16 Marzo 1978.....

Discussioni generali intorno alle moto e i biker, discorsi da bar...
Boss Hogg
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Boss Hogg »

Ma cosa avremmo potuto fare? Il singolo in sé non conta nulla se non c'è una forza, una unione sociale che possa portare avanti una battaglia..
Noi siamo passati attraverso quel periodo e attraverso altri periodi prima ancora, cercando di non scostarci mai dai nostri ideali puliti e semplici.
C'è purtroppo chi ha preso altre strade e un altro tipo di decisioni, finalizzando e concretizzando aberrazioni del quadro generale..
Ma la realtà è che ogni singolo cittadino di questo paese, guarda al suo microcosmo come del resto è giusto che si debba fare.
Perché nessuno può imporci nulla in fin dei conti.
Ma bisogna essere consapevoli però che guardare soltanto nel nostro microcosmo, ci rende ciechi e sordi su ciò che accade intorno a noi.
E allora sì che in quel momento qualche colpa l'abbiamo..
E purtroppo le imposizioni scattano a priori.
Anche se non le vogliamo ci toccano comunque.
Conte Jägermeister
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Re: 16 Marzo 1978.....

Messaggio da Conte Jägermeister »

La domanda “cosa avremmo potuto fare?” è legittima, ma anche spietata. La verità è che il singolo, da solo, conta pochissimo contro un sistema che ha risorse, reti e violenza organizzata. Senza una forza collettiva vera, senza un’unione che vada oltre le chiacchiere da bar o i cortei rituali, si resta impotenti. E noi, in quegli anni, non siamo mai riusciti a costruire quella forza. Abbiamo difeso i nostri ideali puliti, è vero, ma spesso li abbiamo difesi in solitudine o in piccoli gruppi che si sono poi frantumati.
Il risultato? Molti hanno preso altre strade, hanno fatto compromessi, si sono venduti o si sono semplicemente arresi. E noi che abbiamo provato a restare coerenti ci siamo ritrovati a guardare il mondo dal nostro piccolo microcosmo, convinti che bastasse “non sporcarsi” per essere a posto.
Qui sta la crudezza della cosa: quel microcosmo ci ha resi ciechi e sordi. Abbiamo visto le stragi, i depistaggi, i sacrifici umani, ma abbiamo continuato a vivere come se il problema fosse lontano. Abbiamo accettato che le imposizioni arrivassero comunque sulle nostre vite, sul nostro futuro, sulla nostra democrazia senza avere la forza di opporci davvero.
Quindi sì, una colpa ce l’abbiamo. Non quella di aver orchestrato il male, ma quella di averlo lasciato scorrere senza mai provare seriamente a fermarlo. Abbiamo scelto la tranquillità del nostro piccolo mondo invece di rischiare per qualcosa di più grande.
Oggi quel rimpianto pesa. Perché sappiamo che la storia non l’hanno scritta solo i potenti, ma anche il nostro silenzio collettivo.
La domanda vera non è più “cosa avremmo potuto fare allora”, ma “cosa siamo disposti a fare oggi”, sapendo che il meccanismo è ancora lo stesso, solo con strumenti diversi.
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