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IO STO CON LA SPAGNA.

Inviato: 05/03/2026, 9:31
da Palmambrogio
Finalmente, vedo con gioia una nazione europea, che dice perentoriamente un bel NO categorico alla presunzione totalitaria americana.
E chi poteva essere se non la Spagna.
Gli attributi che il resto d'Europa non sta mostrando, si sono concentrati tutti in questa nazione iberica sanguigna e combattiva.
Laddove l'Italia è inginocchiata a testa bassa nei confronti degli Stati Uniti d'America, la Spagna cammina schiena dritta avanti, facendo capire a tutta Europa (che si dice vicina alla Spagna ma intanto tiene una mano davanti e una mano di dietro), che si può dire tranquillamente un bel no al biondone presidentato, senza per questo farsela nei calzoni.
Nel frattempo il biondone urla e sbraita che farà imbarghi qua e là come se fosse il padrone del mondo....
Vuole le basi perché senza le basi in Spagna non può fare quello che vorrebbe fare....
E intanto l'Italia, che si cambia le mutande a tempo di record, ha già messo nelle mani del biondone il paese intero, regalatogli come se fosse un giocattolo da utilizzare a suo piacimento.
Altro che pandemia signori miei..
Qui sì "gioca" a fare la guerra non perché ci sia veramente la volontà e la voglia di salvare qualcuno, ma come ben sapete tutti e mi auguro che lo sappiate veramente tutti, si fa questa guerra per meri interessi economici e null'altro che conti veramente...
Nel frattempo il carburante è già aumentato senza che ce ne sia una vera e propria motivazione.
E mi fa piacere leggere che l'associazione dei benzinai e compagnia bella, stanno protestando contro le compagnie petrolifere per questi rincari insensati.
Ma il cittadino italiano ha bisogno di spostarsi con i propri mezzi e deve per forza di cose fare il pieno alla propria automobile o alla propria motocicletta.
E quindi mestamente si avvicina alla pompa, guarda con occhio triste il prezzo rincarato ma non protesta. Dirà qualche bestemmia in silenzio ma estrarrà la pompa e farà il pieno ugualmente pagandolo ingiustamente un prezzo più caro..
Perché signori miei noi cittadini non contiamo assolutamente nulla.
Siamo pecore capitanate da un pastore non benevolente.
Un pastore che ci guarda sorridente facendoci credere che stiamo pascolando beatamente in un bellissimo praticello verdeggiante e invece, ci sta portando tutti bene in fila al macello che noi però non vediamo..
Domandatevi perché l'Italia non può fare come la Spagna.
Ma come l'Italia anche altre nazioni, cito Italia solo perché mi ha dato i natali e non perché abbia qualcosa contro di essa.
È un grandissimo paese dove i nostri nonni e i nostri bisnonni hanno dato la loro vita per liberarlo dall'intruso invasore.
E noi l'invasore l'abbiamo fatto entrare dalla porta di casa accogliendolo a testa china come fa un domestico con il suo padrone....

Re: IO STO CON LA SPAGNA.

Inviato: 05/03/2026, 12:45
da Conte Jägermeister
La posizione della Spagna in certe occasioni dimostra semplicemente una cosa: uno Stato sovrano può anche permettersi di dire “no”, quando ritiene che una richiesta non sia nel proprio interesse strategico. Questo non significa essere anti americani o fare gli eroi, significa semplicemente difendere la propria autonomia decisionale.
Gli Stati Uniti, come qualsiasi grande potenza, fanno naturalmente i loro interessi geopolitici. È sempre stato così nella storia e non c’è niente di sorprendente. Il punto vero è se i paesi europei riescono o meno a negoziare da pari, oppure se accettano tutto per inerzia politica o per convenienza momentanea.
Quando uno Stato che sia la Spagna o chiunque altro, mette dei limiti sull’utilizzo delle proprie basi militari, sta dicendo una cosa molto semplice:
“Collaboriamo, ma alle nostre condizioni”.
Questo è il punto che spesso in Europa manca: una linea politica chiara e coerente. Non serve fare proclami o alzare la voce, basta avere la schiena dritta nei momenti in cui si devono prendere decisioni che riguardano il proprio territorio e i propri cittadini.
Per quanto riguarda l’Italia, il discorso è più complesso. Il nostro paese, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi, ha costruito gran parte della propria strategia internazionale dentro l’alleanza atlantica e nella NATO. Questo ha garantito sicurezza e stabilità per decenni, ma ha anche creato una certa dipendenza politica e strategica.
Il vero problema non è avere alleati forti. Gli alleati servono.
Il problema nasce quando si smette di discutere le condizioni e si accetta tutto come se fosse inevitabile.
Ed è qui che l’esempio spagnolo diventa interessante: non perché sia un atto di ribellione, ma perché dimostra che anche dentro le alleanze si può negoziare.
In geopolitica non esistono amici o nemici eterni. Esistono interessi.
E i paesi che funzionano meglio sono quelli che riescono a difendere i propri senza rompere le alleanze ma senza nemmeno comportarsi da semplici esecutori.

Tutto qui.

Re: IO STO CON LA SPAGNA.

Inviato: 05/03/2026, 20:09
da Boss Hogg
Spesso si confonde la fedeltà a un’alleanza con la rinuncia totale alla propria autonomia. Quello che l'esempio spagnolo ci suggerisce è che stare a tavola con i "grandi" non significa per forza limitarsi a prendere ordini, ma anzi sedersi con la consapevolezza dei propri interessi strategici. Gli Stati Uniti fanno il loro mestiere, com’è naturale che sia per ogni superpotenza, ma il vero nodo resta la nostra capacità o incapacità, di negoziare da partner e non da semplici spettatori.
Per quanto riguarda l’Italia, è vero che la nostra storia ci ha legati a doppio filo alla NATO garantendoci decenni di stabilità, ma il rischio è proprio quello di essere scivolati in una sorta di pigrizia politica dove accettare ogni condizione sembra l’unica via possibile. Come dici tu, non serve fare proclami o alzare la voce inutilmente; basterebbe quella "schiena dritta" necessaria a far capire che la collaborazione deve essere un valore aggiunto per entrambi, non un binario unico. Alla fine, in geopolitica il rispetto si guadagna dimostrando di avere una visione chiara e coerente, non comportandosi da esecutori. Sarebbe interessante capire se, secondo voi, l'Italia abbia ancora oggi i margini di manovra per invertire questa rotta o se ormai il peso della dipendenza storica sia troppo difficile da bilanciare.