simonee ha scritto: ↑19/03/2026, 13:14 Tra Gratteri e Di Pietro non saprei chi scegliere quanto a violenza sulla lingua italiana, ma quest'ultimo ha almeno il pregio di non ergersi a detentore della verità assoluta.
1- Effettivamente questa riforma non è finalizzata a rendere i processi più veloci, ma più giusti in linea teorica si.
PM e giudici non possono essere colleghi, non possono appartenere allo stesso ordine.
Diversamente non ci sarà mai una effettiva parità tra accusa e difesa e, quindi, difficilmente potrà esserci una reale terzietà del giudice.
Da questo punto di vista la riforma è pure troppo blanda, non è possibile che i PM abbiano gli uffici accanto a quelli dei GIP, anzi le procure dovrebbero trovarsi in edifici distinti dai palazzi di giustizia.
2-Ad oggi la Costituzione è stata modificata 19 volte, esiste l'art 138 apposta per il procedimento di revisione costituzionale, l'ultima volta con la fantastica introduzione del pareggio di bilancio...
Alcuni anni orsono è stato modificato proprio l'art. 111 con l'introduzione del concetto di giusto processo di cui la riforma attuale è un completamento seppure parziale.
3- Non ci sarà né più "burocrazia" né più costi con lo sdoppiamento dei CSM, chi sostiene ciò dovrebbe presentare uno studio analitico di tali supposti maggiori costi.
Neppure verrà meno il coordinamento e la collaborazione tra procure: esiste un codice di procedura che governa tali aspetti.
4- La situazione attuale del correntismo è indecente: il CSM lamenta che con il sorteggio la politica metterebbe le mani sull'organo di autogoverno dei magistrati, la realtà attuale ci dice invece, dal caso Palamara lo sappiamo per certo, che è l'ANM a governare politicamente la magistratura usando i peggiori metodi della peggior politica.
Ed anzi, aspetto che evidentemente sfugge ai più, è che la corsa al massacro tra correnti per occupare i posti di vertice degli uffici giudiziari denuncia il fatto che, in quel modo, si vanno a controllare ed esercitare poteri altri che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione di tali uffici o con l'esercizio della funzione giurisdizionale, bensì tracimano in ambiti e dinamiche decisamente torbide.
Dire che il sorteggio non garantisce che entrino nel CSM persone capaci e preparate è una vera e propria contraddizione in termini: equivale a dire che non tutti i magistrati in servizio possono svolgere quella funzione però, al contempo, possono decidere della vita degli altri.
Ciò a mio avviso cela la circostanza che in seno alla magistratura si vuole mantenere lo status quo di un gruppo ristretto, una casta nella casta, interessata a fare il bello ed il cattivo tempo per le ragioni altre che ho accennato sopra.
D'altronde il sorteggio esiste già, ad esempio per formare la Corte Costituzionale che giudica lo stato di accusa del Capo dello Stato, o per i giudici popolari d'Assise in primo e secondo grado, o per il "Tribunale dei Ministri" che giudica il Presidente del Consiglio.
Personalmente mi inquieta di più chi si candida al ricoprire la carica al CSM che non chi viene estratto a sorte, perchè il primo è sicuramente portatore di un interesse "politico" e come tale per farsi eleggere fa una vera e propria campagna elettorale, cioè un'attività che nulla ha a che fare con l'esercizio della giurisdizione .
5- Chi sostiene che la riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura dovrebbe, oltre ad indicare quale norma produrrebbe tale effetto, anche indicare in che modo.
Il vero tema, ahimè poco o niente dibattuto, non è quello della indipendenza della magistratura ma quello dell'indipendenza del singolo magistrato all'interno della magistratura stessa.
Con il correntismo attuale il magistrato che non si allinea viene isolato e finanche ostracizzato con il ricatto della progressione di carriera e con lo strumento del procedimento disciplinare, scardinare le correnti consentirebbe ai magistrati di essere veramente la bocca della legge senza doversi destreggiare in equilibrismi vari.
6- Alta corte disciplinare: chi sostiene che oggi le sanzioni disciplinari ai magistrati ci sono e sono serie, o mente sapendo di mentire o non conosce i dati, ad iniziare dalla mancata conoscenza di quanto avvenuto - o meglio non avvenuto - in seguito al caso Palamara.
Attualmente, se si vanno a verificare le statistiche, peraltro non facilmente accessibili, si vede che le assoluzioni dei magistrati chiamati a rispondere di illeciti disciplinari sono superiori al 90% e per di più con motivazioni assurde che quegli stessi magistrati nemmeno di sognerebbero di applicare mai ai comuni cittadini che sono chiamati a giudicare.
In sostanza i magistrati risultano essere l'unica categoria professionale che non paga praticamente mai per i propri - anche gravi - errori, lasciare invariato l'assetto del CSM significa porre un pietra tombale sullo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo in questo senso, e che peraltro non sarebbe immediato ma necessiterebbe di un certo tempo per produrre un ricambio culturale e generazionale.
Non per difendere Gratteri, però preferisco, da cittadino italiano, tenermi uno come lui che fa a cazzotti con la lingua italiana ma almeno ha il coraggio di parlare e indagare sulle criminalità organizzate, piuttosto che chiunque altro più bravo con l'italiano e non fa nulla.
Sul referendum, onestamente, non saprei giudicare cosa sia meglio tra il No o il Sì e per questo motivo preferisco astenermi dal voto.
