Balengo ha scritto: ↑ieri, 15:27Sedicesima Grifo ha scritto: ↑ieri, 14:11Quoto e straquoto.Carbonkio ha scritto: ↑ieri, 11:11 Per quanto mi riguarda vengono prima le persone poi le moto che guidano.
E' normale che approcciare chi ha il tuo stesso mezzo sia più facile, ma è altrettanto facile capire che con tanta gente, non vorresti condividere la stessa passione e neanche lo stesso pianeta!!!![]()
Prima si è amici e, se poi si condivide un interesse, è bellissimo trovarsi e organizzarsi.
Non basta certo avere una moto per essere belle persone né, tantomeno, avere una Harley.
Chiaramente due chiacchiere tra motociclisti scappano sempre ma non bastano a renderci "fratelli". E neppure cugini.
Sono assolutamente d'accordo.
Chi pensa che avere un Harley renda istantaneamente amico di tutta la "tribù" di harleysti si sbaglia di grosso.
Questa è una modalità di pensiero che ho trovato spesso.
Ora ho un Harley e perciò ora sono "integrato e accettato".
È la cosa più sbagliata che ci possa essere.
Primo perché non si può essere amici di perfetti sconosciuti se non c'è lunga frequentazione che sfocia in amicizia.
Secondo, molti scambiano una certa gestualità "quelle pacche sulle spalle" o "strette di mano alla biker", per dimostrazione di "affetto" o "rispetto"...
Laddove in alcuni casi, queste dimostrazioni, sono falsa cortesia e nulla più...
L’idea che possedere una Harley ti integri automaticamente nella “tribù” e ti renda istantaneamente accettato (o addirittura “fratello”) è una delle illusioni più diffuse e dannose nel mondo harleysta. Si tratta di una mentalità superficiale che scambia un possesso materiale per un legame autentico.
La realtà è più semplice e più dura: l’amicizia e la fiducia si costruiscono nel tempo, attraverso frequentazione, valori condivisi e rispetto reciproco. Non nasce da una giacca, da una pacca sulla spalla o da una stretta di mano “da biker”. Spesso quelle gestualità sono solo forma, cortesia di facciata o, peggio, rituali tribali che servono più a marcare il territorio che a creare connessioni vere.
Questo approccio ha finito per creare un ambiente in cui l’apparenza conta più della sostanza, generando aspettative irrealistiche (come nel caso della persona che ha venduto la moto) e tante delusioni.
La passione per la Harley può essere profonda e sincera, ma quando diventa il biglietto d’ingresso per un presunto club esclusivo, perde gran parte del suo valore e diventa più un ostacolo che un ponte.
