Perché HARLEY DAVIDSON

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Carbonkio
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Carbonkio »

:ok: L'ultima frase non so a chi sia diretta, ma vorrei farti un esempio alquanto strano, ma per me, ripeto per me, calzante.
Io amo le bici da corsa e ogni anno decine e decine di case ne sfornano di nuove, tutte performanti allo stesso modo. Però tu scegli, portafoglio permettendo, quella che al primo sguardo ti prende di più, che appena la vedi te ne innamori, magari è la stessa che usa il tuo campione così che non vedi l'ora di inforcarla e via!! Ecco, a me con le nuove HD questo non accade. Nessun assolutismo.
Rendo l'idea?
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Bob107
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Bob107 »

Boss Hogg ha scritto: 16/01/2026, 15:17
Bob107 ha scritto: 16/01/2026, 11:02
Boss Hogg ha scritto: 16/01/2026, 10:33
Chi ha mai detto che di Harley non ce ne sono in giro e tantomeno non se ne vendono?
Da cosa trai questa conclusione?
E poi....perdonami....ma la tua ultima frase...ma siamo tra persone adulte che si confrontano, o tra bimbi che devono auto rassicurarsi "che il Natale esiste ancora"??.....
"Piacciono ancora e non è finito niente" se accompagnato da uno sbuffo e da un broncio diventa perfetto.
Non so quanti anni hai, ma in questo messaggio e sottolineo in questo, sembra che dietro la tastiera ci sia un ragazzino incazzato e turbato da questi argomenti.
Se vuoi ti tranquillizzo dicendoti che Harley non chiude.
Così va meglio?
E tu da dove sei uscito?
Ma leggi anche i post precedenti?
Hai qualche problema di apprendimento forse?


Ehi, fenomeno, rallenta un secondo prima di vomitare accuse a casaccio. Da dove sono uscito? Dal lato intelligente della conversazione, quello che non si accontenta di commenti da troll da tastiera. Sì, ho letto i post precedenti con cura, perché a differenza di chi spara frecciate idiote senza argomentare, io preferisco i fatti alle fiammate. Problemi di apprendimento? Magari ce li hai tu, se pensi che basti un attacco personale per vincere un dibattito su Harley invece di controbattere con qualcosa di sensato. Se il tuo ego è così fragile da reagire come un bambino offeso, forse è meglio che torni a giocare con i tuoi giocattoli....
:confuso:

Ma che problemi hai?
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Bob107
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Bob107 »

Boss Hogg ha scritto: 16/01/2026, 15:40


Scusa Palma se entro a gamba tesa, ma non potevo resistere. Perdonami 🙏

Capisco il discorso, ma a leggerlo così sembra quasi un manifesto dell’io assoluto.
Conta solo ciò che provo io, ciò che sento io, ciò che scelgo io. Tutto il resto è accessorio, quando non fastidioso. Legittimo, per carità… ma anche tremendamente comodo.
Dire “non credo a niente e non sono stato influenzato da niente e da nessuno” è una dichiarazione affascinante. Peccato che, nella pratica, nessuno funzioni davvero così. È già una posizione ideologica, solo un po’ meno dichiarata delle altre.
Sul nesso amicizia motociclette poi è curioso: quando non lo si vede, spesso è perché non lo si è mai considerato davvero rilevante. Non è che non esista, è che semplicemente non interessa. E va bene, basta non liquidarlo come un concetto astratto o superato solo perché non rientra nel proprio perimetro emotivo.
Il fatto che il marchio “dovrebbe interessarci fino a un certo punto” stride un po’ con il resto: se lo scegli, lo rivendichi, lo celebri ai raduni e lo difendi, allora ti riguarda eccome. Non serve essere azionisti per avere una visione critica, serve solo non fermarsi alla superficie delle sensazioni personali.
Sui prezzi e sull’impoverimento siamo tutti d’accordo, lì almeno i numeri aiutano più delle emozioni.
E sulla storia: vero, Harley nasce nel 1903. Proprio per questo qualcuno osa ancora chiedersi se ogni cambiamento sia automaticamente un passo avanti, invece di archiviare il dubbio con un “amen”.
Poi certo: chi vede l’anima nelle nuove moto se le godrà serenamente.
Gli altri continueranno a porsi domande.
E spesso sono proprio quelli che non si accontentano di “mi basta questo” ad aver capito qualcosa in più di ciò che amano.

Ma mi spieghi che problemi hai?
Tu, per caso, giudichi le cose in base alle tue sensazioni e gusti personali o a quello degli altri?
Cos'è che ti dà fastidio spiegami.
Io difendo ciò che apprezzo e quindi?
Di cosa dovrei preoccuparmi, fammi capire.
Se un giorno dovessi scrivere che le future HD non hanno più un'anima e la cosa è condivisa da tutti forse potrebbe essere una verità e da appassionato mi dispiacerebbe molto vedere un declino, ma se milioni di appassionati continuano ad apprezzarle, probabilmente mi sbaglierò? Tu che dici?
Rispetto l'esperienza di chi ce l'ha quando si ha l'onestà di riconoscere che nonostante molto sia cambiato, c'è sempre chi continua ad apprezzarle ancora e porta avanti la sua storia, altrimenti se siamo diventati tutti cretini e finti bikers, di tutta questa esperienza non me ne faccio più niente.

Il concetto mio è questo: oggi per me il problema è che costano tanto, su questo sono il primo a dirlo, purtroppo costano!
Ma sono ancora delle belle motociclette, continuano a dare soddisfazione e io l'anima di queste moto la vedo ancora, pur essendo diventate più moderne. Quello che è stato con i modelli precedenti è stata sicuramente una bella parentesi, ma anche se oggi sono cambiate riscuotono ugualmente interesse, non si può parlarne male usando parole pesanti, secondo me è ingiusto. Poi quello che sarà tra cinque, dieci o vent'anni, lo sa solo il padre eterno, ma intanto piacciono ancora e questo non si può nascondere né negare.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Bob107 ha scritto: 16/01/2026, 18:25
Boss Hogg ha scritto: 16/01/2026, 15:40


Scusa Palma se entro a gamba tesa, ma non potevo resistere. Perdonami 🙏

Capisco il discorso, ma a leggerlo così sembra quasi un manifesto dell’io assoluto.
Conta solo ciò che provo io, ciò che sento io, ciò che scelgo io. Tutto il resto è accessorio, quando non fastidioso. Legittimo, per carità… ma anche tremendamente comodo.
Dire “non credo a niente e non sono stato influenzato da niente e da nessuno” è una dichiarazione affascinante. Peccato che, nella pratica, nessuno funzioni davvero così. È già una posizione ideologica, solo un po’ meno dichiarata delle altre.
Sul nesso amicizia motociclette poi è curioso: quando non lo si vede, spesso è perché non lo si è mai considerato davvero rilevante. Non è che non esista, è che semplicemente non interessa. E va bene, basta non liquidarlo come un concetto astratto o superato solo perché non rientra nel proprio perimetro emotivo.
Il fatto che il marchio “dovrebbe interessarci fino a un certo punto” stride un po’ con il resto: se lo scegli, lo rivendichi, lo celebri ai raduni e lo difendi, allora ti riguarda eccome. Non serve essere azionisti per avere una visione critica, serve solo non fermarsi alla superficie delle sensazioni personali.
Sui prezzi e sull’impoverimento siamo tutti d’accordo, lì almeno i numeri aiutano più delle emozioni.
E sulla storia: vero, Harley nasce nel 1903. Proprio per questo qualcuno osa ancora chiedersi se ogni cambiamento sia automaticamente un passo avanti, invece di archiviare il dubbio con un “amen”.
Poi certo: chi vede l’anima nelle nuove moto se le godrà serenamente.
Gli altri continueranno a porsi domande.
E spesso sono proprio quelli che non si accontentano di “mi basta questo” ad aver capito qualcosa in più di ciò che amano.

Ma mi spieghi che problemi hai?
Tu, per caso, giudichi le cose in base alle tue sensazioni e gusti personali o a quello degli altri?
Cos'è che ti dà fastidio spiegami.
Io difendo ciò che apprezzo e quindi?
Di cosa dovrei preoccuparmi, fammi capire.
Se un giorno dovessi scrivere che le future HD non hanno più un'anima e la cosa è condivisa da tutti forse potrebbe essere una verità e da appassionato mi dispiacerebbe molto vedere un declino, ma se milioni di appassionati continuano ad apprezzarle, probabilmente mi sbaglierò? Tu che dici?
Rispetto l'esperienza di chi ce l'ha quando si ha l'onestà di riconoscere che nonostante molto sia cambiato, c'è sempre chi continua ad apprezzarle ancora e porta avanti la sua storia, altrimenti se siamo diventati tutti cretini e finti bikers, di tutta questa esperienza non me ne faccio più niente.

Il concetto mio è questo: oggi per me il problema è che costano tanto, su questo sono il primo a dirlo, purtroppo costano!
Ma sono ancora delle belle motociclette, continuano a dare soddisfazione e io l'anima di queste moto la vedo ancora, pur essendo diventate più moderne. Quello che è stato con i modelli precedenti è stata sicuramente una bella parentesi, ma anche se oggi sono cambiate riscuotono ugualmente interesse, non si può parlarne male usando parole pesanti, secondo me è ingiusto. Poi quello che sarà tra cinque, dieci o vent'anni, lo sa solo il padre eterno, ma intanto piacciono ancora e questo non si può nascondere né negare.


Aspetta un attimo però, perché qui secondo me si stanno mescolando piani diversi.
Certo che ognuno giudica in base alle proprie sensazioni, ci mancherebbe. Il problema nasce quando le sensazioni personali vengono elevate a termometro oggettivo della realtà.
Il fatto che a te l’anima ci sia ancora non rende automaticamente infondata l’opinione di chi non la vede più. Così come il contrario.
Il passaggio “se milioni di appassionati continuano ad apprezzarle allora probabilmente mi sbaglio” è suggestivo, ma fragile.
Perché seguendo questo ragionamento, tutto ciò che vende tanto è automaticamente giusto, autentico e inattaccabile. E sappiamo entrambi che la storia dei marchi non funziona così.
Nessuno sta dicendo che chi apprezza le nuove Harley sia un cretino o un finto biker.
Ma allo stesso modo, chi critica non lo fa per sport, né perché ha “dei problemi”, bensì perché vede una discontinuità tra ciò che il marchio era e ciò che sta diventando. E questa percezione non nasce dal nulla.
Dire “piacciono ancora” è vero.
Ma piacciono a chi, e perché?
Perché sono Harley o perché sono moto valide in assoluto?
Perché mantengono un’anima o perché il marchio ha ancora un peso enorme nell’immaginario collettivo? Sono domande legittime, non attacchi personali.
Sul prezzo siamo d’accordo tutti, ma anche lì il discorso non si chiude con “costano tanto ma amen”.
Quando un marchio diventa sempre meno accessibile e sempre più selettivo, qualcosa cambia per forza, anche nel rapporto emotivo con il pubblico. Far finta che non incida sull’anima del prodotto è un po’ ingenuo.
Infine: il fatto che non si possa parlare male usando parole pesanti è condivisibile.
Ma attenzione a non scivolare nel punto opposto, dove ogni critica diventa ingiusta solo perché disturba. La passione vera non è solo apprezzare, è anche saper mettere in discussione ciò che si ama.
Che poi tra dieci o vent’anni piaceranno ancora, nessuno lo sa, su questo hai ragione.
Proprio per questo, oggi, il confronto ha senso.
Perché le storie non si portano avanti solo applaudendo, ma anche facendo domande scomode.
E no, non serve essere tutti d’accordo per continuare a essere appassionati.
Anzi, di solito è il contrario.
Boss Hogg
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Carbonkio ha scritto: 16/01/2026, 16:30 :ok: L'ultima frase non so a chi sia diretta, ma vorrei farti un esempio alquanto strano, ma per me, ripeto per me, calzante.
Io amo le bici da corsa e ogni anno decine e decine di case ne sfornano di nuove, tutte performanti allo stesso modo. Però tu scegli, portafoglio permettendo, quella che al primo sguardo ti prende di più, che appena la vedi te ne innamori, magari è la stessa che usa il tuo campione così che non vedi l'ora di inforcarla e via!! Ecco, a me con le nuove HD questo non accade. Nessun assolutismo.
Rendo l'idea?



Sì sì, rendi l’idea eccome 🙂
E l’esempio della bici da corsa è tutt’altro che strano, anzi: è proprio quello che succede a molti di noi con le moto. Alla fine puoi raccontartela quanto vuoi con schede tecniche e numeri, ma se a pelle non scatta nulla, non c’è campione, marketing o listino che tenga.
Con le Harley funziona uguale: alcune ti fulminano al primo sguardo, altre restano lì… corrette, belle, ma mute.
E non è assolutismo, è semplicemente gusto personale. Se non scatta l’innamoramento, si passa oltre e amici come prima 😉
Direi che l’idea è chiarissima.
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Palmambrogio
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Palmambrogio »

Bob107 ha scritto: 16/01/2026, 11:43


Caro Palma,
Cercherò di rispondere alle tue domande.
Per me vale ciò che provo io quando vedo, tocco, sento, guido una HD e sapere che non c'è nient'altro a due ruote e nemmeno a quattro o a otto che mi fa provare le stesse emozioni.
Baso la mia vita sui valori come la gratitudine, per esempio, sul principio che mi ritengo fortunato ad aver ricevuto questo "regalo", per me il più bello del mondo, perché guidare una motocicletta che tanto adoro e soprattutto mi dà gioia, non ha prezzo. Pertanto non posso che nutrire affettuosa riconoscenza verso chi ha reso questo possibile per me.
Ho comprato la mia HD semplicemente perché mi piaceva e basta, non credo a niente, non sono stato influenzato da niente e da nessuno. Solo per mio gusto personale.
Non capisco il nesso "amicizia e motociclette", cioè se lo fai per sottolineare differenze tra passato e presente o semplicemente per specificare che le moto in generale creano condivisione.
Personalmente mi tengo alla larga da gruppi dove esistono forme di gerarchie, schemi e cose del genere ma non per questo rifiuto le amicizie e la possibilità di girare in compagnia, laddove per me ci sono i presupposti. In ogni caso, il senso di condivisione e amicizia di cui parli, c'è ancora tra harleysti.
Che poi il mondo cambia e sono cambiate le relazioni, questo è un altro discorso.
Quello che sceglie di fare il marchio, per quanto mi riguarda, dovrebbe interessarci fino ad un certo punto. A me basta sapere che sceglierei ancora una HD, ed è fantastico vedere tanti harleysti in giro per le strade, andare nei raduni e condividere questa passione, mi basta questo.
Non sono un azionista HD per cui dovrei preoccuparmi se va bene o se va male il marchio.
Mi dispiace solo che le HD costano sempre di più ma nessuno, a quanto pare, sottolinea che probabilmente siamo diventati anche più "poveri" noi.
E visto che la storia è importante, è giusto ricordarsi che Harley Davidson nasce nel 1903, da una bicicletta, non inizia negli anni '80 o '90. Quindi di cambiamenti c'è ne sono stati parecchi, perciò dovremmo essere anche abituati a questo.
Che poi c'è chi vede ancora un'anima nelle nuove motociclette e chi no, amen! Vorrà dire che godranno i primi e se ne faranno una ragione i secondi, perché a quanto pare si scriveranno altre pagine nuove su questa storia.


Perbacco ce ne sarebbero di cose da dire sia sul presente che sul passato ma soprattutto sul passato.
Il mio riferimento "amicizia motociclette" è qualcosa che fa parte di questo mondo e ne ha sempre fatto parte, ma che ultimamente noto a malincuore che sta cambiando tutto..
Comprare una motocicletta significa e ha sempre significato per il sottoscritto, entrare in un mondo fatto di persone prima ancora delle stesse motociclette.
Sono le persone che danno importanza alla motocicletta e non deve essere l'opposto.
La motocicletta è soltanto un mezzo, un mezzo meccanico senza una vera anima, un mezzo meccanico di metallo e plastiche varie, che ha solo la funzione di trasportare una persona in un determinato modo.
È chi la guida da sempre a fare la differenza.
Un idiota in sella ad una motocicletta Harley Davidson non diventa per forza di cose una persona intelligente o simpatica.
Come del resto una persona intelligente e simpatica potrebbe diversamente, apparire come un idiota in sella ad una motocicletta Harley Davidson..
E così via.
Siamo noi con il nostro carattere, con le cose che portiamo con noi quando ci avviciniamo ad altre persone anche a un piccolo gruppo che non fa parte di nulla, a fare nettamente la differenza.
Poi che si guidi una motocicletta giapponese, tedesca, italiana, bulgara o cinese non cambia nulla.
Quello che purtroppo sta accadendo oggi giorno nel mercato delle Harley Davidson, è un sistematico allontanamento dalle masse meno abbienti per diventare un po' come le Bentley e le Rolls-royce della situazione..
Quei filmati di decenni fa, in cui Harley Davidson propagandava lo stare insieme ed il fatto che non siamo mai soli in sella ad una motocicletta Harley Davidson credo che oggi non valga più nulla..
Perché con i costi che stanno raggiungendo temo che chi possiederà una motocicletta Harley Davidson sarà sempre più isolato dagli altri essendo quest'ultima veramente elitaria..
Questa è la strada che sta prendendo il mercato delle motociclette americane e probabilmente anche di molte altre motociclette ma non so quanto potrà durare tutto questo.
Se alzi così tanto i prezzi e ti elevi in questa maniera arrivi ad un certo punto, che diventerai per pochi o quasi per nessuno..
E non mi sembra questo ciò che un tempo Harley Davidson propagandava.
In fin dei conti è nata come una motocicletta popolare e non certamente come qualcosa di lusso e improponibile per il popolo americano.
Teniamo sempre ben presente una cosa, che la motocicletta non è il mezzo primario con cui gli americani si sono spostati nel tempo.
Gli americani vivono anche in senso puramente stretto del termine, nelle loro automobili. Ne possiedono due o tre a seconda e delle loro possibilità.
Ed è il mercato delle automobili quello che noi tutti conosciamo maggiormente in America.
La motocicletta è una minoranza anche perché, voi per caso conoscete altre motociclette americane oltre al marchio Harley Davidson e non mi riferisco alle indian?
I cinesi sembrano essere veramente quelli più interessati al settore delle motociclette Custom e avendo lavorato in subappalto per il marchio Harley Davidson per moltissimi anni come manovalanza, credo abbiano imparato molto da loro anche dai loro sbagli.
È oggi se i cinesi sono riusciti a costruire una motocicletta 2000 di cilindrata 8 cilindri simile ad una Honda goldwing quanto tempo credete ci vorrà prima che facciano lo stesso con le motociclette Harley Davidson?
La buona e vecchia motocicletta di modello Sportster, oggi è perfettamente replicata dalla Italo cinese SWM.
Perciò chi volesse nuovamente uno Sportster nuovo non deve fare altro che rivolgersi a questo marchio e portarsela a casa.
E può dormire sonni tranquilli perché la motocicletta è la stessa anzi, direi che è stata migliorata in molte parti.
Poi di Harley Davidson in circolazione e ce ne saranno sempre perché non dobbiamo dimenticare che il panorama delle motociclette usate e molto vasto forse ancora più vasto di quelle nuove.
E lì possiamo trovare veramente di tutto, dalla motocicletta springer dei primi anni 2000 fino a tutti i modelli Street Glide che volete o Electra Glide che siano.
Chiaramente come ben sappiamo, da noi i chilometri su queste moto fanno paura.
Fanno paura sulle motociclette più datate come le 1450 per la distribuzione arcaica di cui sono dotate e che purtroppo porta intorno ai 60-70 mila chilometri a rifarla completamente.
Per fortuna poi sui modelli successivi hanno dotato i pattini di sistema idraulico per allungargli un po' la vita.
Certamente un sistema a cascata di ingranaggi che è un upgrade realmente esistente ma piuttosto costoso, renderebbe la motocicletta molto più affidabile e la durata della distribuzione decisamente più lunga.
Quindi stavo dicendo che molto spesso motociclette Harley Davidson chilometrate, rimangono per molto tempo invendute specialmente quando hanno sul contachilometri oltre i 100.000 km....
Questo è un problema prettamente psicologico, perché una volta sistemata la distribuzione, La motocicletta la si torna a usare tranquillamente come prima.
Quelle di oggi francamente non le conosco e non so cosa abbiano migliorato in tal senso, ma credo che abbiano sempre il sistema idraulico dei pattini che non abbiano assolutamente la cascata di ingranaggi.
Scrivo questo salvo smentite.
Perciò mio caro Bob, capisco il tuo assolutismo in tal senso e la tua "gratitudine" nei confronti della tua motocicletta.
Ma devi capire che ti vieni a confrontare tu che sei giovane e magari hai poca esperienza, con chi ovviamente è più anziano di te e di esperienza ne ha ovviamente un po' di più.
Ma soprattutto ha conosciuto il mondo delle motociclette Harley Davidson, quando ancora era per così dire molto più semplice sotto tanti aspetti e non soltanto quello economico.
Tu difendi il marchio dalle critiche nei confronti delle motociclette moderne, ma alla fine perché esiste il mondo le critiche non sono sempre sbagliate anzi, proprio Harley Davidson ha modificato in passato il suo stile ascoltando le critiche dei suoi utenti ed andando di raduno in raduno per guardare come le persone le modificavano.
Oggi questo che non accade più, viene lasciato in mano a persone che decidono con la freddezza tipica del marketing odierno.
Persone che portano avanti il marchio non più con il cuore di un tempo ma soltanto perché va portato avanti in qualche maniera.
E allora va bene togliere questo e togliere quello anche se sono palesemente grossolani errori.
Ma le persone digeriscono qualsiasi cosa o per meglio dovrei dire, alcune persone digeriscono alcune cose altre meno.
Il tuo entusiasmo che già ho letto tempo fa quando hai fatto la prima comparsa su questo forum, mi aveva subito fatto pensare che tu provenissi da una minima esperienza motociclistica.
O forse lo avevi scritto tu stesso non mi ricordo.
Perciò ritengo sia normale per certi versi che tu sia altamente difensivo nei confronti di qualcosa che ti dà piacere.
Ma questo non deve oscurare la tua obiettività.
Devi essere in grado di vedere ciò che di sbagliato stanno facendo e non coprire gli errori dicendo che comunque vanno bene e comunque vanno avanti e comunque continuano a vendere..
Faccio presente una cosa che secondo me è molto importante:
Carlo Talamo ebbe la geniale intuizione di rifilare ai figli di papà della milano-bene gli scarti di magazzino dei fratelli Castiglioni.
Cosa c'è di più geniale di una cosa del genere?
Roba che non voleva più nessuno abbandonata lì dentro ad un magazzino a fare la polvere, è stata trasformata dalla mente creativa di un individuo che non aveva fama, ma fame di successo e di soldi.
Lui ha reso delle normalissime motociclette che in America venivano usate dal quarantenne al cinquantenne per farsi i suoi giretti.
Prima ancora da ragazzi giovani che li rimettevano insieme sul finire degli anni quaranta con pezzi raccattati qua e là è indossato un giubbotto di pelle, hanno dato il via al primo filone della ribellione motociclistica.
Con tutte queste cose nella sua testa, Talamo a reinventato il marchio in Italia proponendolo non alla massa operaia ovviamente, ma ai figli dei ricchi quelli che venivano accompagnati a scuola con le Maserati o con le Bentley.
Gli ha messo nella testa, che acquistando una motocicletta Harley Davidson di quel tipo, si portavano a casa un pezzo di storia d'America.
È stato veramente furbo e acuto.
Si potrebbe usare un termine più volgare che non voglio usare ma che dirò, che l'ha messa tranquillamente in quel posto a tutti quei benpensanti che non credevano in lui.
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

Che bel messaggio, davvero.
È uno di quelli che si leggono con piacere perché dentro c’è esperienza, memoria, passione e anche una buona dose di lucidità.
Condivido moltissimo il passaggio sull’“amicizia motociclette”: la moto come porta d’ingresso in un mondo di persone prima ancora che di ferro e cromature. È sempre stato così, ed è forse proprio questo che oggi fa più male vedere sfilacciarsi. Non perché “prima era meglio” per partito preso, ma perché prima era "più semplice, più umano, meno filtrato dal marketing".
Quando dici che la motocicletta non ha un’anima in sé, ma che l’anima la mette chi la guida, tocchi un punto fondamentale.
È una verità scomoda, ma reale: un idiota resta idiota anche su una Harley, e una bella persona resta tale anche su uno scooter cinese. La differenza la fanno le persone, non il logo sul serbatoio.
Sul tema prezzi ed elitizzazione, secondo me centri il bersaglio.
Harley sta lentamente trasformandosi da “motocicletta popolare americana” a “oggetto di lusso esperienziale”, e questo cambia tutto: cambia il pubblico, cambia il clima, cambia anche il modo in cui ci si incontra ai raduni.
Quel vecchio slogan “non sei mai solo su una Harley” oggi suona più come un ricordo romantico che come una promessa credibile.
Molto interessante anche il discorso sui cinesi e sulla replicabilità: qui non stiamo parlando di fantascienza, ma di tempi tecnici.
Se hanno già fatto una Goldwing 8 cilindri, sappiamo benissimo che il “custom americano” è solo una questione di calendario, non di possibilità. E lì il mito verrà messo davvero alla prova, non dalle chiacchiere da forum ma dal mercato vero.
Sul Talamo, poi, hai scritto una piccola lezione di storia che andrebbe stampata e appesa in officina.
Quella non era solo vendita di moto: era "visione, fame, intuizione, cultura", e soprattutto cuore.
Oggi invece spesso decidono persone bravissime con i fogli Excel… ma che non hanno mai sporcato le mani di grasso né respirato l’odore di un raduno vero.
Il tuo non è assolutismo: è consapevolezza.
Ed è proprio questo che rende il confronto sano, anche quando non si è d’accordo.

In poche parole:
le moto cambiano, i marchi cambiano, i mercati cambiano.
Ma se perdiamo le persone, l’amicizia e la capacità di guardarci negli occhi… allora sì, l’anima se n’è andata davvero.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

Carbonkio ha scritto: 16/01/2026, 13:56 Non c'è una sola moto nel catalogo 2026 che comprerei, anche se ne avessi la possibilità economica.
Ma la Panamerica? Quel "carrampone" uguale alla QJ 600 SRT, non "vuole" visto!!! :risoebete: Su quell'altro forum c'è chi lo difende a spada tratta solo perchè HD. La mia percezione è che oggi, in tanti comprino le nuove Harley per status simbol (la maggior parte) o per avvicinarsi al mondo dei raduni e dei club, non necessariamente mc.
E' vero che dal 1903 cambiamenti ce ne sono stati parecchi, ma mai così radicali come negli ultimì anni. Lo Sportster è stato prodotto dal 1957 al 2021. Il big twin 1.200 cc. è rimasto praticamente lo stesso dal '41 all'84.
E poi vogliamo mettere la possibilità di modifiche e personalizzazioni delle moto di 30 anni fa? Compravi la moto e già avevi in mente come sarebbe stata., un po' come ciò che vedeva Michelangelo nel blocco di marmo!!!
Ad essere sincero la mia prossima moto, da affiancare a quelle che già possiedo (in garage c'è anche la motina di mia moglie, una 883 del 2009), sarà una cinesissima rally 450 di quelle viste all'ultimo EICMA: Kove, ZX moto o QJ, leggere, divertenti, facili e anche economiche. Ecco, proprio loro, i cinesi hanno saputo accendere o riaccendere in molti la passione per la moto e questo è innegabile.




Guarda… leggendo il tuo messaggio mi è venuto spontaneo sorridere, perché è la fotografia esatta di quello che stanno vivendo in tanti, ma che pochi hanno il coraggio di dire ad alta voce.

La Pan America?
È una bella moto, per carità… ma è come vedere un texano col poncho che prova a fare il samurai: si impegna, è pure bravo, ma non è casa sua.
Harley che fa l’adventure è un po’ come la nonna che apre un sushi bar. Può anche venirle bene, ma tu continui a volerle mangiare i pizzoccheri.
E sul forum c’è sempre quello che la difende “perché è Harley”.
Che poi è il punto esatto del problema: non si giudica più la moto, si difende il marchio come una squadra di calcio.
E lì finisce il motociclismo, comincia il tifo.
Quando parli dello Sportster e dei Big Twin storici… lì mi trovi in piedi ad applaudire.
Quelle moto non le compravi: le adottavi.
Avevano difetti, vibrazioni, rumoracci, ma erano vive.
E soprattutto ti facevano venire voglia di metterci le mani, di cambiarle, di farle diventare “tue”.
Oggi invece te le consegnano già “finite”, imbalsamate, con il cartellino del prezzo che ti dice:
“Questo sei tu, e non osare uscire dal personaggio.”
E hai centrato anche l’altra bomba:
oggi molti comprano Harley per sentirsi qualcuno, non per andare da qualche parte.
È la moto che deve raccontare chi sei, non più tu che racconti una storia con la moto.
Una volta si partiva per un giro e si tornava con un aneddoto.
Oggi si parte per fare una foto.
Sul fatto dei cinesi… guarda, io ci scommetterei una birra grossa.
Loro stanno facendo quello che Harley faceva 80 anni fa:
moto semplici, concrete, con l’aria di dire “dai, sali e andiamo a sporcarci le mani”.
E quella voglia lì, quella scintilla, vale più di qualsiasi heritage, storytelling e giubbino ufficiale.
Quindi sì, se tu domani entri in garage, guardi la 883 di tua moglie, le tue moto, e poi dici:
“Mi prendo una Kove, una QJ, una ZX e vado a divertirmi come un bambino”…
io ti stringo la mano e ti dico:
benvenuto di nuovo nel motociclismo vero.
Quello senza pedigree, senza passerella, senza inchini.
Solo strada, polvere, benzina e risate.
E Harley?
Se vorrà tornare a contare, dovrà ricordarsi chi era prima di diventare una vetrina di lusso.
Altrimenti resterà una bellissima moto… parcheggiata davanti al bar.
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Sedicesima Grifo
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Località: Milano

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Sedicesima Grifo »

Trovo che oggi, quanto ai modelli, alcuni siano esteticamente migliori ed altri peggiori, altri allineati.
La tecnologia non può essere, nei limiti in cui è presente in Harley, un problema. Potenza e coppia richiedono per molti qualcosa che aiuti a gestirle, ad esempio sul bagnato, in curva, su asfalto non manutenuto.
Il problema è più evidente per chi è nato motociclisticamente in epoca più recente perché chi guida moto da 40 o 50 anni è più abituato a gestire certe situazioni senza ausilii. Ma, a meno di voler far moto per chi ha cent'anni, oggi certe attenzioni sono necessarie, se non obbligatorie.
Se poi non piace avere le mappe basta impostarne una e tenerla.
Ho avuto 4 Harley e sono passato dal TC 103 al M8 117, attraversando il 107 e il 114.
In nessun caso il motore è peggiorato. Non avrei cambiato moto per passare dal 107 al 114 e da questo al 117, ma non posso negare un miglioramento.
Ho avuto la Street Glide Special e ho l'attuale: preferivo, per estetica e fascino, la Special. Non lo nego. Gusto personale.
Se parliamo di estetica, appunto, trovo il Fat Boy e il Breakout molto validi, l'Heritage non male, la Street Bob meno bella del 103.
Il Low Rider precedente mi piaceva più dell'attuale.
Complessivamente quindi mi piacevano di più le vecchie, anche diversi modelli non più a listino.
Se parliamo invece di tecnologia, non farei mai cambio con moto a carburatore che perdono olio. Ho avuto, da ragazzo, moto a carburatore. Mi piacevano, ma non sento il bisogno di tornare ragazzo e quindi mi tengo strette moto che funzionano.
Ci vado al bar, in palestra, al ristorante, al lavoro, in viaggio. Ci vado un po' come mi pare e piace e se mi va la tengo in box.
Non la uso per dimostrare di essere un vero motociclista. Non me ne frega nulla di fare Easy Rider. Uso ciò che voglio, quando voglio, se voglio.
Da solo o con qualche amico.
Amico che è amico a prescindere, perché non è certo una moto a far nascere affinità elettive tra le persone. Se la moto significa spirito libero, allora l'amicizia nasce se la libertà dello spirito è vicina alla libertà dello spirito di qualcun altro. E poi si va in moto.
Morale Folgore: meraviglioso!

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Boss Hogg
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Sedicesima Grifo ha scritto: 18/01/2026, 11:02 Trovo che oggi, quanto ai modelli, alcuni siano esteticamente migliori ed altri peggiori, altri allineati.
La tecnologia non può essere, nei limiti in cui è presente in Harley, un problema. Potenza e coppia richiedono per molti qualcosa che aiuti a gestirle, ad esempio sul bagnato, in curva, su asfalto non manutenuto.
Il problema è più evidente per chi è nato motociclisticamente in epoca più recente perché chi guida moto da 40 o 50 anni è più abituato a gestire certe situazioni senza ausilii. Ma, a meno di voler far moto per chi ha cent'anni, oggi certe attenzioni sono necessarie, se non obbligatorie.
Se poi non piace avere le mappe basta impostarne una e tenerla.
Ho avuto 4 Harley e sono passato dal TC 103 al M8 117, attraversando il 107 e il 114.
In nessun caso il motore è peggiorato. Non avrei cambiato moto per passare dal 107 al 114 e da questo al 117, ma non posso negare un miglioramento.
Ho avuto la Street Glide Special e ho l'attuale: preferivo, per estetica e fascino, la Special. Non lo nego. Gusto personale.
Se parliamo di estetica, appunto, trovo il Fat Boy e il Breakout molto validi, l'Heritage non male, la Street Bob meno bella del 103.
Il Low Rider precedente mi piaceva più dell'attuale.
Complessivamente quindi mi piacevano di più le vecchie, anche diversi modelli non più a listino.
Se parliamo invece di tecnologia, non farei mai cambio con moto a carburatore che perdono olio. Ho avuto, da ragazzo, moto a carburatore. Mi piacevano, ma non sento il bisogno di tornare ragazzo e quindi mi tengo strette moto che funzionano.
Ci vado al bar, in palestra, al ristorante, al lavoro, in viaggio. Ci vado un po' come mi pare e piace e se mi va la tengo in box.
Non la uso per dimostrare di essere un vero motociclista. Non me ne frega nulla di fare Easy Rider. Uso ciò che voglio, quando voglio, se voglio.
Da solo o con qualche amico.
Amico che è amico a prescindere, perché non è certo una moto a far nascere affinità elettive tra le persone. Se la moto significa spirito libero, allora l'amicizia nasce se la libertà dello spirito è vicina alla libertà dello spirito di qualcun altro. E poi si va in moto.



Concordo pienamente sul fatto che l'amicizia prescinda dalla moto, nascendo da affinità elettive e libertà spirituale condivise, piuttosto che dal mezzo stesso, è un punto saggio che sottolinea l'essenza autentica delle relazioni tra appassionati. Detto questo, mi permetto di osservare che, nel mondo motociclistico odierno, questa affinità e amicizia non sono più così diffuse come un tempo, specialmente tra appassionati di marchi diversi, dove spesso prevalgono divisioni e rivalità che diluiscono lo spirito di comunità originario.
Riguardo ai modelli, apprezzo la valutazione equilibrata: i progressi tecnici, come il passaggio dal TC 103 al M8 117, rappresentano un'evoluzione in termini di affidabilità e gestione, rendendo le moto più versatili per l'uso quotidiano senza nostalgie forzate per carburatori e perdite d'olio. Tuttavia, sul feeling complessivo non posso concordare del tutto: le nuove versioni, pur migliorate tecnicamente, spesso perdono quel fascino raw e quel legame emotivo che rendevano le vecchie uniche, trasformandole in prodotti più sterilizzati.
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