Pianeta Custom..

Discussioni generali intorno alle moto e i biker, discorsi da bar...
Conte Jägermeister
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Conte Jägermeister »

Leggendo questo scambio, ho la sensazione che abbiate ragione entrambi e torto entrambi.
Uno vede ovunque muri.
L'altro vede ovunque porte aperte.
La verità, probabilmente, sta nel mezzo.
Perché chi sostiene che l'amicizia, la fratellanza e certi valori esistano ancora, ha ragione. Esistono. Esistono oggi come esistevano quarant'anni fa.
Ma ha ragione anche chi dice che sono diventati più rari, più fragili e più difficili da trovare.
Quello che però mi colpisce è un'altra cosa.
State discutendo di fiducia come se fosse qualcosa che si concede o si nega in partenza.
Ma la fiducia non funziona così.
La fiducia è una conseguenza.
Nessuno parte amico.
Nessuno parte fratello.
Nessuno parte persona speciale.
Si diventa tutto questo col tempo.
Ed è qui che veniamo al dunque.
Perché chi diffida di tutti rischia di non dare mai a nessuno il tempo di dimostrare chi è davvero.
Ma chi si fida di tutti rischia di scambiare per amicizia qualsiasi stretta di mano, qualsiasi pacca sulla spalla e qualsiasi birra bevuta insieme.
Sono due errori uguali e contrari.
La cosa che invece trovo curiosa è che state discutendo di rapporti umani su un forum di motociclette.
E sapete perché?
Perché in fondo le moto non c'entrano quasi niente.
Se c'entrassero davvero le moto, parleremmo di cilindrate, carburatori, gomme e cavalli.
Invece siamo finiti a parlare di fiducia, delusioni, amicizia, appartenenza e solitudine.
Questo dovrebbe far riflettere tutti.
Perché significa che dopo decine di pagine di discussione stiamo inconsapevolmente ammettendo una cosa molto semplice:
che la moto non è mai stata il centro.
Le persone lo sono sempre state.
E forse il vero problema di oggi non è che ci siano meno amici, meno fratelli o meno motociclisti disposti a fermarsi.
Forse il problema è che siamo diventati tutti tremendamente bravi a spiegare perché gli altri sbagliano e tremendamente incapaci di capire perché la pensano in modo diverso.
E da questo punto di vista, non credo che il problema sia il mondo motociclistico.
Credo che sia il mondo intero.
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Conte Jägermeister
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Conte Jägermeister »

BRANCALEONE ha scritto: ieri, 17:44
Sedicesima Grifo ha scritto: ieri, 15:21 Devo dire che sostanzialmente mi trovo d'accordo con Bob.
Ci sono contesti dove le affinità sono molto possibili ma il fatto di possedere una moto non è certo uno di questi. Neppure se dello stesso tipo.
Ovviamente a mio avviso. Se invece altri ritengono diversamente fanno benissimo, ci mancherebbe, a vivere l'esperienza a modo loro.


Ma a differenza sua, tu non hai "proiettato" una sorta di visione grigia e obnubilata, di un mondo che da una vita, fonda le sue radici su una storia ben precisa.
Stiamo parlando di "mondo custom" e non di "anatomia di una crisi esistenziale"..
Se c'è qualcosa di colorato, di leggero, di appassionato, è proprio il mondo delle motociclette custom e ciò che da esso deriva.
Guidare un Harley non significa far parte di questo mondo.
Assolutamente.
Ma nemmeno si può delegittimare, determinati valori o credo che sia, solo perché non li si capisce, comprende o non interessano.
Esistono ed esisteranno sempre.
Logicamente chi è dentro da molto tempo in questo mondo e ci crede seriamente, guarderà con un sorriso, chi cerca di "scimmiottarli".
Perché non è un Harley e un giubbotto di pelle comprato in concessionaria che fa' di un motociclista un vero appassionato.
C'è di più, molto di più.
C'è una gavetta fatta di km e sudore.
Rabbia e soldi.
Fatiche condivise, quando organizzare un raduno, per esempio, comincia a diventare sempre più "un atto di coraggio", che un divertimento..
Ma queste cose le può capire solo chi è dentro.
Chi è fuori è fuori.



Scusate se mi intrometto.

Capisco perfettamente quello che vuoi dire e, per molti aspetti, sono anche d'accordo.
È vero che certe cose non si imparano leggendo un forum o guardando qualche video.
Ci sono esperienze che devi vivere: i chilometri, i viaggi, i problemi per strada, i raduni organizzati quando tutto era più complicato e molto meno comodo di oggi.
Quella era gavetta vera.
Però c'è una riflessione che mi viene spontanea.
Ogni generazione tende a considerare più autentico ciò che ha vissuto in prima persona. È normale.
Ma il mondo custom che molti di noi hanno conosciuto non è nato perché qualcuno lo ha tenuto chiuso dentro un recinto. È nato perché qualcuno lo ha condiviso e trasmesso ad altri.
Per questo faccio fatica a ragionare in termini di "chi è dentro e chi è fuori".
Perché tutti quelli che oggi sono dentro, un giorno erano fuori.
E aggiungo una cosa: dopo tanti anni ho imparato che le persone che vivevano davvero certi valori erano spesso quelle che ne parlavano meno.
Lo vedevi nei gesti, nella disponibilità, nel modo di accogliere gli altri e nel rispetto che portavano a chiunque, dal neofita al veterano.
Alla fine credo che il valore di una comunità non si misuri da quanto sia difficile entrarci, ma da quanto riesca a trasmettere a chi arriva dopo.
È lì che si capisce se stiamo parlando di una cultura ancora viva o soltanto di un bellissimo ricordo.
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Bob107 »

BRANCALEONE ha scritto: ieri, 17:23
Dici che è solo un discorso in generale, eppure il tuo messaggio è pieno di “io”, “a me”, “non mi interessa”, “non ho voglia”, “non mi interessa minimamente”.
Quindi parli di te, eccome.
Smontiamolo pezzo per pezzo:
Dici che ho deciso chi sei da un messaggio...
No. Sei tu che ti stai descrivendo molto bene con due interventi consecutivi.
Fai una lunga lista di difetti degli altri (criticoni, invidiosi, pettegoli, lamentosi, invadenti, sporchi…) poi ti arrabbi se qualcuno nota il tuo atteggiamento iperselettivo e chiuso. Comodo....
Affermi che alla tua età non hai più voglia di “subire” dinamiche umane e vuoi solo leggerezza, perfetto, è una tua scelta.
Ma allora non venire a lamentarti che oggi i legami forti sono rari e la gente alza muri.
Sei tu uno di quei muri.
Dici che la moto deve essere solo svago, senza condividere problemi ne affinità profonde, benissimo.
Allora accettane le conseguenze: una passione vissuta in superficie produce rapporti superficiali. Non puoi pretendere profondità se tu per primo metti un limite invalicabile prima ancora di cominciare.
Concludi dicendo che non te ne frega niente di quello che penso, chiaro.
Però hai scritto un messaggio lungo e piuttosto incazzato per una cosa di cui non ti importerebbe nulla. Questo la dice lunga.
Il punto centrale è questo: trasformi le tue paure e la tua chiusura in una filosofia di vita (“le esperienze insegnano”, “alla mia età”, ecc.) e poi critichi il mondo perché è diventato freddo e diffidente. Non regge.
Hai tutto il diritto di vivere la tua passione in modalità solitaria e protetta.
Ma non spacciarla come una posizione neutra o saggia. È una rinuncia motivata da delusioni passate, camuffata da superiorità selettiva.
Probabilmente persone con cui esci ci saranno senz'altro, ma queste persone sanno quanto a te importa di loro?
Perché ho la netta sensazione, che tu declassi chiunque, singole persone, gruppi, categorie, fratellanza si fratellanza no e compagnia cantante, al minimo ruolo sindacabile.
Guarda che non ci vuole una scienza esatta per capire il tuo punto di vista, basta semplicemente analizzare alla lettera ciò che scrivi e da lì salta fuori tutto.
E poi scusa "se non vuoi condividere" cosa ci stai a fare su un forum?

Ti sei messo a fare anche lo psicoanalista? 😄

Ti vedo abbastanza preso sull'argomento anche se non capisco che problemi hai.
Scommetto che tu sei un vero biker, uno di quelli appassionati che vive questo mondo intensamente.
Anzi, se vuoi raccontarci come vive un vero biker, siamo qua.
"una passione vissuta in superficie produce rapporti superficiali" (questa me la segno!)
Tutte le persone che girano libere in moto, sia da soli che in compagnia e vanno ai raduni o dove pare a loro, macinano km senza pensieri e non rompono le scatole a nessuno, con o senza il giubbotto di pelle comprato in concessionaria (come dici tu) per te cosa sono?
La mia filosofia di vita è sentirmi libero di condividere o no, ciò che mi pare, senza dover dare conto a nessuno tantomeno a te.
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Bob107 »

BRANCALEONE ha scritto: ieri, 17:44
Ma a differenza sua, tu non hai "proiettato" una sorta di visione grigia e obnubilata, di un mondo che da una vita, fonda le sue radici su una storia ben precisa.
Stiamo parlando di "mondo custom" e non di "anatomia di una crisi esistenziale"..
Se c'è qualcosa di colorato, di leggero, di appassionato, è proprio il mondo delle motociclette custom e ciò che da esso deriva.
Guidare un Harley non significa far parte di questo mondo.
Assolutamente.
Ma nemmeno si può delegittimare, determinati valori o credo che sia, solo perché non li si capisce, comprende o non interessano.
Esistono ed esisteranno sempre.
Logicamente chi è dentro da molto tempo in questo mondo e ci crede seriamente, guarderà con un sorriso, chi cerca di "scimmiottarli".
Perché non è un Harley e un giubbotto di pelle comprato in concessionaria che fa' di un motociclista un vero appassionato.
C'è di più, molto di più.
C'è una gavetta fatta di km e sudore.
Rabbia e soldi.
Fatiche condivise, quando organizzare un raduno, per esempio, comincia a diventare sempre più "un atto di coraggio", che un divertimento..
Ma queste cose le può capire solo chi è dentro.
Chi è fuori è fuori.

Dunque, per essere un vero motociclista appassionato serve:
Fare la gavetta, tanti km, tanto sudore, rabbia, soldi, fatiche condivise, atti di coraggio nell'organizzare raduni... :confuso:
Ma dove le hai lette queste cose, nel manuale del buon motociclista appassionato?
Se lo vai a dire in giro rischi di passare per ridicolo, lo sai?
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