Sedicesima Grifo ha scritto: ↑ieri, 15:28
Bisogna sempre avere coscienza che ciò che si vive non è il frutto del caso e, anche ora che stiamo scrivendo o leggendo, qualcuno sta facendo qualcosa che non ci piace e che al caldo condanniamo, per consentire a tutti di vivere il più sereno possibile.
Servizi, Forze Speciali, chi si occupa di geopolitica. Non si esclude certo che in diverse situazioni ci possano essere state delle persone sacrificate ma il giudizio su eventualità di questo tipo non può che essere inquadrato in un contesto più ampio e di carattere generale.
E sì, in certi momenti persone vengono sacrificate. Vengono lasciate morire, vengono abbandonate, vengono usate come pedine perché il “sistema” non salti. Moro è stato uno di questi. Dalla Chiesa probabilmente un altro. Non è un caso, non è un errore, non è solo sfortuna. È il prezzo che il potere considera necessario pagare per mantenere un equilibrio che, per quanto marcio, impedisce il collasso totale.
Il problema è che questa logica del “male minore” viene usata troppo spesso come alibi comodo. “Qualcuno deve sporcarsi le mani affinché noi possiamo vivere sereni” suona nobile sulla carta, ma nella pratica diventa la giustificazione perfetta per coprire abusi, omissioni e veri e propri crimini di Stato.
Non è cinismo gratuito: è realtà. Il mondo non è governato da idealisti. È governato da gente che prende decisioni che noi non avremmo il coraggio di prendere, e che spesso le prende male, per interesse personale, per conservazione del potere o per paura.
Quindi sì, probabilmente in diversi casi ci sono state persone sacrificate sull’altare della “ragion di Stato”. Ma questo non significa che dobbiamo accettarlo passivamente o che dobbiamo smettere di chiedere conto. Significa solo che dobbiamo guardare in faccia la brutalità del meccanismo senza farci illusioni.
La tua osservazione è corretta, ma non può diventare un comodo “così va il mondo” che ci esonera dal giudicare. Perché quando il sacrificio diventa sistematico e quando il “qualcuno” che agisce nell’ombra finisce per servire più se stesso che il bene comune, allora non stiamo più parlando di necessaria realpolitik: stiamo parlando di un sistema marcio che si autoriproduce.
Io non credo che dobbiamo fingere che tutto sia pulito. Ma nemmeno dobbiamo arrenderci all’idea che “qualcuno deve pur sporcarsi le mani” sia una giustificazione eterna.