Perché HARLEY DAVIDSON
Re: Perché HARLEY DAVIDSON
La cosa interessante è proprio questa, passato o presente, sono motociclette sempre molto apprezzate.
Per uno o più motivi la si sceglie, vecchia o nuova che sia.
Carburatore o iniezione, vibrazioni o no, sono cambiate nel tempo ma continuano a farsi guardare e ad essere apprezzare da tantissimi appassionati senza se e senza ma.
Probabilmente sarà questo loro stile a suscitare un certo fascino verso gli amanti ma il fatto di sentirle anche attagliate a noi quando le guidiamo, quasi come se fossero una parte imprescindibile, un mezzo che ci permette di esprimere un modo di essere, toccando "corde" in grado di generare quel benessere interiore, questo la dice lunga.
Oggi con l'orgoglio di possederne una, posso dire che sono totalmente affascinato da queste motociclette che considero quasi un miracolo che esistono.
Per uno o più motivi la si sceglie, vecchia o nuova che sia.
Carburatore o iniezione, vibrazioni o no, sono cambiate nel tempo ma continuano a farsi guardare e ad essere apprezzare da tantissimi appassionati senza se e senza ma.
Probabilmente sarà questo loro stile a suscitare un certo fascino verso gli amanti ma il fatto di sentirle anche attagliate a noi quando le guidiamo, quasi come se fossero una parte imprescindibile, un mezzo che ci permette di esprimere un modo di essere, toccando "corde" in grado di generare quel benessere interiore, questo la dice lunga.
Oggi con l'orgoglio di possederne una, posso dire che sono totalmente affascinato da queste motociclette che considero quasi un miracolo che esistono.
Essere se stessi per essere liberi e originali®
Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Perchè nel '73, a 13 anni vidi un film intitolato "Electra Glide in blue" e l'Harley diventò un sogno che tanto avrei voluto si avverasse.
Sogno realizzato nel '96 con l'acquisto di un fatboy nuovo di zecca che ancora possiedo
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Perché no? 
Ho ancora un Harley, riamo sempre le Guzzi e continuo ad odiare la HD
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Perché è l'unica moto che non si guida, ma si vive.
Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Perchè non è un GS 
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Sedicesima Grifo
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Perbacco, peccato che la crisi che attanaglia Harley Davidson in questo ultimo decennio, abbia portato la casa madre a decisioni piuttosto infelici..
Scelte a mio modesto avviso avventate e inutili, come lo scellerato acquisto per poi rivendere di MV Agusta..
La scomparsa della linea delle motociclette Dyna a favore di una "unificazione" a mio avviso statica e distopico-paritaria.
Lo smodato rialzo dei prezzi, nemmeno vendessero Bentley o Rolls Royce, ma motocicletta che seppur iconiche, sono sempre motociclette.
Lo spostamento dell'interesse, verso questo "insensato" racing style borsato e carrozzato....come a voler fare intendere che il sabato mattina, dobbiamo tutti bruciare il quarto di miglio andando a prendere il caffè al bar...
Si può scrivere poemi su queste amate motociclette, ma chi un tempo ha saputo con arguzia mai più ripetutasi, portarle alla ribalta come nemmeno gli stessi americani furono in grado di fare, giace in pace mai dimenticato.
E chi oggi gestisce il brand, non gli arriva neanche ai calzini che non ha mai indossato..
Scelte a mio modesto avviso avventate e inutili, come lo scellerato acquisto per poi rivendere di MV Agusta..
La scomparsa della linea delle motociclette Dyna a favore di una "unificazione" a mio avviso statica e distopico-paritaria.
Lo smodato rialzo dei prezzi, nemmeno vendessero Bentley o Rolls Royce, ma motocicletta che seppur iconiche, sono sempre motociclette.
Lo spostamento dell'interesse, verso questo "insensato" racing style borsato e carrozzato....come a voler fare intendere che il sabato mattina, dobbiamo tutti bruciare il quarto di miglio andando a prendere il caffè al bar...
Si può scrivere poemi su queste amate motociclette, ma chi un tempo ha saputo con arguzia mai più ripetutasi, portarle alla ribalta come nemmeno gli stessi americani furono in grado di fare, giace in pace mai dimenticato.
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Il paradiso può attendere!

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Sedicesima Grifo
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Verissimo. La smania di rincorrere un pubblico che mai sarà cliente, credendo che finiti i cinquantenni di oggi non ce ne saranno altri, è l'errore principale.Palmambrogio ha scritto: ↑27/12/2025, 9:11 Perbacco, peccato che la crisi che attanaglia Harley Davidson in questo ultimo decennio, abbia portato la casa madre a decisioni piuttosto infelici..
Scelte a mio modesto avviso avventate e inutili, come lo scellerato acquisto per poi rivendere di MV Agusta..
La scomparsa della linea delle motociclette Dyna a favore di una "unificazione" a mio avviso statica e distopico-paritaria.
Lo smodato rialzo dei prezzi, nemmeno vendessero Bentley o Rolls Royce, ma motocicletta che seppur iconiche, sono sempre motociclette.
Lo spostamento dell'interesse, verso questo "insensato" racing style borsato e carrozzato....come a voler fare intendere che il sabato mattina, dobbiamo tutti bruciare il quarto di miglio andando a prendere il caffè al bar...
Si può scrivere poemi su queste amate motociclette, ma chi un tempo ha saputo con arguzia mai più ripetutasi, portarle alla ribalta come nemmeno gli stessi americani furono in grado di fare, giace in pace mai dimenticato.
E chi oggi gestisce il brand, non gli arriva neanche ai calzini che non ha mai indossato..
Aver realizzato modelli con borse inutili e sgraziate un altro errore. Il fascino si è perso.
Aver eliminato le Sportster invece di modernizzarle nel solco dello stile del marchio un altro ancora. Era un ingresso perfetto.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON
Mio caro Grifo purtroppo le infelici scelte decisionali di casa Harley Davidson, viste da taluni, come rimodernamento e aggiornamento del parco mezzi, ma soprattutto, enfatizzate spesso e volentieri da una sorta di mancanza di obiettività, sono evidenti come il sole che sorge al mattino.
Poi, se vogliamo fare come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non guardare, allora tutto è bello e tutto è felicemente positivo....
Ciò che ho notato tra i giovani ma anche tra persone un po' meno giovani, è la pressoché totale mancanza di una corretta storia del marchio ma anche semplicemente, di una minima conoscenza oserei dire basica..
Chi mi conosce molto bene sa che sono sempre stato e sempre sarò un fervente appassionato di questo marchio.
Queste motociclette hanno fatto parte integrante della mia vita migliorandola sotto certi aspetti e questo è certamente indiscutibile.
Ma viceversa, è assolutamente discutibile, l'atteggiamento e il comportamento del marchio Harley Davidson nell'ultimo ventennio.
Come è certamente discutibile una sorta di ottusità da parte dei molti, nel comprendere quanto il marchio Harley Davidson sia cambiato nel tempo non certo migliorando ma peggiorando sempre di più sia a livello di marketing sia a livello di rapporto venditore cliente.
Mi capita spesso di parlare con persone, che categoricamente e ripeto, categoricamente, propendono per l'assolutismo del marchio senza utilizzare nemmeno un neurone del proprio cervello..
Ma la cosa che più mi lascia perplesso e a volte anche indignato, è il constatare che queste persone, non hanno la benché minima conoscenza storica di come questo marchio motociclistico si sia sviluppato in Italia.
E che proprio qui dal bel paese tutto sia partito.
Nessuno o quasi nessuno, riconosce il fatto, che se non ci fosse stato un certo Talamo, oggi il marchio Harley Davidson in Italia non esisterebbe come noi lo conosciamo e questo andrebbe sottolineato.
Se alla fine degli anni 90 le giacenze di magazzino dei fratelli Castiglioni fossero rimaste lì dov'erano, con buona pace dei medesimi che non si sarebbero morsi le mani nei decenni successivi, tutto questo non ci sarebbe stato.
Ma questo lo capisce anche un bambino dell'asilo.
Quello che molti non comprendono assolutamente, è quanto il marchio stesso Harley Davidson abbia dall'inizio dato ben poca importanza a questo evidente fenomeno in crescita.
Fenomeno che negli Stati Uniti d'America è bene precisare, non è mai esistito fino dagli albori di questo storico marchio.
Gli americani che potranno fregiarsi di tantissime scoperte e di essere gli inventori di molte cose interessanti, non sono mai stati neanche lontanamente capaci di creare un interesse verso queste motociclette quanto invece è riuscito a fare un anonimo e sconosciuto italiano.
E quando se ne sono accorti anche tardivamente, hanno in un certo senso voluto appropriarsi di questo fenomeno acquistandolo perché gli americani col potere dei dollari comprano qualsiasi cosa...
E quell'anonimo italiano che a quel punto non era più anonimo è diventato ricco sfondato, mettendoglielo in un certo qual modo in quel posto, al marchio Harley Davidson e a tutto il suo collettivo....
Gli americani avevano acquistato un piatto caldo, un piatto oserei dire succulento che però con il tempo si è raffreddato diventando una pappa scaldata e riscaldata....
Il potere del dollaro potrà acquistare qualsiasi cosa ma non può certamente acquistare la poesia o l'intelligenza.
Non può acquistare la fantasia e l'acume di una mente giovane e brillante.
Il potere freddo del dollaro, ha soltanto portato avanti per inerzia qualcosa che si stava lentamente spegnendo...
Una luce che per diversi anni aveva brillato con grande intensità, ma che una volta in mano loro, piano piano ha incominciato a perdere sempre più luminosità..
Una delle poche menti brillanti, W.G. Davidson, ormai ha la sua età e al posto suo ci sono i CEO tal dei tali che del tutto fuori contesto, si lanciano in campagne acquisti da malati di mente...
Promettono sviluppi e realizzazioni di una freddezza esacerbante.... mettendo davanti la frase "futuro" come un mantra da seguire...
Ma dov'è mi domando questo futuro?
In quali mani verrà lasciato questo lascito così importante defunta anche l'ultima generazione?
E noi, vecchi rincoglioniti, che siamo al limitare del pannolone, ma che abbiamo visto e vissuto gli anni più belli e fecondi di questo storico marchio, possiamo solo assistere passivamente alla fine di un'era di beltà e fantasia...
Ma non senza dire la nostra.

Poi, se vogliamo fare come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non guardare, allora tutto è bello e tutto è felicemente positivo....
Ciò che ho notato tra i giovani ma anche tra persone un po' meno giovani, è la pressoché totale mancanza di una corretta storia del marchio ma anche semplicemente, di una minima conoscenza oserei dire basica..
Chi mi conosce molto bene sa che sono sempre stato e sempre sarò un fervente appassionato di questo marchio.
Queste motociclette hanno fatto parte integrante della mia vita migliorandola sotto certi aspetti e questo è certamente indiscutibile.
Ma viceversa, è assolutamente discutibile, l'atteggiamento e il comportamento del marchio Harley Davidson nell'ultimo ventennio.
Come è certamente discutibile una sorta di ottusità da parte dei molti, nel comprendere quanto il marchio Harley Davidson sia cambiato nel tempo non certo migliorando ma peggiorando sempre di più sia a livello di marketing sia a livello di rapporto venditore cliente.
Mi capita spesso di parlare con persone, che categoricamente e ripeto, categoricamente, propendono per l'assolutismo del marchio senza utilizzare nemmeno un neurone del proprio cervello..
Ma la cosa che più mi lascia perplesso e a volte anche indignato, è il constatare che queste persone, non hanno la benché minima conoscenza storica di come questo marchio motociclistico si sia sviluppato in Italia.
E che proprio qui dal bel paese tutto sia partito.
Nessuno o quasi nessuno, riconosce il fatto, che se non ci fosse stato un certo Talamo, oggi il marchio Harley Davidson in Italia non esisterebbe come noi lo conosciamo e questo andrebbe sottolineato.
Se alla fine degli anni 90 le giacenze di magazzino dei fratelli Castiglioni fossero rimaste lì dov'erano, con buona pace dei medesimi che non si sarebbero morsi le mani nei decenni successivi, tutto questo non ci sarebbe stato.
Ma questo lo capisce anche un bambino dell'asilo.
Quello che molti non comprendono assolutamente, è quanto il marchio stesso Harley Davidson abbia dall'inizio dato ben poca importanza a questo evidente fenomeno in crescita.
Fenomeno che negli Stati Uniti d'America è bene precisare, non è mai esistito fino dagli albori di questo storico marchio.
Gli americani che potranno fregiarsi di tantissime scoperte e di essere gli inventori di molte cose interessanti, non sono mai stati neanche lontanamente capaci di creare un interesse verso queste motociclette quanto invece è riuscito a fare un anonimo e sconosciuto italiano.
E quando se ne sono accorti anche tardivamente, hanno in un certo senso voluto appropriarsi di questo fenomeno acquistandolo perché gli americani col potere dei dollari comprano qualsiasi cosa...
E quell'anonimo italiano che a quel punto non era più anonimo è diventato ricco sfondato, mettendoglielo in un certo qual modo in quel posto, al marchio Harley Davidson e a tutto il suo collettivo....
Gli americani avevano acquistato un piatto caldo, un piatto oserei dire succulento che però con il tempo si è raffreddato diventando una pappa scaldata e riscaldata....
Il potere del dollaro potrà acquistare qualsiasi cosa ma non può certamente acquistare la poesia o l'intelligenza.
Non può acquistare la fantasia e l'acume di una mente giovane e brillante.
Il potere freddo del dollaro, ha soltanto portato avanti per inerzia qualcosa che si stava lentamente spegnendo...
Una luce che per diversi anni aveva brillato con grande intensità, ma che una volta in mano loro, piano piano ha incominciato a perdere sempre più luminosità..
Una delle poche menti brillanti, W.G. Davidson, ormai ha la sua età e al posto suo ci sono i CEO tal dei tali che del tutto fuori contesto, si lanciano in campagne acquisti da malati di mente...
Promettono sviluppi e realizzazioni di una freddezza esacerbante.... mettendo davanti la frase "futuro" come un mantra da seguire...
Ma dov'è mi domando questo futuro?
In quali mani verrà lasciato questo lascito così importante defunta anche l'ultima generazione?
E noi, vecchi rincoglioniti, che siamo al limitare del pannolone, ma che abbiamo visto e vissuto gli anni più belli e fecondi di questo storico marchio, possiamo solo assistere passivamente alla fine di un'era di beltà e fantasia...
Ma non senza dire la nostra.
Il paradiso può attendere!
