IO STO CON LA SPAGNA.
-
Conte Jägermeister
- Messaggi: 846
- Iscritto il: 12/01/2023, 22:39
- Modello: Evo- Shovel- Panhead.
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Capisco perfettamente il senso del tuo ragionamento, ed è vero che in teoria una protesta di massa dei consumatori potrebbe mettere sotto pressione il sistema. Però secondo me bisogna guardare la questione del carburante con un po’ più di realismo, perché il prezzo alla pompa non dipende da un solo fattore e neppure da una sola decisione politica.
Partiamo da un punto: quando vediamo salire benzina e gasolio, la prima spiegazione che viene data è sempre “la guerra”. In parte è vero, perché ogni conflitto internazionale crea instabilità nei mercati energetici e la speculazione finanziaria sui futures del petrolio si muove immediatamente. Ma dire che l’aumento dipende solo da quello è una semplificazione.
Il prezzo che paghiamo alla pompa in Italia è composto da diverse voci: costo della materia prima, raffinazione, distribuzione e soprattutto una quota enorme di fiscalità. Tra accise e IVA, spesso più della metà del prezzo finale è costituita da tasse. Questo significa che anche quando il petrolio scende, il prezzo alla pompa non scende mai nella stessa proporzione.
Il petrolio poi è una commodity globale: il prezzo viene stabilito sui mercati internazionali e risente di decisioni prese da grandi produttori e cartelli energetici come l’OPEC, oltre che dalla speculazione finanziaria. Basta una tensione geopolitica o un taglio alla produzione perché il mercato reagisca immediatamente.
Sull’idea del boicottaggio totale, sulla carta è affascinante ma nella pratica è difficile da realizzare. Il sistema economico moderno si basa proprio sulla mobilità: lavoro, logistica, trasporti, distribuzione delle merci. Fermare davvero il consumo di carburante significherebbe bloccare prima di tutto l’economia e quindi noi stessi, prima ancora delle compagnie petrolifere.
Dove invece secondo me il tuo ragionamento centra il punto è su un’altra cosa: il cittadino finale è sempre l’ultimo anello della catena, quello che paga gli effetti delle decisioni prese a monte. Tra mercato globale, politiche energetiche, fiscalità nazionale e dinamiche speculative, il prezzo del carburante diventa il risultato di molti fattori che il singolo consumatore può influenzare molto poco.
Per questo la discussione vera dovrebbe forse essere un’altra: politica energetica e fiscalità sui carburanti. Finché uno stato usa le accise sui carburanti come fonte stabile di entrata fiscale, ogni aumento del prezzo della materia prima diventa automaticamente un problema enorme per famiglie e imprese.
In altre parole, il problema non è solo quanto costa il petrolio nel mondo, ma come ogni paese decide di costruire il prezzo finale che i cittadini pagano alla pompa. Ed è lì che la politica, se vuole davvero intervenire, ha margini di manovra molto più concreti rispetto alle dinamiche del mercato globale.
Partiamo da un punto: quando vediamo salire benzina e gasolio, la prima spiegazione che viene data è sempre “la guerra”. In parte è vero, perché ogni conflitto internazionale crea instabilità nei mercati energetici e la speculazione finanziaria sui futures del petrolio si muove immediatamente. Ma dire che l’aumento dipende solo da quello è una semplificazione.
Il prezzo che paghiamo alla pompa in Italia è composto da diverse voci: costo della materia prima, raffinazione, distribuzione e soprattutto una quota enorme di fiscalità. Tra accise e IVA, spesso più della metà del prezzo finale è costituita da tasse. Questo significa che anche quando il petrolio scende, il prezzo alla pompa non scende mai nella stessa proporzione.
Il petrolio poi è una commodity globale: il prezzo viene stabilito sui mercati internazionali e risente di decisioni prese da grandi produttori e cartelli energetici come l’OPEC, oltre che dalla speculazione finanziaria. Basta una tensione geopolitica o un taglio alla produzione perché il mercato reagisca immediatamente.
Sull’idea del boicottaggio totale, sulla carta è affascinante ma nella pratica è difficile da realizzare. Il sistema economico moderno si basa proprio sulla mobilità: lavoro, logistica, trasporti, distribuzione delle merci. Fermare davvero il consumo di carburante significherebbe bloccare prima di tutto l’economia e quindi noi stessi, prima ancora delle compagnie petrolifere.
Dove invece secondo me il tuo ragionamento centra il punto è su un’altra cosa: il cittadino finale è sempre l’ultimo anello della catena, quello che paga gli effetti delle decisioni prese a monte. Tra mercato globale, politiche energetiche, fiscalità nazionale e dinamiche speculative, il prezzo del carburante diventa il risultato di molti fattori che il singolo consumatore può influenzare molto poco.
Per questo la discussione vera dovrebbe forse essere un’altra: politica energetica e fiscalità sui carburanti. Finché uno stato usa le accise sui carburanti come fonte stabile di entrata fiscale, ogni aumento del prezzo della materia prima diventa automaticamente un problema enorme per famiglie e imprese.
In altre parole, il problema non è solo quanto costa il petrolio nel mondo, ma come ogni paese decide di costruire il prezzo finale che i cittadini pagano alla pompa. Ed è lì che la politica, se vuole davvero intervenire, ha margini di manovra molto più concreti rispetto alle dinamiche del mercato globale.
-
Balengo
- Messaggi: 1384
- Iscritto il: 02/07/2022, 9:05
- Modello: Harley Davidson Fat Bob
- Località: Treviso
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Conte Jägermeister ha scritto: ↑14/03/2026, 11:45 Capisco perfettamente il senso del tuo ragionamento, ed è vero che in teoria una protesta di massa dei consumatori potrebbe mettere sotto pressione il sistema. Però secondo me bisogna guardare la questione del carburante con un po’ più di realismo, perché il prezzo alla pompa non dipende da un solo fattore e neppure da una sola decisione politica.
Partiamo da un punto: quando vediamo salire benzina e gasolio, la prima spiegazione che viene data è sempre “la guerra”. In parte è vero, perché ogni conflitto internazionale crea instabilità nei mercati energetici e la speculazione finanziaria sui futures del petrolio si muove immediatamente. Ma dire che l’aumento dipende solo da quello è una semplificazione.
Il prezzo che paghiamo alla pompa in Italia è composto da diverse voci: costo della materia prima, raffinazione, distribuzione e soprattutto una quota enorme di fiscalità. Tra accise e IVA, spesso più della metà del prezzo finale è costituita da tasse. Questo significa che anche quando il petrolio scende, il prezzo alla pompa non scende mai nella stessa proporzione.
Il petrolio poi è una commodity globale: il prezzo viene stabilito sui mercati internazionali e risente di decisioni prese da grandi produttori e cartelli energetici come l’OPEC, oltre che dalla speculazione finanziaria. Basta una tensione geopolitica o un taglio alla produzione perché il mercato reagisca immediatamente.
Sull’idea del boicottaggio totale, sulla carta è affascinante ma nella pratica è difficile da realizzare. Il sistema economico moderno si basa proprio sulla mobilità: lavoro, logistica, trasporti, distribuzione delle merci. Fermare davvero il consumo di carburante significherebbe bloccare prima di tutto l’economia e quindi noi stessi, prima ancora delle compagnie petrolifere.
Dove invece secondo me il tuo ragionamento centra il punto è su un’altra cosa: il cittadino finale è sempre l’ultimo anello della catena, quello che paga gli effetti delle decisioni prese a monte. Tra mercato globale, politiche energetiche, fiscalità nazionale e dinamiche speculative, il prezzo del carburante diventa il risultato di molti fattori che il singolo consumatore può influenzare molto poco.
Per questo la discussione vera dovrebbe forse essere un’altra: politica energetica e fiscalità sui carburanti. Finché uno stato usa le accise sui carburanti come fonte stabile di entrata fiscale, ogni aumento del prezzo della materia prima diventa automaticamente un problema enorme per famiglie e imprese.
In altre parole, il problema non è solo quanto costa il petrolio nel mondo, ma come ogni paese decide di costruire il prezzo finale che i cittadini pagano alla pompa. Ed è lì che la politica, se vuole davvero intervenire, ha margini di manovra molto più concreti rispetto alle dinamiche del mercato globale.
Come sarebbe scusa che il singolo consumatore conta poco?
Se mezza Italia per fare un esempio, non andasse a fare il pieno di benzina alla macchina, come può una cosa del genere non obbligare il governo a rivedere il sistema delle accise o abbassare il prezzo del carburante?
Possibile che contiamo così poco?
A parte che rileggendo quest'ultima frase la trovo assurda anch'io che l'ho scritta...
Non possiamo essere così schiavi praticamente degli zerbini, che ogni qualvolta rialza qualcosa che sia la benzina, il prezzo del gas o altro, ci mettiamo a 90 con il tubetto di vaselina in mano....
Anche la storia di queste accise... Perché non le tolgono?
Ci sono accise che risalgono per dire alle guerre puniche ancora un po'...
E noi ancora a pagarle...
Visto che abbiamo capito tutti che è una palese presa per il c***, possibile che non si riesca a fare in modo che il prezzo del carburante alla pompa abbia il suo prezzo reale e non quello arricchito delle accise?
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Boss Hogg ha scritto: ↑14/03/2026, 9:24
In un mondo immaginario dove la popolazione è unita e coesa, si incomincia a boicottando le pompe di benzina.
Se tutti non si fa più benzina e ci si giustifica con i datori di lavoro, che con il rincaro dei prezzi non possiamo usare la macchina e quindi raggiungere il posto di lavoro.
Saturiamo treni autobus e metropolitane.
Facciamo andare in tilt il sistema.
Perché il sistema funziona solo se noi "formichine" operosamente abbassiamo la testa.
Nel momento in cui le formichine non si muovono più, oppure utilizzano mezzi che non sono preparati ad un assalto in forze, qualcosa deve pur saltare....
È una forma di protesta civile e assolutamente lecita, che una volta messa in atto su vasta scala, obbligherebbe il governo a rivedere determinate decisioni.
Forse quando la benzina sarà arrivata a 5 euro al litro......
Già.. ma non succederà mai.
Troppe teste da mettere d'accordo.
Essere se stessi per essere liberi e originali®
- Pino
- Messaggi: 173
- Iscritto il: 01/10/2021, 22:18
- Modello: Non ce l'ho la moto....
- Località: Lanusei
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Troppe teste..... teste di minchia vorrai dire!
- Palmambrogio
- Messaggi: 12860
- Iscritto il: 19/06/2018, 14:56
- Modello: Attualmente smotato......ma precedentemente Electra Glide 1450
- Località: Zermatt (CH) - HARLEY DAVIDSON ELECTRA GLIDE 1450
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Non so quanti di voi si ricordano questo particolarissimo evento, "le domeniche a piedi" inserite dal governo italiano nel 1973 a causa della crisi petrolifera, che appunto nel 1973, fece rincarare il prezzo del greggio come mai era successo prima.
Mi ricordo che il governo, impose alcuni divieti di circolazione in determinati giorni della settimana, mi sembra di ricordare i festivi e forse anche la temporanea riduzione della velocità autostradale.
La gente ricordo perfettamente che prese a cuore il problema tirando fuori le biciclette dai garage e andando a piedi con stoicismo.
Ci fu un ritorno al cavallo per alcuni con Il calesse, taluni invece, si organizzarono girando sui tandem per chi se li ricorda.
Insomma, Milano per farvi un esempio sembrava tornata indietro di 200 anni.
Nonostante il rincaro della benzina che mi sembra passò a 200 lire al litro, nessuno boicottò le pompe di benzina.
Ci fu ovviamente una piccola invasione per chi vicino alla Svizzera, delle pompe svizzere ovviamente.
Ma erano altri tempi....
Mi ricordo che il governo, impose alcuni divieti di circolazione in determinati giorni della settimana, mi sembra di ricordare i festivi e forse anche la temporanea riduzione della velocità autostradale.
La gente ricordo perfettamente che prese a cuore il problema tirando fuori le biciclette dai garage e andando a piedi con stoicismo.
Ci fu un ritorno al cavallo per alcuni con Il calesse, taluni invece, si organizzarono girando sui tandem per chi se li ricorda.
Insomma, Milano per farvi un esempio sembrava tornata indietro di 200 anni.
Nonostante il rincaro della benzina che mi sembra passò a 200 lire al litro, nessuno boicottò le pompe di benzina.
Ci fu ovviamente una piccola invasione per chi vicino alla Svizzera, delle pompe svizzere ovviamente.
Ma erano altri tempi....
Il paradiso può attendere!

- Pino
- Messaggi: 173
- Iscritto il: 01/10/2021, 22:18
- Modello: Non ce l'ho la moto....
- Località: Lanusei
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Palmambrogio ha scritto: ↑16/03/2026, 9:27 Non so quanti di voi si ricordano questo particolarissimo evento, "le domeniche a piedi" inserite dal governo italiano nel 1973 a causa della crisi petrolifera, che appunto nel 1973, fece rincarare il prezzo del greggio come mai era successo prima.
Mi ricordo che il governo, impose alcuni divieti di circolazione in determinati giorni della settimana, mi sembra di ricordare i festivi e forse anche la temporanea riduzione della velocità autostradale.
La gente ricordo perfettamente che prese a cuore il problema tirando fuori le biciclette dai garage e andando a piedi con stoicismo.
Ci fu un ritorno al cavallo per alcuni con Il calesse, taluni invece, si organizzarono girando sui tandem per chi se li ricorda.
Insomma, Milano per farvi un esempio sembrava tornata indietro di 200 anni.![]()
Nonostante il rincaro della benzina che mi sembra passò a 200 lire al litro, nessuno boicottò le pompe di benzina.
Ci fu ovviamente una piccola invasione per chi vicino alla Svizzera, delle pompe svizzere ovviamente.
Ma erano altri tempi....
Ehhh se mi ricordo! Ma qui i carretti con i cavalli erano una cosa normale mica come a Milano..
-
Conte Jägermeister
- Messaggi: 846
- Iscritto il: 12/01/2023, 22:39
- Modello: Evo- Shovel- Panhead.
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Palmambrogio ha scritto: ↑16/03/2026, 9:27 Non so quanti di voi si ricordano questo particolarissimo evento, "le domeniche a piedi" inserite dal governo italiano nel 1973 a causa della crisi petrolifera, che appunto nel 1973, fece rincarare il prezzo del greggio come mai era successo prima.
Mi ricordo che il governo, impose alcuni divieti di circolazione in determinati giorni della settimana, mi sembra di ricordare i festivi e forse anche la temporanea riduzione della velocità autostradale.
La gente ricordo perfettamente che prese a cuore il problema tirando fuori le biciclette dai garage e andando a piedi con stoicismo.
Ci fu un ritorno al cavallo per alcuni con Il calesse, taluni invece, si organizzarono girando sui tandem per chi se li ricorda.
Insomma, Milano per farvi un esempio sembrava tornata indietro di 200 anni.![]()
Nonostante il rincaro della benzina che mi sembra passò a 200 lire al litro, nessuno boicottò le pompe di benzina.
Ci fu ovviamente una piccola invasione per chi vicino alla Svizzera, delle pompe svizzere ovviamente.
Ma erano altri tempi....
Avevo circa 22 anni e non potendo usare l'auto di papà, tirai giù la bicicletta che avevo appeso da poco tempo per utilizzarla tutti i giorni.
Dalle mie parti non era strano vedere circolare biciclette, era forse più strano vedere gente a cavallo.
Chi ne possedeva uno, lo si vedeva girare in paese e non per campi, come fossimo ritornati nel 1700.
Fu un periodo strano ma anche divertente tutto sommato.
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Ricordo che mia madre mi portava nel cestello della sua bicicletta.
È un ricordo un po' vago, ma le tante biciclette in giro quelle me le ricordo bene.
Ero piccolo, per cui non sapevo che cosa fosse o cosa fosse per me era la normalità.
Il bello di quella età era proprio questo, essere totalmente all'oscuro di tutte le problematiche che ci circondavano.
Noi vivevamo nel nostro mondo di bambini senza preoccuparci degli affari degli adulti..
È un ricordo un po' vago, ma le tante biciclette in giro quelle me le ricordo bene.
Ero piccolo, per cui non sapevo che cosa fosse o cosa fosse per me era la normalità.
Il bello di quella età era proprio questo, essere totalmente all'oscuro di tutte le problematiche che ci circondavano.
Noi vivevamo nel nostro mondo di bambini senza preoccuparci degli affari degli adulti..
- Palmambrogio
- Messaggi: 12860
- Iscritto il: 19/06/2018, 14:56
- Modello: Attualmente smotato......ma precedentemente Electra Glide 1450
- Località: Zermatt (CH) - HARLEY DAVIDSON ELECTRA GLIDE 1450
Re: IO STO CON LA SPAGNA.
Perbacco da un certo punto di vista ne converrete con me che verrebbe voglia di metterci la firma per tornare a quei tempi...

Il paradiso può attendere!

