Una nuova austerity?
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Balengo
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Una nuova austerity?
https://associazionedifesaconsumatori.i ... -e-diesel/
Dopo la pandemia e una tregua di qualche anno tornano termini come "lockdown carburanti" "razionamento benzina" ecc....
Non è la stessa cosa, ma ci stanno un'altra volta soggiogando adesso attraverso il rincaro della benzina e i possibili razionamenti..
E puntualmente l'Europa, comincia con i suoi avvertimenti...
La bella stagione è arrivata per noi motociclisti e quindi che estate ci aspetta?
Dopo la pandemia e una tregua di qualche anno tornano termini come "lockdown carburanti" "razionamento benzina" ecc....
Non è la stessa cosa, ma ci stanno un'altra volta soggiogando adesso attraverso il rincaro della benzina e i possibili razionamenti..
E puntualmente l'Europa, comincia con i suoi avvertimenti...
La bella stagione è arrivata per noi motociclisti e quindi che estate ci aspetta?
Re: Una nuova austerity?
La pandemia e due anni di tregua relativa, eccoci di nuovo con la solita solfa: rincari pesanti su benzina e diesel, e l’Europa che già parla di “piani di emergenza”, razionamenti e possibili “lockdown carburanti”. Sembra quasi che non vedano l’ora di renderci la vita più difficile.
Non è un caso. Questa non è solo speculazione o “colpa della guerra”. È anche il risultato delle politiche green imposte da Bruxelles: tasse sul carbonio, chiusura progressiva delle raffinerie europee, obblighi di miscelazione sempre più costosi e l’ossessione di spingere tutti verso l’elettrico, anche quando non ha senso (soprattutto per le moto). Nel frattempo il prezzo alla pompa sale e noi paghiamo il conto.
Per noi motociclisti è particolarmente fastidioso. Arriva la bella stagione, vorremmo goderci un po’ di curve e di libertà, e invece dobbiamo fare i conti con il pieno che pesa sempre di più sul portafoglio. E la paura è che non sia finita qui: se ci sarà una crisi vera di approvvigionamento, i “piani di contingenza” dell’UE sono pronti, con razionamenti e limitazioni. Ci stanno preparando psicologicamente.
Onestamente, mi sembra un approccio ideologico più che pragmatico. Invece di investire seriamente in nucleare, biocarburanti avanzati e diversificazione delle fonti, si preferisce tassare pesantemente i carburanti tradizionali e sperare che il mercato si adegui da solo. Risultato? Dipendenza energetica dagli altri Paesi e costi sempre più alti per chi deve ancora usare il mezzo a combustione.
Io quest’estate cercherò di ottimizzare i giri, scegliere mete più vicine e magari tenere d’occhio le promozioni o i selfservice migliori, ma la sostanza non cambia: stiamo pagando cara questa transizione forzata....
Non è un caso. Questa non è solo speculazione o “colpa della guerra”. È anche il risultato delle politiche green imposte da Bruxelles: tasse sul carbonio, chiusura progressiva delle raffinerie europee, obblighi di miscelazione sempre più costosi e l’ossessione di spingere tutti verso l’elettrico, anche quando non ha senso (soprattutto per le moto). Nel frattempo il prezzo alla pompa sale e noi paghiamo il conto.
Per noi motociclisti è particolarmente fastidioso. Arriva la bella stagione, vorremmo goderci un po’ di curve e di libertà, e invece dobbiamo fare i conti con il pieno che pesa sempre di più sul portafoglio. E la paura è che non sia finita qui: se ci sarà una crisi vera di approvvigionamento, i “piani di contingenza” dell’UE sono pronti, con razionamenti e limitazioni. Ci stanno preparando psicologicamente.
Onestamente, mi sembra un approccio ideologico più che pragmatico. Invece di investire seriamente in nucleare, biocarburanti avanzati e diversificazione delle fonti, si preferisce tassare pesantemente i carburanti tradizionali e sperare che il mercato si adegui da solo. Risultato? Dipendenza energetica dagli altri Paesi e costi sempre più alti per chi deve ancora usare il mezzo a combustione.
Io quest’estate cercherò di ottimizzare i giri, scegliere mete più vicine e magari tenere d’occhio le promozioni o i selfservice migliori, ma la sostanza non cambia: stiamo pagando cara questa transizione forzata....
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Conte Jägermeister
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Re: Una nuova austerity?
Guarda, ti capisco fin troppo bene… perché alla fine la sensazione è proprio quella: ogni volta che sembra si possa tirare un po’ il fiato, zac… arriva la nuova mazzata.
Però, detta tra noi, senza fare i professoroni da tastiera: non è che a Bruxelles, in Unione Europea, si svegliano la mattina pensando “oggi come lo roviniamo il motociclista”. Magari alcune scelte sono discutibili e su questo ti do ragione, ma il grosso del problema viene da molto più lontano. Basta che quelli dell’OPEC decidano di stringere un filo la produzione, o che ci sia un’altra tensione tipo la Guerra in Ucraina, e i prezzi si muovono subito. E noi, che non siamo esattamente autosufficienti, ce la prendiamo tutta in faccia.
Poi sì, l’Europa ci ha messo del suo, inutile negarlo. Hanno spinto forte sulla transizione senza avere ancora tutte le carte in mano, e il risultato è che oggi siamo un po’ nel mezzo: meno raffinerie, più dipendenza, più fragilità. Non è che sia proprio una strategia geniale nel breve periodo.
Ma sai qual è la parte che fa davvero incazzare? Che qui da noi il carburante è sempre stato un bancomat. Altro che solo politiche green… accise vecchie come il cucco, IVA sopra le accise....
roba che se la racconti a uno straniero pensa che stai scherzando. E invece no, è tutto vero. Alla fine paghiamo noi, sempre, qualsiasi sia la scusa del momento.
E per chi va in moto il fastidio è doppio. Perché non stai parlando di andare a lavorare o fare chilometri per necessità… stai parlando di passione. Di uscire, farti due curve, svuotare la testa. E invece ti ritrovi lì a guardare il prezzo alla pompa come se dovessi fare un investimento.
La verità, secondo me, è molto meno “complottistica” ma anche meno rassicurante: è un mix di scelte politiche fatte così così, mercato globale che va per conto suo, e Stati che quando c’è da incassare non si tirano mai indietro. Fine.
E noi? Noi siamo nel mezzo della transizione, nel momento peggiore: quando il vecchio costa sempre di più e il nuovo non è ancora davvero una soluzione per tutti. Quindi sì, fai bene a ottimizzare i giri, scegliere meglio quando e dove uscire… ma resta quella sensazione lì, che ti stiano togliendo un pezzo di libertà un pieno alla volta.
Però, detta tra noi, senza fare i professoroni da tastiera: non è che a Bruxelles, in Unione Europea, si svegliano la mattina pensando “oggi come lo roviniamo il motociclista”. Magari alcune scelte sono discutibili e su questo ti do ragione, ma il grosso del problema viene da molto più lontano. Basta che quelli dell’OPEC decidano di stringere un filo la produzione, o che ci sia un’altra tensione tipo la Guerra in Ucraina, e i prezzi si muovono subito. E noi, che non siamo esattamente autosufficienti, ce la prendiamo tutta in faccia.
Poi sì, l’Europa ci ha messo del suo, inutile negarlo. Hanno spinto forte sulla transizione senza avere ancora tutte le carte in mano, e il risultato è che oggi siamo un po’ nel mezzo: meno raffinerie, più dipendenza, più fragilità. Non è che sia proprio una strategia geniale nel breve periodo.
Ma sai qual è la parte che fa davvero incazzare? Che qui da noi il carburante è sempre stato un bancomat. Altro che solo politiche green… accise vecchie come il cucco, IVA sopra le accise....
roba che se la racconti a uno straniero pensa che stai scherzando. E invece no, è tutto vero. Alla fine paghiamo noi, sempre, qualsiasi sia la scusa del momento.
E per chi va in moto il fastidio è doppio. Perché non stai parlando di andare a lavorare o fare chilometri per necessità… stai parlando di passione. Di uscire, farti due curve, svuotare la testa. E invece ti ritrovi lì a guardare il prezzo alla pompa come se dovessi fare un investimento.
La verità, secondo me, è molto meno “complottistica” ma anche meno rassicurante: è un mix di scelte politiche fatte così così, mercato globale che va per conto suo, e Stati che quando c’è da incassare non si tirano mai indietro. Fine.
E noi? Noi siamo nel mezzo della transizione, nel momento peggiore: quando il vecchio costa sempre di più e il nuovo non è ancora davvero una soluzione per tutti. Quindi sì, fai bene a ottimizzare i giri, scegliere meglio quando e dove uscire… ma resta quella sensazione lì, che ti stiano togliendo un pezzo di libertà un pieno alla volta.
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Balengo
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Re: Una nuova austerity?
Il problema di questo governo e dei precedenti governi di merda, è che nessuno di loro ha voluto togliere le accise...
Perché le accise sono una tassazione sicura anche se ormai non più valide.
Sono vecchie?
Chi se ne frega.
Gliele facciamo pagare comunque lo stesso...
È una situazione surreale che va avanti da decenni ma il bello è che nessuno fa niente...
E noi paghiamo.
Ci prendono per il c*** da una vita ma noi continuiamo così...
Il nostro stipendio non aumenta, ma l'età pensionabile avanza sempre di più...
Ci ritroveremo a 80 anni ancora sul posto di lavoro...
Noi siamo burattini in mano a questi pezzi di merda che attraverso accordi tra governi, ci rendono schiavi di una realtà che non è quella che dovrebbe essere.....
La maggior parte delle persone, se ne frega di quello che succede.
Vuoi per menefreghismo o ignoranza di base....
Vegetano credendo di vivere una vita dignitosa.
Ma la dignità qui non sappiamo nemmeno dove sta di casa..
L'importante è farsi il giretto in moto...poi se la benzina costa 3 euro al litro "tanto che ci posso fare??"...
Questa è la frase che sento più spesso dire in giro...
Poi non vanno a votare e pretendono i cambiamenti...
Perché il pensiero comune è che "tanto non cambia niente...."
Quando però l'Italia non và ai mondiali poveri rincoglioniti di merda, tutti disperati......
Tutto a ritirare le bandiere azzurre e bestemmiare....
Ci meritiamo ogni disgrazia che ci accadrà perché siamo un popolo senza coglioni!
La voce ce l'abbiamo soltanto per gridare negli stadi, o per fare il tifo per "l'amato sport".
Non sento gridare nessuno nelle piazze...
Non c'è nessuna folla di persone che protesta o sciopera come si faceva 40 o 50 anni fa...
Oggi vale il "fare spallucce"......
Il "ma tanto a che serve"...
E allora non lamentatevi se tra un po' applicheranno delle restrizioni.
Non lamentatevi se la benzina costerà sempre più cara.
Non lamentatevi.
Ingoiate e basta!
Perché le accise sono una tassazione sicura anche se ormai non più valide.
Sono vecchie?
Chi se ne frega.
Gliele facciamo pagare comunque lo stesso...
È una situazione surreale che va avanti da decenni ma il bello è che nessuno fa niente...
E noi paghiamo.
Ci prendono per il c*** da una vita ma noi continuiamo così...
Il nostro stipendio non aumenta, ma l'età pensionabile avanza sempre di più...
Ci ritroveremo a 80 anni ancora sul posto di lavoro...
Noi siamo burattini in mano a questi pezzi di merda che attraverso accordi tra governi, ci rendono schiavi di una realtà che non è quella che dovrebbe essere.....
La maggior parte delle persone, se ne frega di quello che succede.
Vuoi per menefreghismo o ignoranza di base....
Vegetano credendo di vivere una vita dignitosa.
Ma la dignità qui non sappiamo nemmeno dove sta di casa..
L'importante è farsi il giretto in moto...poi se la benzina costa 3 euro al litro "tanto che ci posso fare??"...
Questa è la frase che sento più spesso dire in giro...
Poi non vanno a votare e pretendono i cambiamenti...
Perché il pensiero comune è che "tanto non cambia niente...."
Quando però l'Italia non và ai mondiali poveri rincoglioniti di merda, tutti disperati......
Tutto a ritirare le bandiere azzurre e bestemmiare....
Ci meritiamo ogni disgrazia che ci accadrà perché siamo un popolo senza coglioni!
La voce ce l'abbiamo soltanto per gridare negli stadi, o per fare il tifo per "l'amato sport".
Non sento gridare nessuno nelle piazze...
Non c'è nessuna folla di persone che protesta o sciopera come si faceva 40 o 50 anni fa...
Oggi vale il "fare spallucce"......
Il "ma tanto a che serve"...
E allora non lamentatevi se tra un po' applicheranno delle restrizioni.
Non lamentatevi se la benzina costerà sempre più cara.
Non lamentatevi.
Ingoiate e basta!
Re: Una nuova austerity?
Pagare ancora l’accisa per la guerra d’Etiopia del 1935 o per il Vajont del 1963 nel 2026 è una barzelletta oscena, un insulto alla decenza. È come se lo Stato avesse detto: “Abbiamo inventato una tassa di emergenza 80-90 anni fa… e che caspita, teniamocela per sempre, tanto il pollo al distributore paga senza fiatare”.
Queste 19 accise sono il simbolo perfetto di come funziona l’Italia: si crea una tassa “temporanea” per un’emergenza, poi la si dimentica lì, la si stratifica, la si fa lievitare e la si usa per finanziare di tutto tranne ciò per cui era nata. Il risultato? Lo Stato incassa centinaia di milioni di euro al giorno sui carburanti con una facilità disarmante, mentre i nostri stipendi stanno fermi, le pensioni si allontanano e la benzina diventa un lusso per chi vuole solo fare un giro in moto d’estate.
E il bello è che nessuno le toglie sul serio. Ogni tanto fanno un taglietto temporaneo da 15-20 centesimi per farsi belli sui giornali (“guardate quanto siamo bravi!”), poi tornano a succhiare come prima. È una tassa occulta sul movimento, sulla libertà, sulla vita quotidiana. Punisce chi deve spostarsi per lavorare, per vivere, per godersi due curve in moto, mentre chi decide queste cose probabilmente gira in auto blu con autista pagato da noi.
Siamo diventati così rassegnati che accettiamo di pagare il 60% di tasse su un litro di benzina senza scendere in piazza come si faceva una volta. Continuiamo a dire “tanto che ci posso fare?” e poi ci stupiamo se lo Stato ci tratta da vacche da mungere.
Questa non è più fiscalità: è rapina legalizzata camuffata da “contributo” per chissà quale nobile causa. E finché non ci incazziamo sul serio e pretendiamo l’abolizione di queste accise ridicole, ci meriteremo di continuare a pagare anche la guerra d’Etiopia nel 2030, nel 2040 e pure nel 2050......
Queste 19 accise sono il simbolo perfetto di come funziona l’Italia: si crea una tassa “temporanea” per un’emergenza, poi la si dimentica lì, la si stratifica, la si fa lievitare e la si usa per finanziare di tutto tranne ciò per cui era nata. Il risultato? Lo Stato incassa centinaia di milioni di euro al giorno sui carburanti con una facilità disarmante, mentre i nostri stipendi stanno fermi, le pensioni si allontanano e la benzina diventa un lusso per chi vuole solo fare un giro in moto d’estate.
E il bello è che nessuno le toglie sul serio. Ogni tanto fanno un taglietto temporaneo da 15-20 centesimi per farsi belli sui giornali (“guardate quanto siamo bravi!”), poi tornano a succhiare come prima. È una tassa occulta sul movimento, sulla libertà, sulla vita quotidiana. Punisce chi deve spostarsi per lavorare, per vivere, per godersi due curve in moto, mentre chi decide queste cose probabilmente gira in auto blu con autista pagato da noi.
Siamo diventati così rassegnati che accettiamo di pagare il 60% di tasse su un litro di benzina senza scendere in piazza come si faceva una volta. Continuiamo a dire “tanto che ci posso fare?” e poi ci stupiamo se lo Stato ci tratta da vacche da mungere.
Questa non è più fiscalità: è rapina legalizzata camuffata da “contributo” per chissà quale nobile causa. E finché non ci incazziamo sul serio e pretendiamo l’abolizione di queste accise ridicole, ci meriteremo di continuare a pagare anche la guerra d’Etiopia nel 2030, nel 2040 e pure nel 2050......
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Re: Una nuova austerity?
Balengo ha scritto: ↑ieri, 10:13 Il problema di questo governo e dei precedenti governi di merda, è che nessuno di loro ha voluto togliere le accise...
Perché le accise sono una tassazione sicura anche se ormai non più valide.
Sono vecchie?
Chi se ne frega.
Gliele facciamo pagare comunque lo stesso...
È una situazione surreale che va avanti da decenni ma il bello è che nessuno fa niente...
E noi paghiamo.
Ci prendono per il c*** da una vita ma noi continuiamo così...
Il nostro stipendio non aumenta, ma l'età pensionabile avanza sempre di più...
Ci ritroveremo a 80 anni ancora sul posto di lavoro...
Noi siamo burattini in mano a questi pezzi di merda che attraverso accordi tra governi, ci rendono schiavi di una realtà che non è quella che dovrebbe essere.....
La maggior parte delle persone, se ne frega di quello che succede.
Vuoi per menefreghismo o ignoranza di base....
Vegetano credendo di vivere una vita dignitosa.
Ma la dignità qui non sappiamo nemmeno dove sta di casa..
L'importante è farsi il giretto in moto...poi se la benzina costa 3 euro al litro "tanto che ci posso fare??"...
Questa è la frase che sento più spesso dire in giro...
Poi non vanno a votare e pretendono i cambiamenti...
Perché il pensiero comune è che "tanto non cambia niente...."
Quando però l'Italia non và ai mondiali poveri rincoglioniti di merda, tutti disperati......
Tutto a ritirare le bandiere azzurre e bestemmiare....
Ci meritiamo ogni disgrazia che ci accadrà perché siamo un popolo senza coglioni!
La voce ce l'abbiamo soltanto per gridare negli stadi, o per fare il tifo per "l'amato sport".
Non sento gridare nessuno nelle piazze...
Non c'è nessuna folla di persone che protesta o sciopera come si faceva 40 o 50 anni fa...
Oggi vale il "fare spallucce"......
Il "ma tanto a che serve"...
E allora non lamentatevi se tra un po' applicheranno delle restrizioni.
Non lamentatevi se la benzina costerà sempre più cara.
Non lamentatevi.
Ingoiate e basta!
Guarda, al netto dello sfogo che ci sta tutto, il punto che tocchi è difficile da smentire: le accise sono diventate una specie di “rendita automatica” per lo Stato. Nessuno le tocca davvero, non perché sia impossibile, ma perché sono una delle poche entrate certe e immediate. E quando hai bilanci sempre in affanno, la tentazione di lasciarle lì dov’è è forte, indipendentemente da chi governa.
Il vero nodo, secondo me, è che il problema non è mai solo la benzina. È il fatto che da anni i costi salgono a piccoli passi continui, mentre stipendi e potere d’acquisto restano fermi o quasi. Quella sensazione di essere sempre un po’ più indietro, mese dopo mese, è quello che fa mi fai arrabbiare davvero giustamente.
Sul discorso della reazione delle persone… anche lì hai centrato qualcosa di scomodo. Non è solo menefreghismo: è anche rassegnazione. Quando per anni ti convinci che qualsiasi cosa fai non cambia niente, finisci per non fare più nulla. È un meccanismo pericoloso, perché spegne tutto: partecipazione, pressione, persino il voto.
Però occhio a una cosa: pensare che “siamo tutti burattini e basta” rischia di diventare una scusa perfetta per non muoversi più. E lì sì che il sistema vince facile.
La verità sta nel mezzo, secondo me: c’è una responsabilità enorme da chi decide, ma anche un’abitudine diffusa a subire senza organizzarsi davvero. E finché queste due cose vanno a braccetto, non cambia niente. Non perché sia impossibile cambiarlo… ma perché nessuno spinge abbastanza forte nel momento giusto.
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Conte Jägermeister
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Re: Una nuova austerity?
Boss Hogg ha scritto: ↑ieri, 13:10 Pagare ancora l’accisa per la guerra d’Etiopia del 1935 o per il Vajont del 1963 nel 2026 è una barzelletta oscena, un insulto alla decenza. È come se lo Stato avesse detto: “Abbiamo inventato una tassa di emergenza 80-90 anni fa… e che caspita, teniamocela per sempre, tanto il pollo al distributore paga senza fiatare”.
Queste 19 accise sono il simbolo perfetto di come funziona l’Italia: si crea una tassa “temporanea” per un’emergenza, poi la si dimentica lì, la si stratifica, la si fa lievitare e la si usa per finanziare di tutto tranne ciò per cui era nata. Il risultato? Lo Stato incassa centinaia di milioni di euro al giorno sui carburanti con una facilità disarmante, mentre i nostri stipendi stanno fermi, le pensioni si allontanano e la benzina diventa un lusso per chi vuole solo fare un giro in moto d’estate.
E il bello è che nessuno le toglie sul serio. Ogni tanto fanno un taglietto temporaneo da 15-20 centesimi per farsi belli sui giornali (“guardate quanto siamo bravi!”), poi tornano a succhiare come prima. È una tassa occulta sul movimento, sulla libertà, sulla vita quotidiana. Punisce chi deve spostarsi per lavorare, per vivere, per godersi due curve in moto, mentre chi decide queste cose probabilmente gira in auto blu con autista pagato da noi.
Siamo diventati così rassegnati che accettiamo di pagare il 60% di tasse su un litro di benzina senza scendere in piazza come si faceva una volta. Continuiamo a dire “tanto che ci posso fare?” e poi ci stupiamo se lo Stato ci tratta da vacche da mungere.
Questa non è più fiscalità: è rapina legalizzata camuffata da “contributo” per chissà quale nobile causa. E finché non ci incazziamo sul serio e pretendiamo l’abolizione di queste accise ridicole, ci meriteremo di continuare a pagare anche la guerra d’Etiopia nel 2030, nel 2040 e pure nel 2050......
Capisco benissimo il senso del tuo discorso, perché al di là dei singoli esempi che ormai sono diventati quasi simbolici, il problema vero è il meccanismo: una tassa nasce come “temporanea” e poi diventa strutturale, senza che nessuno abbia davvero il coraggio di rimetterci mano seriamente.
È lì che si rompe il rapporto di fiducia. Non è tanto pagare una tassa in sé, ma sapere che nasce per un motivo e finisce per restare per sempre, usata per tutt’altro. A quel punto la gente non la percepisce più come contributo, ma come qualcosa di imposto e basta. E quando arrivi a quel livello, è normale che salga la frustrazione.
Sul discorso dei “tagli temporanei”, sfondi una porta aperta: sono operazioni più comunicative che strutturali. Servono a tamponare e a dare un segnale, ma non risolvono il nodo. E il nodo è che togliere davvero quelle entrate significherebbe trovare alternative concrete, cosa che nessuno vuole intestarsi fino in fondo.
Dove secondo me tocchi un punto ancora più delicato è sulla rassegnazione. Perché oggi non è che la gente non capisca, spesso capisce benissimo, è che si è abituata all’idea che protestare non porti a nulla. E quella è la vera vittoria di questo sistema: quando smetti di reagire, anche una cosa palesemente discutibile diventa “normale”.
Detto questo, attenzione a non ridurre tutto a una caricatura. La pressione fiscale sui carburanti è reale e pesante, ma il problema è più ampio: riguarda come vengono gestite le entrate, come cresce (o non cresce) il potere d’acquisto e che priorità si danno. Se non si interviene lì, anche togliere una voce oggi rischia di trasformarsi in qualcos’altro domani.
In sostanza: la rabbia è più che comprensibile, e in parte è anche sana. Ma se non si trasforma in richiesta concreta e continua e non solo sfogo, resta uno sfogo. E su quello, purtroppo, chi decide sa di poter contare.
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Balengo
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Re: Una nuova austerity?
Ok tante parole giustissime e spiegate molto bene, ma alla fine tutto si riduce a cosa?
La rabbia è normale ed è più che giustificata.
Intorno a noi è scoppiato un pandemonio tra guerre qui e guerre là...
Trump che gioca a fare il "dio in terra" con la pelle altrui....ma alla fine c'è un nesso reale tra quello che sta accadendo o no?
A chi dobbiamo dare la colpa?
Adesso anche gli arei negli aereoporti non volano per mancanza di carburante.
Ho letto notizie in cui si dice che potrebbero saltare le vacanze di molti italiani...
Forse ma non ne sono sicuro, qualcuno stavolta potrebbe incazzarsi.....ma sono stati tutti zitti durante la pandemia.... figura se si alzano adesso...
Resta il fatto, che non si può andare avanti così....
Lo stato non ci sta proteggendo, ma continua a mungerci come una tetta sfiancata ma che produce ancora latte..
Ci appioppano la cazzata delle auto elettriche.
Vogliono le città più pulite..
Ma l'inquinamento al posto che diminuire aumenta sempre di più..
È una farsa orchestrata per dirigerci come animali al macello..
E come tali, non dobbiamo accorgerci di dove stiamo andando, ma dobbiamo continuare a credere di essere nella nostra zona di confort...
La rabbia è normale ed è più che giustificata.
Intorno a noi è scoppiato un pandemonio tra guerre qui e guerre là...
Trump che gioca a fare il "dio in terra" con la pelle altrui....ma alla fine c'è un nesso reale tra quello che sta accadendo o no?
A chi dobbiamo dare la colpa?
Adesso anche gli arei negli aereoporti non volano per mancanza di carburante.
Ho letto notizie in cui si dice che potrebbero saltare le vacanze di molti italiani...
Forse ma non ne sono sicuro, qualcuno stavolta potrebbe incazzarsi.....ma sono stati tutti zitti durante la pandemia.... figura se si alzano adesso...
Resta il fatto, che non si può andare avanti così....
Lo stato non ci sta proteggendo, ma continua a mungerci come una tetta sfiancata ma che produce ancora latte..
Ci appioppano la cazzata delle auto elettriche.
Vogliono le città più pulite..
Ma l'inquinamento al posto che diminuire aumenta sempre di più..
È una farsa orchestrata per dirigerci come animali al macello..
E come tali, non dobbiamo accorgerci di dove stiamo andando, ma dobbiamo continuare a credere di essere nella nostra zona di confort...
