Perché è importante il NO!

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Boss Hogg
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Perché è importante il NO!

Messaggio da Boss Hogg »

Ho seguito un po’ il dibattito su questo referendum del 22-23 marzo sulla riforma della magistratura, quella che chiamano Riforma Nordio, e volevo dirvi sinceramente come la penso, da semplice cittadino che non è né avvocato né giudice ma ci tiene alla Costituzione e alla giustizia che funziona per davvero. Non faccio discorsi da comizio, solo quello che ho capito leggendo il testo e le spiegazioni di chi ci lavora tutti i giorni.
Insomma, se vince il sì si cambia roba importante: si separano del tutto le carriere tra chi giudica e chi accusa, si sdoppia il CSM in due consigli separati, si mette il sorteggio al posto delle elezioni per scegliere tanti componenti e si crea questa nuova Alta Corte Disciplinare esterna. Sembra una cosa tecnica, roba da addetti ai lavori, ma in realtà tocca il cuore di come funziona la nostra democrazia da settant’anni. La Costituzione del 48 aveva messo la magistratura autonoma e indipendente proprio per evitare che la politica ci mettesse le mani sopra, dopo quello che era successo col fascismo. E questa riforma, secondo me, rischia di rompere proprio quell’equilibrio.
Pensateci: separare le carriere non è che magicamente rende i processi più veloci o più giusti. Già oggi tanti magistrati possono scegliere di fare solo il pm o solo il giudice, ma qui si crea una frattura netta, due mondi che non si parlano più, con formazione diversa, assegnazioni diverse, tutto doppio. Risultato? Più burocrazia, più costi, e i tribunali e le procure che lavorano ognuno per conto suo senza quel dialogo che oggi c’è. I problemi veri della giustizia italiana tempi eterni, carceri piene, carte che si ammucchiano e restano lì, questa riforma non li tocca neanche con un dito. Anzi, molti che ci lavorano dicono che alla fine i processi potrebbero pure allungarsi.
Poi c’è il sorteggio: al posto di eleggere i componenti del CSM con un minimo di responsabilità e rappresentanza, si tira a sorte come al lotto. Sembra democratico, “uno vale uno”, ma in pratica chi ti garantisce che entrino persone preparate, indipendenti, che sappiano davvero cosa significa gestire la magistratura? Il Consiglio d’Europa ha sempre detto che meglio le elezioni, proprio per avere pluralismo vero. Con il sorteggio rischi di avere organi più deboli, più esposti a correnti o a logiche casuali, e un CSM che non riesce più a difendere l’indipendenza come dovrebbe.
E l’Alta Corte Disciplinare? Oggi il CSM gestisce le sanzioni e i numeri dicono che non è per niente lassista: censure, sospensioni e rimozioni ci sono e sono serie. Domani invece le decisioni le prende un organo nuovo, con gente sorteggiata o nominata dal Presidente della Repubblica. Sembra più “imparziale”, ma in realtà apre la porta a influenze politiche indirette. Un magistrato che deve indagare su corruzione, mafia o abusi di potere ci penserà due volte se sa che sopra di lui c’è una corte che potrebbe essere sensibile alle pressioni del momento. È il modo classico per rendere la magistratura più cauta, più controllabile.
Alla fine il punto è questo: non è una riforma che migliora l’efficienza, è una riforma che cambia il paradigma costituzionale, che indebolisce l’autonomia della magistratura e dà più spazio alla politica di influenzare chi deve controllare il potere. Una giustizia più debole oggi tocca i magistrati, domani tocca tutti noi.
Per questo io il 22-23 marzo voto NO, senza dubbi. Non perché difendo “i giudici” a prescindere, ma perché difendo il principio che la bilancia della giustizia deve restare imparziale e lontana dalle mani della politica. E visto che non c’è quorum, ogni voto conta davvero.
simonee
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da simonee »

Hai fatto copia e incolla da una velina di Gratteri?
Se è così spero almeno che ti abbiano retribuito.
Boss Hogg
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Boss Hogg »

simonee ha scritto: 13/03/2026, 19:27 Hai fatto copia e incolla da una velina di Gratteri?
Se è così spero almeno che ti abbiano retribuito.

Mi stai facendo un complimento e ti ringrazio.
Na assolutamente.
Mi sono semplicemente documentato come ogni cittadino dovrebbe fare.
Basta semplicemente aprire qualche libro e non guardare televisione, social media e qualsiasi altro tipo di interazione mediatica che può essere veicolata.
Un po' come durante la pandemia.
simonee
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da simonee »

Se ritieni che copiare da un personaggio che ogni volta che apre la bocca fa a cazzotti con la lingua italiana sia un complimento buon per te.
Però mi pare che ciò che sostieni lo hai sentito proprio dalla televisione dai social, non mi risulta alcun libro di giuristi più o meno autorevoli che si siano spinti a sostenere roba del genere.
D'altronde di tutte le cose che hai sostenuto l'unica azzeccata è che la riforma non velocizza i processi, ed in effetti non è quello lo scopo che si prefiggono le norme sottoposte al prossimo vaglio referendario anche se alcuni, erroneamente, lo sostengono.
Conte Jägermeister
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Conte Jägermeister »

Non è un campo su cui sono particolarmente ferrato, per cui sono a chiedere:
Se qualcuno qui è del mestiere può dare un consiglio?
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Balengo
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Balengo »

Tanto alla fine che vinca il no o che vinca il sì in Italia non cambierà nulla...
Se crediamo alla favoletta che con il voto cambiamo qualcosa siamo grandicelli per balle di questo genere...
È da quando ho la maggiore età che mi sento dire che il voto è importante perché con il voto possiamo cambiare il paese eccetera eccetera...
Le collusioni tra politica e magistratura ci sono sempre state..
A questo mondo ognuno ha un prezzo.
E quando hai il potere puoi comprare chi vuoi oppure ne puoi comprare il silenzio in svariati modi possibili..
Boss Hogg
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Boss Hogg »

simonee ha scritto: 14/03/2026, 10:52 Se ritieni che copiare da un personaggio che ogni volta che apre la bocca fa a cazzotti con la lingua italiana sia un complimento buon per te.
Però mi pare che ciò che sostieni lo hai sentito proprio dalla televisione dai social, non mi risulta alcun libro di giuristi più o meno autorevoli che si siano spinti a sostenere roba del genere.
D'altronde di tutte le cose che hai sostenuto l'unica azzeccata è che la riforma non velocizza i processi, ed in effetti non è quello lo scopo che si prefiggono le norme sottoposte al prossimo vaglio referendario anche se alcuni, erroneamente, lo sostengono.

Sei un avvocato?
Ti dico questo perché hai detto le stesse parole di un mio amico che lo è.
Però sii onesto, quando c'era Di Pietro, la lingua italiana era "espressa " al suo massimo o sbaglio?
Dato che in materia nei sai, puoi dire esattamente cosa c'è di errato in ciò che ho scritto, prima di "azzeccarne" una giusta?
Ma senza polemica sia chiaro.
Non voglio di certo sostituirmi a chi ne sa più di me.
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Pino
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Pino »

Io non voto..
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Palmambrogio
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da Palmambrogio »

A mio modesto parere per una giusta equità, bisognerebbe sentire anche la campana del sì.
Che qui mi sembra non sia stato espresso al momento ancora da nessuno.
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
simonee
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Re: Perché è importante il NO!

Messaggio da simonee »

Tra Gratteri e Di Pietro non saprei chi scegliere quanto a violenza sulla lingua italiana, ma quest'ultimo ha almeno il pregio di non ergersi a detentore della verità assoluta.

1- Effettivamente questa riforma non è finalizzata a rendere i processi più veloci, ma più giusti in linea teorica si.
PM e giudici non possono essere colleghi, non possono appartenere allo stesso ordine.
Diversamente non ci sarà mai una effettiva parità tra accusa e difesa e, quindi, difficilmente potrà esserci una reale terzietà del giudice.
Da questo punto di vista la riforma è pure troppo blanda, non è possibile che i PM abbiano gli uffici accanto a quelli dei GIP, anzi le procure dovrebbero trovarsi in edifici distinti dai palazzi di giustizia.

2-Ad oggi la Costituzione è stata modificata 19 volte, esiste l'art 138 apposta per il procedimento di revisione costituzionale, l'ultima volta con la fantastica introduzione del pareggio di bilancio...
Alcuni anni orsono è stato modificato proprio l'art. 111 con l'introduzione del concetto di giusto processo di cui la riforma attuale è un completamento seppure parziale.

3- Non ci sarà né più "burocrazia" né più costi con lo sdoppiamento dei CSM, chi sostiene ciò dovrebbe presentare uno studio analitico di tali supposti maggiori costi.
Neppure verrà meno il coordinamento e la collaborazione tra procure: esiste un codice di procedura che governa tali aspetti.

4- La situazione attuale del correntismo è indecente: il CSM lamenta che con il sorteggio la politica metterebbe le mani sull'organo di autogoverno dei magistrati, la realtà attuale ci dice invece, dal caso Palamara lo sappiamo per certo, che è l'ANM a governare politicamente la magistratura usando i peggiori metodi della peggior politica.
Ed anzi, aspetto che evidentemente sfugge ai più, è che la corsa al massacro tra correnti per occupare i posti di vertice degli uffici giudiziari denuncia il fatto che, in quel modo, si vanno a controllare ed esercitare poteri altri che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione di tali uffici o con l'esercizio della funzione giurisdizionale, bensì tracimano in ambiti e dinamiche decisamente torbide.
Dire che il sorteggio non garantisce che entrino nel CSM persone capaci e preparate è una vera e propria contraddizione in termini: equivale a dire che non tutti i magistrati in servizio possono svolgere quella funzione però, al contempo, possono decidere della vita degli altri.
Ciò a mio avviso cela la circostanza che in seno alla magistratura si vuole mantenere lo status quo di un gruppo ristretto, una casta nella casta, interessata a fare il bello ed il cattivo tempo per le ragioni altre che ho accennato sopra.
D'altronde il sorteggio esiste già, ad esempio per formare la Corte Costituzionale che giudica lo stato di accusa del Capo dello Stato, o per i giudici popolari d'Assise in primo e secondo grado, o per il "Tribunale dei Ministri" che giudica il Presidente del Consiglio.
Personalmente mi inquieta di più chi si candida al ricoprire la carica al CSM che non chi viene estratto a sorte, perchè il primo è sicuramente portatore di un interesse "politico" e come tale per farsi eleggere fa una vera e propria campagna elettorale, cioè un'attività che nulla ha a che fare con l'esercizio della giurisdizione .

5- Chi sostiene che la riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura dovrebbe, oltre ad indicare quale norma produrrebbe tale effetto, anche indicare in che modo.
Il vero tema, ahimè poco o niente dibattuto, non è quello della indipendenza della magistratura ma quello dell'indipendenza del singolo magistrato all'interno della magistratura stessa.
Con il correntismo attuale il magistrato che non si allinea viene isolato e finanche ostracizzato con il ricatto della progressione di carriera e con lo strumento del procedimento disciplinare, scardinare le correnti consentirebbe ai magistrati di essere veramente la bocca della legge senza doversi destreggiare in equilibrismi vari.

6- Alta corte disciplinare: chi sostiene che oggi le sanzioni disciplinari ai magistrati ci sono e sono serie, o mente sapendo di mentire o non conosce i dati, ad iniziare dalla mancata conoscenza di quanto avvenuto - o meglio non avvenuto - in seguito al caso Palamara.
Attualmente, se si vanno a verificare le statistiche, peraltro non facilmente accessibili, si vede che le assoluzioni dei magistrati chiamati a rispondere di illeciti disciplinari sono superiori al 90% e per di più con motivazioni assurde che quegli stessi magistrati nemmeno di sognerebbero di applicare mai ai comuni cittadini che sono chiamati a giudicare.
In sostanza i magistrati risultano essere l'unica categoria professionale che non paga praticamente mai per i propri - anche gravi - errori, lasciare invariato l'assetto del CSM significa porre un pietra tombale sullo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo in questo senso, e che peraltro non sarebbe immediato ma necessiterebbe di un certo tempo per produrre un ricambio culturale e generazionale.
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