Re: 16 Marzo 1978.....
Inviato: 20/03/2026, 16:08
Perbacco io che ho letto i libri trovo che stiate argomentando con una precisione millimetrica oserei dire!
Ed è per questo che mi sovviene una domanda che mi pongo da tantissimi anni ormai.
L’onorevole Aldo Moro è stato tenuto prigioniero sempre nello stesso posto per tutti i 55 giorni: via Camillo Montalcini 8, nel quartiere Monteverde a Roma. Precisamente nell’appartamento interno 1, al piano terra o primo piano non mi ricordo con esattezza.
Era un appartamento normale, con giardino davanti, garage (dove poi lo hanno ucciso) e cantina. L’aveva comprato Anna Laura Braghetti nel luglio 1977 e ci viveva insieme a Germano Maccari, che si faceva chiamare “ingegner Luigi Altobelli”. Dentro non c’era un covo pieno zeppo di brigatisti: solo loro due fissi come carcerieri. Prospero Gallinari ci dormiva ogni tanto, e Mario Moretti passava quasi tutti i giorni per interrogare Moro. Nient’altro. Era una base “pulita”, pensata apposta per non dare nell’occhio.
Durante i 55 giorni la polizia (soprattutto l’UCIGOS, la squadra antiterrorismo di Cossiga) e i carabinieri hanno fatto giri nel palazzo. Suonavano ai campanelli degli inquilini, chiedevano documenti, controllavano chi c’era. Qualcuno ha anche parlato di appostamenti da un appartamento vicino (qualcuno dice addirittura microcamere nei lampioni e microfoni piazzati). Ma, e qui viene il bello, l’interno 1 al piano terra o primo piano che sia, lo hanno saltato. Non hanno mai bussato lì, non hanno mai perquisito davvero, anche se l’appartamento era già stato individuato....
E questa signori miei è una cosa che fa accapponare la pelle a pensarci bene...
I signori Braghetti e Maccari hanno raccontato che a un certo punto si sono accorti di strani movimenti (gente in tuta Enel, stranieri che parlavano lingue strane, cassonetti controllati), hanno capito che li tenevano d’occhio e hanno venduto l’appartamento subito dopo la morte di Moro...
Il compianto giudice Imposimato ha detto chiaro: «Quell’appartamento era monitorato dall’UCIGOS già dall’estate 1978, ma non hanno mai informato la Procura. C’era pure un blitz pronto l’8 maggio (il giorno prima dell’omicidio), con irruzione organizzata, infermeria pronta, evacuazione del palazzo… e poi una telefonata dal Viminale ha bloccato tutto».
Capite bene?
Una telefonata dal Viminale...
Ed è per questo che mi sovviene una domanda che mi pongo da tantissimi anni ormai.
L’onorevole Aldo Moro è stato tenuto prigioniero sempre nello stesso posto per tutti i 55 giorni: via Camillo Montalcini 8, nel quartiere Monteverde a Roma. Precisamente nell’appartamento interno 1, al piano terra o primo piano non mi ricordo con esattezza.
Era un appartamento normale, con giardino davanti, garage (dove poi lo hanno ucciso) e cantina. L’aveva comprato Anna Laura Braghetti nel luglio 1977 e ci viveva insieme a Germano Maccari, che si faceva chiamare “ingegner Luigi Altobelli”. Dentro non c’era un covo pieno zeppo di brigatisti: solo loro due fissi come carcerieri. Prospero Gallinari ci dormiva ogni tanto, e Mario Moretti passava quasi tutti i giorni per interrogare Moro. Nient’altro. Era una base “pulita”, pensata apposta per non dare nell’occhio.
Durante i 55 giorni la polizia (soprattutto l’UCIGOS, la squadra antiterrorismo di Cossiga) e i carabinieri hanno fatto giri nel palazzo. Suonavano ai campanelli degli inquilini, chiedevano documenti, controllavano chi c’era. Qualcuno ha anche parlato di appostamenti da un appartamento vicino (qualcuno dice addirittura microcamere nei lampioni e microfoni piazzati). Ma, e qui viene il bello, l’interno 1 al piano terra o primo piano che sia, lo hanno saltato. Non hanno mai bussato lì, non hanno mai perquisito davvero, anche se l’appartamento era già stato individuato....
E questa signori miei è una cosa che fa accapponare la pelle a pensarci bene...
I signori Braghetti e Maccari hanno raccontato che a un certo punto si sono accorti di strani movimenti (gente in tuta Enel, stranieri che parlavano lingue strane, cassonetti controllati), hanno capito che li tenevano d’occhio e hanno venduto l’appartamento subito dopo la morte di Moro...
Il compianto giudice Imposimato ha detto chiaro: «Quell’appartamento era monitorato dall’UCIGOS già dall’estate 1978, ma non hanno mai informato la Procura. C’era pure un blitz pronto l’8 maggio (il giorno prima dell’omicidio), con irruzione organizzata, infermeria pronta, evacuazione del palazzo… e poi una telefonata dal Viminale ha bloccato tutto».
Capite bene?
Una telefonata dal Viminale...