Pianeta Custom..

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Bob107
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Bob107 »

Harley racconta, una storia.
BMW racconta una storia.
Honda racconta una storia.
Ecc. Ecc. Ecc.
Sono tutte storie di serie "A"
Siamo tutti "fratelli motociclisti" dove non esistono migliori o peggiori, ma per esperienze NON possiamo dire che siamo tutti uguali perché non lo siamo.
E visto che l'argomento è "Pianeta custom" ci tengo a precisare che è giusto considerarlo un mondo a sé perché effettivamente è così. Non sto affermando niente di più e niente di meno.
Semplicemente una bella realtà, viva e sentita, fatta di tante sfumature e colori che altri motociclisti non vivono alla stessa identica maniera.
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Bob107
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Bob107 »

Conte Jägermeister ha scritto: oggi, 9:29 Credo che alla fine il punto sia molto più semplice di quanto sembri.
Le Harley hanno certamente una personalità fortissima, un'identità che pochi marchi motociclistici possono vantare e una capacità rara di creare un legame emotivo con chi le guida. Questo sarebbe sciocco negarlo.
Quello su cui invece continuo a non essere d'accordo è l'idea che esista una sorta di esperienza motociclistica "speciale" riservata a chi possiede una determinata moto. Perché la storia del motociclismo è piena di persone che hanno vissuto avventure straordinarie, amicizie profonde, viaggi memorabili e passioni travolgenti senza essere mai salite su una Harley.
Forse il vero errore è cercare l'unicità nel mezzo anziché nelle persone.
Una Harley può essere il sogno di una vita per qualcuno e lasciare completamente indifferente qualcun altro. Una vecchia Moto Guzzi può rappresentare la stessa cosa per un altro motociclista. Una BMW, una Ducati, una Honda o qualsiasi altra moto possono generare lo stesso identico attaccamento emotivo in chi le vive con passione.
Alla fine, ciò che rende speciale una moto non è tanto ciò che è, ma ciò che rappresenta per chi la guida.
E forse è proprio qui che si trova la vera essenza del motociclismo: non nell'appartenenza a un marchio, a una categoria o a una filosofia, ma nella libertà di trovare la propria strada senza sentirsi obbligati a riconoscere quella degli altri come inferiore, incompleta o meno autentica.
Perché se c'è una cosa che oltre cinquant'anni di motociclismo ci hanno insegnato, è che le moto cambiano, i marchi cambiano, le mode passano, ma la passione resta sempre una faccenda profondamente personale. Ed è proprio per questo che non può essere misurata dal logo che c'è sul serbatoio.

Io sono d'accordissimo con te.
È chiaro che, personalmente, esalto ciò che piace a me e, nello stesso tempo, rimango indifferente su ciò che non mi attira e non trovo interesse.
Quando parlo di custom, in particolare di HD, è chiaro che lo faccio con l'entusiasmo che mi arriva da questa esperienza. Dove sta l'errore?
Perché dovrei dire che una HD con una BMW, Honda o Guzzi, sono la stessa cosa quando per me (e non soltanto per me) non è così? E comunque, a prescindere dai gusti personali, affermando questo, non è che sto dicendo una cosa non vera.
Ho forse detto che chi non possiede una custom non può provare emozioni forti? Non mi pare, ma sicuramente non proverà le STESSE emozioni che può provare un Harleysta, come un Harleysta non proverà le stesse emozioni di un altro motociclista che possiede una naked, un multistrada ecc. ecc.
Esaltare qualcosa di bello non significa mascherare i difetti, ma non è neanche giusto non riconoscere la grandezza di una realtà che va ancora forte ed è sentita da milioni di persone.
Sarebbe come dire che non significa niente, ma non è proprio così.
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Balengo
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Re: Pianeta Custom..

Messaggio da Balengo »

Secondo me stiamo girando tutti in tondo proprio perché l'argomento è "il mondo delle custom".
E come tale, dovrebbe comprendere tutte le tipologie di moto Harley e non ad esso collegato.
Una moto custom alla fine, è semplicemente qualcosa di modificato.
Badate bene che in origine, le Harley, erano identiche a tutte le altre moto nate agli inizi del 900.
Erano perlopiù biciclette con un motore.
Solo 40/50 anni dopo, ha incominciato a prendere forma un certo stile, un certo modo di modificare la propria moto che prima non esisteva.
Quindi è una storia abbastanza recente e non così vecchia come molti credono.
Certo, non è roba dell'altro ieri ma nemmeno di due secoli fa'.
Sul "fratelli motociclisti" immagino sia solo una concessione lessicale perché nella realtà, non ci crede veramente nessuno.
Forse una volta, agli albori, agli inizi di questa storia, sia per valori, sia per educazione e desiderio di conoscere, era una realtà più evidente.
Quando ho preso la mia Harley, alcuni vecchi motociclisti delle mie parti mi avevano spiegato alcune cose, cose che mi avevano anche stupito.
Quando non avevo ancora una moto e vedevo gli altri andarci, pensavo che questo mondo su due ruote fosse un mondo bellissimo dove tutti si rispettano e si "vogliono bene".
Sì lo ammetto...ne avevo una visione un po' "colorata", ma la mia immaginazione mi portava a pensare questo.
Poi mi hanno raccontato che non è proprio così.
C'era una battuta che mi ha sempre colpito più di tutte ed è quella del "Se resti fermo sul ciglio della strada".
All'inizio non capivo cosa volessero intendere.
Poi più che spiegarmelo a parole me lo hanno mostrato con i fatti.
Eravamo in due, su una Honda Hornet.
Ci siamo fermati a lato strada facendo finta di essere fermi per un guasto.
Non so quanto tempo sia passato, ma di tutte le moto che ho visto passare compreso delle Harley, nessuno si era fermato.
Poi è passata una vecchia super sportiva, con sopra una con la tuta di pelle.
Lo vedo passare e ad un certo punto lo vedo tornare indietro e fermarsi proprio davanti a noi.
Il tipo avrà avuto più di 60 anni abbronzatissimo sotto il casco.
Ci grida "Tutto bene, s'è rotto qualcosa??"
Allora il mio amico proprietario della Honda, gli dice che no tutto a posto che c'era stato solamente un malfunzionamento che poi si è risolto.
Allora il tipo con la super sportiva, ci fa pollice sù da due colpi di gas e sparisce in una fumata azzurra.
Proprio chi non avrei mai pensato che si potesse fermare si era fermato.
Tutti gli altri, molti con le custom con i giubbetti pieni di pezze ecc, ci avevano praticamente snobbato...
Quel giorno ho capito che su 100 motociclisti uno fa' sempre la differenza.
Gli altri 99......sono una realtà a sé.
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