in fondo.
Insomma, più che “bei tempi”, erano tempi ben raccontati. Che è una cosa molto italiana.


Una visione molto cruda ma realista.
Forse realmente "i bei tempi" non sono mai esistiti.
Ogni generazione crede di aver vissuto un bel periodo ma solamente perché non ha guardato cosa c'è "sotto al tappeto "...
Sedicesima Grifo
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Sedicesima Grifo »

Bisogna sempre avere coscienza che ciò che si vive non è il frutto del caso e, anche ora che stiamo scrivendo o leggendo, qualcuno sta facendo qualcosa che non ci piace e che al caldo condanniamo, per consentire a tutti di vivere il più sereno possibile.
Servizi, Forze Speciali, chi si occupa di geopolitica. Non si esclude certo che in diverse situazioni ci possano essere state delle persone sacrificate ma il giudizio su eventualità di questo tipo non può che essere inquadrato in un contesto più ampio e di carattere generale.
Morale Folgore: meraviglioso!

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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Boss Hogg »

Sedicesima Grifo ha scritto: ieri, 15:28 Bisogna sempre avere coscienza che ciò che si vive non è il frutto del caso e, anche ora che stiamo scrivendo o leggendo, qualcuno sta facendo qualcosa che non ci piace e che al caldo condanniamo, per consentire a tutti di vivere il più sereno possibile.
Servizi, Forze Speciali, chi si occupa di geopolitica. Non si esclude certo che in diverse situazioni ci possano essere state delle persone sacrificate ma il giudizio su eventualità di questo tipo non può che essere inquadrato in un contesto più ampio e di carattere generale.



E sì, in certi momenti persone vengono sacrificate. Vengono lasciate morire, vengono abbandonate, vengono usate come pedine perché il “sistema” non salti. Moro è stato uno di questi. Dalla Chiesa probabilmente un altro. Non è un caso, non è un errore, non è solo sfortuna. È il prezzo che il potere considera necessario pagare per mantenere un equilibrio che, per quanto marcio, impedisce il collasso totale.
Il problema è che questa logica del “male minore” viene usata troppo spesso come alibi comodo. “Qualcuno deve sporcarsi le mani affinché noi possiamo vivere sereni” suona nobile sulla carta, ma nella pratica diventa la giustificazione perfetta per coprire abusi, omissioni e veri e propri crimini di Stato.
Non è cinismo gratuito: è realtà. Il mondo non è governato da idealisti. È governato da gente che prende decisioni che noi non avremmo il coraggio di prendere, e che spesso le prende male, per interesse personale, per conservazione del potere o per paura.
Quindi sì, probabilmente in diversi casi ci sono state persone sacrificate sull’altare della “ragion di Stato”. Ma questo non significa che dobbiamo accettarlo passivamente o che dobbiamo smettere di chiedere conto. Significa solo che dobbiamo guardare in faccia la brutalità del meccanismo senza farci illusioni.
La tua osservazione è corretta, ma non può diventare un comodo “così va il mondo” che ci esonera dal giudicare. Perché quando il sacrificio diventa sistematico e quando il “qualcuno” che agisce nell’ombra finisce per servire più se stesso che il bene comune, allora non stiamo più parlando di necessaria realpolitik: stiamo parlando di un sistema marcio che si autoriproduce.
Io non credo che dobbiamo fingere che tutto sia pulito. Ma nemmeno dobbiamo arrenderci all’idea che “qualcuno deve pur sporcarsi le mani” sia una giustificazione eterna.
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Sedicesima Grifo »

Boss Hogg ha scritto: ieri, 19:09
Sedicesima Grifo ha scritto: ieri, 15:28 Bisogna sempre avere coscienza che ciò che si vive non è il frutto del caso e, anche ora che stiamo scrivendo o leggendo, qualcuno sta facendo qualcosa che non ci piace e che al caldo condanniamo, per consentire a tutti di vivere il più sereno possibile.
Servizi, Forze Speciali, chi si occupa di geopolitica. Non si esclude certo che in diverse situazioni ci possano essere state delle persone sacrificate ma il giudizio su eventualità di questo tipo non può che essere inquadrato in un contesto più ampio e di carattere generale.



E sì, in certi momenti persone vengono sacrificate. Vengono lasciate morire, vengono abbandonate, vengono usate come pedine perché il “sistema” non salti. Moro è stato uno di questi. Dalla Chiesa probabilmente un altro. Non è un caso, non è un errore, non è solo sfortuna. È il prezzo che il potere considera necessario pagare per mantenere un equilibrio che, per quanto marcio, impedisce il collasso totale.
Il problema è che questa logica del “male minore” viene usata troppo spesso come alibi comodo. “Qualcuno deve sporcarsi le mani affinché noi possiamo vivere sereni” suona nobile sulla carta, ma nella pratica diventa la giustificazione perfetta per coprire abusi, omissioni e veri e propri crimini di Stato.
Non è cinismo gratuito: è realtà. Il mondo non è governato da idealisti. È governato da gente che prende decisioni che noi non avremmo il coraggio di prendere, e che spesso le prende male, per interesse personale, per conservazione del potere o per paura.
Quindi sì, probabilmente in diversi casi ci sono state persone sacrificate sull’altare della “ragion di Stato”. Ma questo non significa che dobbiamo accettarlo passivamente o che dobbiamo smettere di chiedere conto. Significa solo che dobbiamo guardare in faccia la brutalità del meccanismo senza farci illusioni.
La tua osservazione è corretta, ma non può diventare un comodo “così va il mondo” che ci esonera dal giudicare. Perché quando il sacrificio diventa sistematico e quando il “qualcuno” che agisce nell’ombra finisce per servire più se stesso che il bene comune, allora non stiamo più parlando di necessaria realpolitik: stiamo parlando di un sistema marcio che si autoriproduce.
Io non credo che dobbiamo fingere che tutto sia pulito. Ma nemmeno dobbiamo arrenderci all’idea che “qualcuno deve pur sporcarsi le mani” sia una giustificazione eterna.
Assolutamente corretto il Tuo punto di vista. È palese, o almeno dovrebbe esserlo, che la "ragion di Stato" non possa diventare un motivo per preservare la propria posizione.
Io posso solo ringraziare di non essere in una posizione tale da dover prendere certe decisioni.
Morale Folgore: meraviglioso!

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Conte Jägermeister
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Conte Jägermeister »

Il sacrificio di persone in nome di un “equilibrio superiore” non è un incidente di percorso, è una pratica strutturale del potere. Lo stato moderno e quello italiano in particolare, ha dimostrato più volte di essere disposto a lasciare morire, o a far morire, individui considerati sacrificabili per preservare un sistema che altrimenti rischierebbe di implodere. Non è cinismo, è meccanica del potere. La “ragion di Stato” è spesso solo il nome elegante che diamo alla brutale contabilità tra vite e stabilità.
Ma proprio qui sta il passaggio più pericoloso e che va chiamato con il suo nome: quando questa logica diventa abitudine, quando il “male minore” si trasforma in routine giustificatoria, allora non stiamo più parlando di tragica necessità. Stiamo parlando di un meccanismo che si autoalimenta e che, col tempo, perde qualsiasi residuo di legittimità morale. Il confine tra ciò che è “inevitabile” e ciò che è semplicemente conveniente per chi detiene il potere diventa labile, fino a scomparire.
Il problema non è riconoscere che il mondo è governato da gente disposta a sporcarsi le mani. Il problema è che troppo spesso quelle mani si sporcano per difendere se stesse, le proprie correnti, i propri interessi di casta, molto più che il bene comune. E noi, dal basso, finiamo per accettare questo scambio implicito: “fate quello che dovete, purché io possa continuare a vivere tranquillo”. È un patto di quieto vivere che, alla lunga, rende tutti complici.
La vera sfida intellettuale e morale è proprio questa: non chiudere gli occhi di fronte alla brutalità del meccanismo, ma rifiutarsi di considerarla un destino ineluttabile. Perché quando il sacrificio diventa sistematico, quando diventa la regola non detta del funzionamento dello Stato, allora non stiamo più parlando di realpolitik. Stiamo parlando di un sistema che ha smesso di servire i cittadini e ha cominciato a servirsi dei cittadini.
Non è un discorso da idealisti ingenui. È un discorso da adulti che si rifiutano di accettare passivamente che la storia sia solo un susseguirsi di pedine sacrificate sull’altare di equilibri che nessuno ha mai davvero votato.
La domanda che resta aperta, e che è la più scomoda di tutte, è fino a che punto siamo disposti a spingere lo sguardo. Fino a che punto accettiamo che “qualcuno deve pur sporcarsi le mani”, e da che momento invece quel “qualcuno” diventa semplicemente un sistema che ha perso il diritto di chiamarsi democratico?
È una linea sottile, ma decisiva. E il fatto che continuiamo a discuterne dimostra che, almeno qui, non abbiamo ancora deciso di arrenderci del tutto.
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