Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

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Palmambrogio
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Messaggio da Palmambrogio »

Bob107 ha scritto: 03/03/2026, 22:48
Balengo ha scritto: 03/03/2026, 9:23

Ma chi ha stabilito che il segmento delle touring è un punto di arrivo? A me sembra tanto una cazzata portata avanti negli anni solo per giustificare un tipo di moto rispetto ad un altro.
Se la compri nuova ti costa un botto ma quanto usato si trova?
Una volta che la compri usata e ti costa molto meno è sempre un punto di arrivo?
Per me non è affatto un punto di arrivo ma semplicemente un altro segmento.
Perché se fosse così come si dice, ognuno che entra nel mondo delle Harley deve appendersi in casa il poster di una Electra Glide e sognarla..
Ma non mi pare proprio che accada una cosa del genere anzi..
C'è tanta gente che è partita con uno Sportster e sta andando avanti solamente con quello.
Ci vogliono inculcare questa stronzata elitaria, che guidare una touring sia l'ultimo approdo e quindi il raggiungimento della vetta "status sociale" in ambiente Harley.
Sono solo puttanate di marketing che durano da una vita..
Ognuno sceglie la moto che vuole ma non esiste assolutamente il traguardo definitivo.

Non lo ha stabilito nessuno.
Prova semplicemente a chiedere a tutti gli appassionati di HD che conosci se vorrebbero avere una bella Street Glide o Road Glide in garage e vedi quanti con sincerità ti risponderanno di no.
L'entry level è un dato di fatto, non è una opinione, poi che uno si tiene una Sportster tutta la vita lo fa tranquillamente, ci mancherebbe, ma anche qui, chiediti quanti harleysti hanno posseduto una Sportster o una entry level e di questi, quanti l'hanno tenuta per sempre. Non è sminuire un qualcosa, è soltanto per dire che è la prima porta d'ingresso, la più accessibile, dove chi entra, generalmente poi viene catturato da altro ancora più appetibile, anche dopo aver maturato più esperienza. Tutto qua.
Non è una regola cambiare la prima HD posseduta ma è forse raro, o comunque non sono tantissimi chi non lo fà.
Anch'io ho scelto la Street Bob e non ho nessuna intenzione di sostituirla con nessun'altra HD, ma non rimango indifferente al fascino delle touring e non nego che se un giorno avrò la possibilità non mi dispiacerebbe averne una da affiancare alla SB, che voglio tenere assolutamente.
Chi acquista un modello touring lo fa perché ne è attratto, se poi i motivi sono diversi, chi per gusti personali, chi per esigenze specifiche o per acquisire uno status symbol e sentirsi figo, che importanza ha? In ogni caso, non fa del male a nessuno e nessuno ci vuole inculcare niente, però è innegabile che sono belle e hanno il loro appeal tra gli harleysti, non si può certamente dire il contrario.


Vero mio caro Bob, ma come ho scritto poco sopra è vero anche il contrario.
Quello che in ambiente Harley Davidson viene chiamato entry level un tempo non esisteva.
In realtà non è mai esistito se vogliamo guardare con più attenzione.
Un tempo esistevano pochi modelli e mi riferisco alla fine degli anni settanta agli inizi degli anni ottanta e non alle guerre puniche :hahaha:
A quei tempi l'idea dell'entry level non c'era.
C'erano tre o quattro modelli a catalogo e niente più.
La motocicletta Sportster non è assolutamente una motocicletta entry level questa cosa va assolutamente sfatata.
Come non è una motocicletta dedicata o adatta alle donne.
Sono tutte affermazioni che sono state "appiccicate" dai possessori di motociclette Harley Davidson e non dalla casa madre.
Che poi Harley Davidson stessa vistasi chiamata in causa, abbia in un certo qual modo avvalorato la tesi, mettendo pubblicità fotografiche con donne o ragazze in sella alla motocicletta Sportster, è stata pura strategia di marketing sequenziale..
Incominciamo con il dire, che nel 1957 quando la motocicletta Sportster ha fatto la sua prima apparizione, ha suscitato grandissimo interesse tra motociclisti biker di tutte le categorie e non certo tra le fila del gentil sesso di quell'epoca.
In quegli anni erano assolute rarità le donne motocicliste.
Quindi non era la virilità del maschio ad essere messa in discussione quando saliva sopra ad una motocicletta di modello Sportster ma anzi, veniva enfatizzata dalla leggerezza del mezzo, e dalla sua ampia versatilità di utilizzo.
Non a caso negli anni sessanta, è stata proprio la motocicletta Sportster quella ad essere più usata per essere modificata chopperizzata e cose di questo genere.
Perciò quello che si sa di questa motocicletta o quello che per anni è stato raccontato per certi versi è tutto sbagliato.
Il segmento delle motociclette touring ha incominciato a rinverdire si può dire nei primi anni ottanta, ma non certamente qui da noi.
Una motocicletta con determinate caratteristiche certamente non leggera, non era ben vista tra le fila dei motociclisti italiani abituati a Guzzi e Ducati e alle motociclette giapponesi.
Io stesso ricordo che all'epoca, le guardavo con un altro occhio e le definivo "carrozzoni ambulanti".
Devo ammetterlo con estrema sincerità che ero assai critico nei loro confronti.
Che poi oggi siano la linea di punta perlomeno determinati modelli di Harley Davidson è un altro discorso, ma comunque rimane il fatto che forse oggi più che allora, questa tipologia di motociclette trova meno riscontro di un tempo.
Principalmente perché la generazione è cambiata e sta sempre di più cambiando.
Saranno e diventeranno sempre meno quelli interessati a questa tipologia di motociclette grosse e pesanti.
E poi ci sono i cinesi che stanno costruendo di tutto e di più a prezzi bassi ma con una tecnologia che non è da meno sembrerebbe a livello qualitativo a quella delle motociclette giapponesi.
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Messaggio da Conte Jägermeister »

L’idea che la touring sia il “punto di arrivo” nel mondo Harley è pura narrativa da marketing, non un dato reale. Storicamente, le Sportster non sono mai state moto da entry level: sono sempre state mezzi versatili, leggeri e adattabili, apprezzati da chi voleva qualcosa di concreto, modificabile e gestibile. Non erano dedicate a nessuno in particolare, e certamente non solo alle donne come spesso si legge in giro.
Le touring, invece, nascono per esigenze diverse: comfort, autonomia, capacità di carico. Sono moto che hanno un appeal indiscusso, ma il loro fascino non le rende automaticamente “il traguardo finale”. In Italia, soprattutto, la cultura motociclistica e la struttura delle strade hanno sempre reso queste moto meno centrali rispetto agli Stati Uniti. Chi le sceglie oggi lo fa per gusto personale, necessità o semplicemente perché ama la comodità e la potenza che offrono.
È un discorso di filosofia e di storia: le Sportster hanno aperto la strada, hanno formato una comunità, e hanno mostrato quanto una Harley possa essere modulare e divertente da guidare. La touring è un altro segmento, non un premio da conquistare. E questo è evidente se guardiamo l’evoluzione della casa e del mercato: negli anni ‘70 e ‘80, c’erano pochi modelli e nessuna logica di entry level; oggi il mercato è più frammentato, le esigenze cambiate, e anche le grosse cruiser non dominano più come una volta.
In sintesi: ogni Harley va giudicata per quello che è e per chi la sceglie, non per quello che i poster o la pubblicità ti vogliono far credere. La touring non è il capolinea, né la Sportster un punto di partenza imposto. Sono strumenti diversi, con filosofie diverse, e la scelta dipende da quello che uno vuole realmente dalla moto.
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Messaggio da Palmambrogio »

Conte Jägermeister ha scritto: ieri, 15:15 L’idea che la touring sia il “punto di arrivo” nel mondo Harley è pura narrativa da marketing, non un dato reale. Storicamente, le Sportster non sono mai state moto da entry level: sono sempre state mezzi versatili, leggeri e adattabili, apprezzati da chi voleva qualcosa di concreto, modificabile e gestibile. Non erano dedicate a nessuno in particolare, e certamente non solo alle donne come spesso si legge in giro.
Le touring, invece, nascono per esigenze diverse: comfort, autonomia, capacità di carico. Sono moto che hanno un appeal indiscusso, ma il loro fascino non le rende automaticamente “il traguardo finale”. In Italia, soprattutto, la cultura motociclistica e la struttura delle strade hanno sempre reso queste moto meno centrali rispetto agli Stati Uniti. Chi le sceglie oggi lo fa per gusto personale, necessità o semplicemente perché ama la comodità e la potenza che offrono.
È un discorso di filosofia e di storia: le Sportster hanno aperto la strada, hanno formato una comunità, e hanno mostrato quanto una Harley possa essere modulare e divertente da guidare. La touring è un altro segmento, non un premio da conquistare. E questo è evidente se guardiamo l’evoluzione della casa e del mercato: negli anni ‘70 e ‘80, c’erano pochi modelli e nessuna logica di entry level; oggi il mercato è più frammentato, le esigenze cambiate, e anche le grosse cruiser non dominano più come una volta.
In sintesi: ogni Harley va giudicata per quello che è e per chi la sceglie, non per quello che i poster o la pubblicità ti vogliono far credere. La touring non è il capolinea, né la Sportster un punto di partenza imposto. Sono strumenti diversi, con filosofie diverse, e la scelta dipende da quello che uno vuole realmente dalla moto.

Mio caro Conte la tua disamina è pressoché eccellente! :ok:
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?

Messaggio da Palmambrogio »

L'amico Conte ha scritto perfettamente interpretando anche il mio pensiero in merito alle strade italiche e alle motociclette di categoria touring.
Queste motociclette, questa tipologia di motociclette che nasce in un paese dove le strade sono veramente grandi e le distanze lunghissime.
Luoghi in cui una motocicletta del genere si sente piccola nei confronti di ciò che ha intorno a sé.
Non può che sentirsi a suo agio in terre in cui le distanze sono così grandi e gli spazi così immensi.
Ma in Europa e in questo caso in Italia all'epoca una motocicletta del genere, non era assolutamente presa in considerazione perché troppo ingombrante e impacciata su determinate strade.
Non è certamente stata pensata per salire sulle Dolomiti.
O per girare nei centri città.
È stata pensata per fare chilometri su chilometri e percorrere distanze che noi non abbiamo.
È questa la motivazione per cui quando ha fatto la sua comparsa, è stata criticata dai molti, soprattutto da quella schiera di motociclisti che viaggiava moltissimo e non certo dal primo sbarbato che passava di lì.
Io sono e sempre sarò un fervente estimatore del modello Electra Glide con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.
L'ho sempre portata in palmo di mano non perché fosse la moto perfetta anzi tutt'altro, l'ho sempre portata in palmo di mano, perché era ed è una tipologia di motocicletta che appagava le mie esigenze che non erano soltanto di viaggio beninteso.
Era una motocicletta che vibrava, che odorava di olio motore e che per certi versi era l'antitesi del viaggiare sia spediti che leggermente.
Ma per le mie modestissime esigenze, era la quintessenza della perfezione anche se ero perfettamente consapevole che non lo era per niente.
Ho conosciuto moltissimi possessori di motociclette Harley Davidson che non prendono in considerazione e mai lo faranno, l'acquisto di un modello touring Electra Glide o simile.
Per loro pur essendo harleisti puristi, la motocicletta di modello touring è tutta pesantezza e niente divertimento.
A detta loro, è come portare a spasso un armadio a quattro ante.
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
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