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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Inviato: 08/03/2026, 11:13
da fabri2005
Conte Jägermeister ha scritto: 01/03/2026, 10:01 Negli ultimi anni in Italia le maxi cilindrate non stanno vivendo il loro momento migliore. Le cruiser e le touring pesanti non sono più centrali come una volta e questo, piaccia o no, tocca anche Harley. Non è un discorso americano, è roba che si vede anche qui: concessionarie più prudenti, usato trattato con più attenzione, meno “scorte infinite” in salone.
La domanda che mi faccio è:
è un problema di prezzi?
di cultura motociclistica che sta cambiando?
o semplicemente oggi la gente vuole moto più leggere, più versatili, meno impegnative?
Perché diciamocelo chiaramente: una Touring oggi non è una moto che compri a cuor leggero. Tra listino, accessori e gestione, l’impegno è serio. E il mercato italiano non è quello americano.

Non sto parlando di crisi nera o allarmismi. Però secondo me qualcosa si sta muovendo. Le Harley restano moto iconiche, ma il contesto attorno è diverso rispetto a dieci o quindici anni fa.
Voi come la vedete?
Qui in Italia è una fase di passaggio o dobbiamo abituarci a numeri più piccoli e a una rete più selettiva?
Credo sia un problema di prezzi e di nostro tenore di vita che negli anni è tendenzialmente diminuito. Personalmente i sacrifici li ho fatti per moto datate ma che fossero già in condizioni di poter essere guidate e dove potessi (grazie a forum e YouTube per farne conoscenza) mettere io le mani per manutenzioni e riparazioni.
Riguardo le moto moderne potessi spendere “spensieratamente “ 30000 euro una Gold wing la prenderei. Non è il mio sogno perché la moto che vorrei “portarmi nella tomba” già ce l’ho ma un esperienza con la Gold wing mi piacerebbe molto farla.
Moto da donne la Sportster? Sono convinto che una donna può portare la moto che vuole e quando le vedi su: super sportive, naked, sportster, Softail, Electra glide è un piacere vederle.
Poi avendo sia una Softail che una Sportster per facilità d’uso e scherzando sul luogo comune “moto da donna” direi che lo sarebbe più la Softail poiché più comoda da guidare e facile da gestire da fermo per via del baricentro più basso.

Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Inviato: 09/03/2026, 21:25
da Balengo
fabri2005 ha scritto: 08/03/2026, 11:13
Conte Jägermeister ha scritto: 01/03/2026, 10:01 Negli ultimi anni in Italia le maxi cilindrate non stanno vivendo il loro momento migliore. Le cruiser e le touring pesanti non sono più centrali come una volta e questo, piaccia o no, tocca anche Harley. Non è un discorso americano, è roba che si vede anche qui: concessionarie più prudenti, usato trattato con più attenzione, meno “scorte infinite” in salone.
La domanda che mi faccio è:
è un problema di prezzi?
di cultura motociclistica che sta cambiando?
o semplicemente oggi la gente vuole moto più leggere, più versatili, meno impegnative?
Perché diciamocelo chiaramente: una Touring oggi non è una moto che compri a cuor leggero. Tra listino, accessori e gestione, l’impegno è serio. E il mercato italiano non è quello americano.

Non sto parlando di crisi nera o allarmismi. Però secondo me qualcosa si sta muovendo. Le Harley restano moto iconiche, ma il contesto attorno è diverso rispetto a dieci o quindici anni fa.
Voi come la vedete?
Qui in Italia è una fase di passaggio o dobbiamo abituarci a numeri più piccoli e a una rete più selettiva?
Credo sia un problema di prezzi e di nostro tenore di vita che negli anni è tendenzialmente diminuito. Personalmente i sacrifici li ho fatti per moto datate ma che fossero già in condizioni di poter essere guidate e dove potessi (grazie a forum e YouTube per farne conoscenza) mettere io le mani per manutenzioni e riparazioni.
Riguardo le moto moderne potessi spendere “spensieratamente “ 30000 euro una Gold wing la prenderei. Non è il mio sogno perché la moto che vorrei “portarmi nella tomba” già ce l’ho ma un esperienza con la Gold wing mi piacerebbe molto farla.
Moto da donne la Sportster? Sono convinto che una donna può portare la moto che vuole e quando le vedi su: super sportive, naked, sportster, Softail, Electra glide è un piacere vederle.
Poi avendo sia una Softail che una Sportster per facilità d’uso e scherzando sul luogo comune “moto da donna” direi che lo sarebbe più la Softail poiché più comoda da guidare e facile da gestire da fermo per via del baricentro più basso.


Ti quoto perché ti do perfettamente ragione.
Potessi anch'io spendere spensieratamente dei bei soldi per altre moto ce ne sarebbero che mi piacerebbero.
Magari non proprio la Goldwing perché mi sembra troppo grossa per me.
Le donne oggi guidano di tutto.
Dallo scooter più scrauso alla supersportiva più tirata.
Passando per le enduro, stradali da turismo eccetera eccetera.
Il ragionamento assurdo che la Sportster sia una moto da donne è legato a un certo maschilismo, che nel nostro settore non è di certo mai mancato...

Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Inviato: 10/03/2026, 9:31
da Conte Jägermeister
Il discorso prezzi e potere d’acquisto pesa eccome. Oggi una touring nuova, tra listino e due accessori messi lì “tanto per”, ti porta via tranquillamente 30 mila euro o più. Non è più la spesa che uno fa con leggerezza, e infatti sempre più gente guarda all’usato o a moto che può mantenere e sistemare anche da sola. In questo senso forum, manuali e YouTube hanno rimesso un po’ di manualità in mano ai motociclisti, e non è affatto una cosa negativa.
Sul discorso Gold Wing poi sfondi una porta aperta. Anche a me non fa impazzire come “moto della vita”, però provarne una per un viaggio lungo è una di quelle esperienze che qualunque motociclista dovrebbe fare almeno una volta. È un altro pianeta: più che una moto è un treno ad alta velocità con due ruote.
Per quanto riguarda la Sportster “moto da donne”, quella è una delle etichette più pigre che girano da anni. La verità è che la Sportster è sempre stata una moto compatta, leggera e molto reattiva, quindi facile da usare per tanti tipi di motociclisti. Poi il marketing e i luoghi comuni ci hanno costruito sopra una storia che con la realtà c’entra poco.
E sul fatto che la Softail sia più facile da gestire, in realtà non hai tutti i torti. Con il baricentro basso e la ciclistica più “piatta”, spesso da fermo è più prevedibile di una Sportster un po’ nervosa. Quindi sì, se proprio vogliamo scherzare sul luogo comune, rischia quasi di essere il contrario di quello che si dice da anni.
Alla fine la verità è semplice: le moto non sono da uomini o da donne, sono da chi ha voglia di guidarle. E quando vedi qualcuno che la moto la porta bene, indipendentemente dal modello, è sempre un bel vedere. 👍

Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Inviato: 10/03/2026, 12:21
da Palmambrogio
Signori miei vi dico in tutta onestà, che ho accarezzato e ripeto, ho accarezzato l'idea di acquistare una motocicletta di modello Goldwing ma non delle ultime che non mi piacciono assolutamente, ma della precedente versione.
Ma poi il buon senso mi ha fermato sul nascere, perché chiaramente i problemi che ho avuto non vanno presi certamente alla leggera.
Non è che io non possa guidare una motocicletta sia ben chiaro, ce la faccio eccome senza problemi.
Il vero e fatidico problema purtroppo sta in tutt'altro e cioè, nella consapevolezza che se mi capitasse qualcosa in quel momento sarei chiaramente un pericolo per me stesso ma più ancora per le altre persone e questa cosa mi fa molto riflettere..
Nella mia vita mi sono sempre sentito padrone di me stesso.
Il capitano della mia nave o dovrei dire il timoniere della mia esistenza.
Ma quando ti capitano problematiche che ti intaccano la salute, non ti senti più padrone di te stesso, ma ti senti come in balia di un mare in tempesta su cui tu in quel momento non hai alcun controllo...
Ed è per questo motivo che con coscienza ma con molta fatica ho preso la decisione per il momento di non guidare più nessuna motocicletta.
Perché prima del raziocinio c'è una coscienza che lavora internamente.
E che mi fa pensare che qualora, non fossi più in grado o mi succedesse qualcosa, il rischio sarebbe troppo esteso...
Se mi domandate se mi dispiace vi rispondo, certamente che mi dispiace. Eccome se mi dispiace...
Ma prima deve venire il buon senso perché senza di esso non siamo nulla.
:saggio: