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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 22/01/2026, 9:21
da Conte Jägermeister
Boss Hogg ha scritto: 20/01/2026, 11:58 Il V-Rod va raccontato come si raccontano certe storie che, col senno di poi, capisci solo molti anni dopo.
Perché il V-Rod non è stato “una Harley sbagliata”. È stato una Harley arrivata troppo presto… e nel modo sbagliato.
Torniamo indietro un attimo.
A metà anni ’90 Harley Davidson è viva, ma non è tranquilla. I Big Twin raffreddati ad aria sono iconici, sì, ma il mondo sta cambiando: normative antinquinamento sempre più severe, concorrenza giapponese tecnologicamente avanti, clienti più giovani che vogliono prestazioni vere, non solo atmosfera.
Harley sa benissimo che, continuare così per sempre non è possibile.
Ed è qui che nasce il progetto V-Rod, o meglio: il progetto Revolution.
Harley decide una cosa enorme, quasi sacrilega:
“Facciamo un motore che non assomigli a nulla di quello che abbiamo fatto prima.”
Per questo entra in gioco Porsche Engineering.
Non perché Harley “non sapesse fare motori”, ma perché non aveva esperienza su quel tipo di motore:
Raffreddamento a liquido.
Doppio albero a camme in testa.
4 valvole per cilindro.
Regimi di rotazione impensabili per una Harley tradizionale (non si se mi spiego..)
Il Revolution 1130 cc (poi 1250) era un V-Twin a 60°, compatto, robusto, capace di girare alto e, soprattutto, di fare cavalli veri.
Non “coppia da bar”, ma potenza misurabile.
Per la prima volta una Harley accelerava davvero. E frenava. E teneva la strada.
Il telaio? Moderno.
Il forcellone? Alluminio.
Il baricentro? Basso.
La posizione di guida? Drag style, lunga, cattiva, completamente diversa.
Il problema?
Era "troppo diversa".
Quando uscì nel 2001, molti harleysti reagirono come se qualcuno avesse profanato una chiesa.
“Non vibra abbastanza.”
“Non suona giusta.”
“Non sembra una Harley.”
Ed è qui che arriva il paradosso:
Harley aveva fatto esattamente quello che tutti dicevano di volere (“evolvetevi!”), ma non quello che erano pronti ad accettare.
Il V-Rod non era una Harley per chi voleva “la solita Harley”.
Era una Harley per chi voleva vedere fin dove poteva arrivare il marchio.
E qui entra in gioco il Progetto Nova degli anni ’80.
Pochi lo ricordano, ma Harley già allora aveva capito che l’aria stava finendo. Il progetto Nova prevedeva una gamma completamente nuova:
Motori raffreddati a liquido.
Più cilindri.
Moto più moderne, quasi “giapponesi” nel concetto
Il progetto era avanti anni luce… ma...mancavano i soldi....
Harley in quel periodo stava lottando per sopravvivere, non per sperimentare. Nova venne chiuso, archiviato, quasi dimenticato.
Ma l’idea restò lì, sotto la cenere.
Il V-Rod è, di fatto, "il figlio tardivo del Progetto Nova".
La prova che Harley ha sempre saputo che prima o poi avrebbe dovuto cambiare pelle.
Perché allora il V-Rod non è stato amato?
Perché non faceva sconti a nessuno.
Non cercava di sembrare “un po’ Harley e un po’ no”.
Era una Harley che diceva:
“Questo è il futuro. Se ti va, sali. Se no, resta dove sei.”
Oggi, col senno di poi, il V-Rod è rivalutato, rispettato, quasi mitizzato.
Molti di quelli che lo criticavano allora oggi dicono:
“Forse avevano visto giusto.”
Ed è questo il punto.
Il V-Rod non è stato un errore tecnico.
È stato un trauma culturale.
Harley voleva cambiare.
Poteva farlo.
Lo ha fatto.
Ma ha scoperto che cambiare una moto è facile.
Cambiare la testa di chi la guida, molto meno.
E questa lezione, nel bene e nel male, Harley Davidson se la sta ancora portando dietro oggi.



Qui, secondo me, hai centrato il punto quasi chirurgicamente. E ti do ragione piena, aggiungendo qualche tassello che spesso viene ignorato.
Il V-Rod non è mai stato un errore industriale, anzi: dal punto di vista tecnico era una delle Harley più riuscite di sempre. Il Revolution era un motore progettato con criteri “da ingegneria moderna”, non da tradizione: tolleranze strette, raffreddamento efficace, distribuzione precisa, affidabilità ad alti regimi. Era un motore pensato per durare girando forte, non per vivere di minimo irregolare e vibrazioni narrative.
E questo, per una parte enorme del pubblico Harley, era già un problema.
La collaborazione con Porsche Engineering va letta bene: Porsche non ha “fatto il motore al posto di Harley”. Ha aiutato Harley a impostare un metodo. Come gestire le temperature, come far convivere prestazioni e affidabilità, come progettare un V-Twin che potesse rispettare normative future senza essere castrato. Tutte cose che sui Big Twin ad aria semplicemente non servivano… finché il mondo non è cambiato.
Il V-Rod, in pratica, era una Harley che non chiedeva indulgenza.
E questa onestà tecnica ha spiazzato. Perché metteva davanti a una scelta netta: ti piace la Harley come esperienza emotiva o ti interessa anche la moto come mezzo meccanico?
Domanda scomoda, allora come oggi.
Il collegamento col Progetto Nova è sacrosanto. Nova non era un tradimento: era un piano di sopravvivenza. Harley negli anni ’80 aveva già capito che il mondo non avrebbe aspettato per sempre i carburatori e l’aria.
Ma Nova fallì per un motivo molto semplice: non c’era il margine economico per sbagliare. Il V-Rod nasce invece quando Harley quel margine ce l’ha. E decide di usarlo.
Il vero errore, semmai, non è stato il V-Rod in sé.
È stato mettergli addosso il marchio Harley senza preparare culturalmente il pubblico Harley.
Perché quella moto non parlava il linguaggio dell’heritage, parlava quello del futuro.
Oggi infatti succede una cosa curiosa:
Chi l’ha capito allora, se lo tiene stretto.
Chi lo odiava, spesso oggi lo rispetta.
E chi lo guida adesso lo vede per quello che era: un prototipo di direzione, non una deviazione.
Il V-Rod è stato il momento in cui Harley ha dimostrato di sapere perfettamente cosa fare, ma anche di sapere quanto fosse rischioso farlo davvero.
E sì, come dici tu, è stato un trauma culturale. Non una moto sbagliata.
In fondo, il V-Rod ha fatto una cosa imperdonabile per alcuni:
ha tolto le stampelle romantiche e ha detto “questa è una Harley che cammina da sola”.
E non tutti erano pronti a seguirla.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 22/01/2026, 9:26
da Conte Jägermeister
Balengo ha scritto: 21/01/2026, 14:27
Boss Hogg ha scritto: 20/01/2026, 11:58 Il V-Rod va raccontato come si raccontano certe storie che, col senno di poi, capisci solo molti anni dopo.
Perché il V-Rod non è stato “una Harley sbagliata”. È stato una Harley arrivata troppo presto… e nel modo sbagliato.
Torniamo indietro un attimo.
A metà anni ’90 Harley Davidson è viva, ma non è tranquilla. I Big Twin raffreddati ad aria sono iconici, sì, ma il mondo sta cambiando: normative antinquinamento sempre più severe, concorrenza giapponese tecnologicamente avanti, clienti più giovani che vogliono prestazioni vere, non solo atmosfera.
Harley sa benissimo che, continuare così per sempre non è possibile.
Ed è qui che nasce il progetto V-Rod, o meglio: il progetto Revolution.
Harley decide una cosa enorme, quasi sacrilega:
“Facciamo un motore che non assomigli a nulla di quello che abbiamo fatto prima.”
Per questo entra in gioco Porsche Engineering.
Non perché Harley “non sapesse fare motori”, ma perché non aveva esperienza su quel tipo di motore:
Raffreddamento a liquido.
Doppio albero a camme in testa.
4 valvole per cilindro.
Regimi di rotazione impensabili per una Harley tradizionale (non si se mi spiego..)
Il Revolution 1130 cc (poi 1250) era un V-Twin a 60°, compatto, robusto, capace di girare alto e, soprattutto, di fare cavalli veri.
Non “coppia da bar”, ma potenza misurabile.
Per la prima volta una Harley accelerava davvero. E frenava. E teneva la strada.
Il telaio? Moderno.
Il forcellone? Alluminio.
Il baricentro? Basso.
La posizione di guida? Drag style, lunga, cattiva, completamente diversa.
Il problema?
Era "troppo diversa".
Quando uscì nel 2001, molti harleysti reagirono come se qualcuno avesse profanato una chiesa.
“Non vibra abbastanza.”
“Non suona giusta.”
“Non sembra una Harley.”
Ed è qui che arriva il paradosso:
Harley aveva fatto esattamente quello che tutti dicevano di volere (“evolvetevi!”), ma non quello che erano pronti ad accettare.
Il V-Rod non era una Harley per chi voleva “la solita Harley”.
Era una Harley per chi voleva vedere fin dove poteva arrivare il marchio.
E qui entra in gioco il Progetto Nova degli anni ’80.
Pochi lo ricordano, ma Harley già allora aveva capito che l’aria stava finendo. Il progetto Nova prevedeva una gamma completamente nuova:
Motori raffreddati a liquido.
Più cilindri.
Moto più moderne, quasi “giapponesi” nel concetto
Il progetto era avanti anni luce… ma...mancavano i soldi....
Harley in quel periodo stava lottando per sopravvivere, non per sperimentare. Nova venne chiuso, archiviato, quasi dimenticato.
Ma l’idea restò lì, sotto la cenere.
Il V-Rod è, di fatto, "il figlio tardivo del Progetto Nova".
La prova che Harley ha sempre saputo che prima o poi avrebbe dovuto cambiare pelle.
Perché allora il V-Rod non è stato amato?
Perché non faceva sconti a nessuno.
Non cercava di sembrare “un po’ Harley e un po’ no”.
Era una Harley che diceva:
“Questo è il futuro. Se ti va, sali. Se no, resta dove sei.”
Oggi, col senno di poi, il V-Rod è rivalutato, rispettato, quasi mitizzato.
Molti di quelli che lo criticavano allora oggi dicono:
“Forse avevano visto giusto.”
Ed è questo il punto.
Il V-Rod non è stato un errore tecnico.
È stato un trauma culturale.
Harley voleva cambiare.
Poteva farlo.
Lo ha fatto.
Ma ha scoperto che cambiare una moto è facile.
Cambiare la testa di chi la guida, molto meno.
E questa lezione, nel bene e nel male, Harley Davidson se la sta ancora portando dietro oggi.


Bello il V-Rod. Se ne trovassi uno a buon prezzo lo prenderei.
Tenuto bene.
Secondo me all'epoca gli harleysti di allora non hanno capito una sega..
Questa cosa del criticare ce l'hanno sempre avuta..
Ma non sono mica cambiati tanto eh..


il V-Rod fu criticato perché era troppo avanti e troppo diverso tutto insieme. Più paura del cambiamento che veri difetti.
E no, gli harleysti non sono cambiati poi così tanto: ieri il V-Rod, oggi altro… la critica preventiva è una tradizione anche quella..
Se ne trovi uno tenuto bene, prendilo senza sensi di colpa. Oggi ha più senso di allora.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 22/01/2026, 13:02
da Palmambrogio
Conte Jägermeister ha scritto: 20/01/2026, 8:54
Palmambrogio ha scritto: 19/01/2026, 16:07
Bob107 ha scritto: 18/01/2026, 20:56 E alla fine quindi, mi pare di capire, che nel bene e nel male, se siamo arrivati dove siamo arrivati è grazie ad un certo Talamo se oggi per comprare una motocicletta HD bisogna svenarsi, è corretto o sbaglio qualcosa?
Voi all'epoca, perché avete acquistato una HD e non una motocicletta qualsiasi?
Che le cose cambiano è normalissimo, tutto cambia e si evolve.
Qui si parla di moto e motociclisti ma i rapporti umani sono cambiati a prescindere se si ha una motocicletta o meno e non è colpa di un marchio se anche tra motociclisti sono cambiati questi rapporti, anzi, HD è uno dei marchi che ancora unisce tanti appassionati, e se non è più una motocicletta per tutti (ammesso che prima lo era) bisognerebbe prendersela con l'artefice, colui che vi/ci ha dato la possibilità di conoscerle.


Cari amici ma non sapete quanto mi sta piacendo questa conversazione come non ne accadevano da tanto tempo su questo forum 👍
Non essere d'accordo su qualcosa è molto meglio che stare qui a raccontarsela dicendo tutti quanti insieme coralmente "ma quanto ci piace questo ma quanto ci piace quello! ".
Il sale ed il divertimento di un luogo del genere, è appunto Il poter dissentire di ciò che dice qualcun altro e dire la propria.
Perciò tranquillamente dico la mia come faccio del resto da sempre da che sono venuto al mondo, serenamente sulla base della mia esperienza.
Ebbene:
Dico all'amico Bob con tutta la simpatia che ho per lui, che il suo riferimento a Carlo Talamo l'ho perfettamente compreso come ho compreso che lo ha utilizzato come una leva da usare tra virgolette contro di noi. 😁
Ma mio caro amico ben ti hanno risposto gli altri utenti dicendoti, che se non ci fosse stato il signor Carlo, la motocicletta Harley Davidson che tu ora stai guidando forse non ci sarebbe neanche stata..
Perciò è a lui che si deve il presente.
Poi, che sia stato un furbacchione o per meglio dire, una gran volpe con un grandissimo fiuto per gli affari, lo possiamo dire tranquillamente.
Ma è proprio per questo motivo che è stato un gran personaggio.
E oggi ancora in molti ne sentono la sua mancanza....
Lui aveva capito che i figli dei ricchi erano disposti in quegli anni a buttarsi in qualsiasi avventura pur di superare la noia che li attanagliava.
Una volta compreso questo e visto il consenso non solo da parte dei figli dei ricchi, ma anche dagli amici degli amici dei figli dei ricchi, un po' meno ricchi, ha incominciato a plasmare il meccanismo per bene utilizzando ciò che sapeva fare meglio e cioè creare pubblicità.
Io ti do un consiglio spassionato, di quelli che una persona più anziana può dare ad una più giovane:
Se trovi su Internet qualcosa che parla di lui leggi e documentati.
Perché magari è una cosa che può non interessarti, però sapere perché la tua motocicletta oggi è lì dov'è e cioè sotto al tuo sedere, potrebbe essere molto interessante da scoprire.
E con essa scopriresti anche un mondo che non conosci perché non c'eri o perché eri troppo piccolo o perché non l'hai vissuto.
Non voglio certamente stare qui a fare il professore in cattedra a dire quello che devono fare gli altri, ma è semplicemente un consiglio che ti do.
Il tuo entusiasmo e la tua difesa a spada tratta nei confronti delle nuove motociclette Harley Davidson la capisco e la rispetto.
Ma va rispettata anche la realtà di un cambiamento che non per forza di cose è sempre positivo.
Che poi noi "vecchi" tendiamo al nostalgico è un dato di fatto, è qualcosa che sperimenterai anche tu tu tra una decina o una ventina di anni.
Quando ricorderai questi giorni in sella alla tua motocicletta Harley Davidson e vedrai il mondo cambiato fin troppo cambiato.


:aa: :aa: :aa:


Lei lo sa che è troppo buono! :occhiolino: :saggio:

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 22/01/2026, 13:26
da Palmambrogio
Perbacco da un argomento partito si può dire in sordina guarda quanto stiamo scrivendo e con quanto impegno! :moto:
La cosa non può farmi che piacere.
Non tanto per le sorti del forum che mi sembra che come una barca sospinta dalla brezza del vento, va per la sua strada, ma per il piacevole scambio di opinioni che altrimenti non ci sarebbe.
Cerco di rispondere in un'unica soluzione a tutti.
Perciò:

Partiamo dalla motocicletta modello V-Rod di cui avete fatto bellissime spiegazioni che mi hanno riportato indietro nel tempo.
Dite giusto dite veramente giusto.
Quando scrivete che gli harleysti allora non erano preparati ad una rivoluzione del genere è proprio vero.
Questo potrebbe essere sintomatico con quello che sta accadendo oggi, ma quello che sta accadendo oggi è molto diverso da allora.
Senza che mi ripeta in cose di cui avete già detto molto meglio di me, la motocicletta V-Rod, ha spaccato in due il mondo degli appassionati.
Dividendoli in favorevoli e contrari.
Oggi che tutto questo è stato rivalutato è un po' troppo tardi effettivamente, ma anche se tardivamente capire e comprendere è sempre la cosa migliore.
Del periodo Talamo, non posso che avere che piacevoli ricordi.
Perché io è un mio compaesano appassionati di motociclette, ma all'epoca in sella a tutt'altro, andammo per così dire per curiosità in pellegrinaggio dal Lago Maggiore in quei del centro di Milano.
Mi sembra due anni dopo o l'anno successivo la sua apertura... sarà stato l'anno 85-86 non ricordo con precisione...
E fui particolarmente colpito dall'ambiente perché come già vi ho spiegato tempo fa, qui in suolo elvetico qualche motocicletta Harley Davidson la si vedeva ed erano vendute, per la maggior parte, da concessionaria d'auto che trattavano anche automobili americane.
Non dico che la mia passione sia partita da lì, ma sicuramente, si è accesa una fiammella in me che nel tempo si è alimentata sempre di più.
Non posso non essere d'accordo sul fatto, che entrare all'interno della Numero Uno, fosse come entrare in una boutique di alta moda, dove al posto degli abiti firmati c'erano le motociclette.
È stato veramente un genio quell'uomo lì..

Rispondendo all'amico Bob (che è uno dei Mods :occhiolino: ), personalmente non ho mai pensato che la dicitura "vecchi "fosse in modalità dispregiativa.
Anche perché qui si mettono a confronto ovviamente differenti età, esperienze e così via.
Se stessimo qui tutti quanti a guardare a "chi ce l'ha più grosso "perbacco, non si arriverebbe a capo di nulla.
Invece stiamo facendo una piacevole discussione che a mio avviso è educativa sottomultiplici aspetti.
Ognuno qui dentro impara qualcosa secondo il mio modesto parere, e anche se non parliamo di pura meccanica e ci forgiamo su tali argomenti, comunque discutiamo di queste motociclette in maniera varia e colloquiale.
I tempi cambiano e cambieranno sempre di più.
E probabilmente al posto nostro un domani ci sarà l'amico Bob, a dire "queste Harley non sono più come quelle di una volta"
Ma è normale è assolutamente normale.
Però c'è sempre un però, la linea dritta, dritta come un fuso che seguiva un tempo il marchio Harley Davidson, oggi è diventata come la linea che fa un serpentello che va a sinistra e destra una linea curvilinea.
È difficile per noi diciamo anziani, a volte comprendere e stare dietro a queste scelte e queste decisioni.
Perché è come se ad un certo punto, avessero tolto la bandiera che per tanti anni hanno sbandierato per metterne al suo posto un'altra di cui non capiamo il significato..
Sintetizzo la questione così.
Per il resto ognuno è felice in sella a quello che guida che sia essa una motocicletta Harley Davidson o che sia una teutonica BMW e così via.
Masochismo dei guzzisti a parte, tutti godono in sella a ciò che a loro piace di più.
Se fossimo su un forum Ducati o su un forum di altra marca probabilmente diremo le stesse cose.
Difenderemmo o criticheremmo le tali e le tal altre motociclette, nello stesso modo che facciamo noi qui dentro.
Perché io ascolto molto cosa dicono tra le mie amicizie i possessori di altre motociclette e anche loro, si lamentano di alcuni nuovi modelli per questo e per quest'altro.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 23/01/2026, 8:50
da Boss Hogg
Bob107 ha scritto: 21/01/2026, 22:03 Ci tengo a precisare che non voglio offendere nessuno quando dico che siete diventati "vecchi". È più che altro una provocazione/reazione a ciò che leggo nei confronti di qualcosa che per me oggi ha un valore e un perché.
Anche su Carlo Talamo, facendo intendere di aver avuto sia il merito che la colpa di valorizzare le HD come nessuno mai, vuole essere una provocazione, nel senso che, avendo portato prestigio al marchio, lo stesso poi è stato sfruttato come trampolino per rilanciare altri obiettivi portando poi il prezzo delle motociclette alle stelle.
Capisco che non parlate a caso e aldilà delle divergenze di pensiero, resta il fatto che rispetto il vostro trascorso, questo sia chiaro. Non ho la presunzione di sapere e non considero rinco... nessuno. Semplicemente leggo cose che non condivido perché non corrispondono a ciò che sto vivendo io da quando sono entrato a fare parte di questo mondo.
Il problema più grande mi pare sia però, digerire la parola "cambiamento".
È normale che uno come me, entrato nel mondo HD appena cinque anni fa, non avendo un background culturale, non proverà tutta questa amarezza, per esempio, se un'icona storica come la Sportster improvvisamente va fuori produzione. Credo sia normale per me.
E non per questo mi devo sentire un harleysta di serie b soltanto perché non ero presente all'inaugurazione della Numero Uno nell'84 e non ho vissuto quegli anni lì. Non so se mi sono spiegato.
Ho un'altra HD, diversa dalle vostre in passato, con un'altra pelle (diciamo così) ma sempre una HD è.
D'accordo, i cambiamenti non sono facili da accettare, non è semplice switchare e fare finta che non fosse mai successo niente, questo lo comprendo bene, però anche oggi le nuove HD sono figlie della stessa idea nata nel 1903, non sono affatto estranee.
E poi, se vi hanno raccontato una favola e adesso ne raccontano un'altra, come ci avete creduto voi prima, perché non dovrei crederci io adesso?
A qualcuno da fastidio chiamarla "evoluzione" ma, per me, di questo si tratta.
Hanno perso l'anima perché non hanno più quell'aria selvaggia e ribelle? Probabilmente nella società attuale non interessa più sentirsi né selvaggi né tantomeno ribelli, ma l'anima c'è e come se c'è.
Sì cambia per esigenza, per necessità, per piacere, ma si cambia.
Quando eravate giovani e belli, e guidavate le vostre amate HD, non sapevate cosa fosse un navigatore o meglio ancora uno smartphone perché non esistevano, di conseguenza non sentivate nemmeno il bisogno di averlo con voi. Oggi non si può pretendere che il motociclista viaggia con la cartina in mano o non richieda la disponibilità di una porta usb.
Quanti sono rimasti che apprezzano la puzza di benzina e le macchie d'olio, e soprattutto per quanto tempo ancora! Nessuno vuole più tornare da un viaggio e mettersi a stringere bulloni per le vibrazioni.
Sul sound sapete meglio di me che le norme anti inquinamento impongono dei limiti.
Inoltre, ho sempre considerato sbagliato paragonare una HD ad una moto giapponese, anzi a QUALSIASI altra moto, perché HD sarà SEMPRE un'altra cosa e non è una frase fatta. Molti continuano a paragonarle con le moto più prestanti in circolazione e lamentano carenze, esprimono il desiderio di vedere HD finalmente degne per competere con le migliori motociclette come il GS (tanto per dirne uno) ma non sarà mai così, perché saranno sempre due cose diverse. Poi però quando esce una novità... bum!! partono le critiche pesanti.
Non che le critiche siano sbagliate, per carità, non voglio dire questo, assolutamente! Ma sembra come se non si è mai soddisfatti.
Più volte mi è capitato di leggere frasi del tipo: "Esistono le moto e le Harley" e mi son detto..: "Cavolo, però è vero!..". Oggi, aggiungerei anche: "Ci sono i motociclisti e gli harleysti" e non tanto per "dividere" la categoria esaltando gli harleysti, ma per rafforzare il concetto che andare su una HD non è andare su una moto generica, è un'esperienza unica.
La mia verità resta questa ed è una verità non condizionata dalla storia e da niente, anche perché prima di acquistare la mia attuale e unica motocicletta, conoscevo solo il nome ma non la storia, non ho frequentato nessuno e non sapevo nulla di motori. Sono andato "a pelle" e le mie sensazioni si sono confermate giuste, provando piacere anche ben oltre le mie aspettative. Molto ben oltre!
Sembro io un rinco... a dire queste cose ma sappiate che è bellissimo essere rinco... se è questo ciò che si prova.
E leggere oggi la delusione di molti di voi mi fa pensare che siete stati "superati" dal mito stesso che avete amato e portato avanti per tanti anni.
Non lo dico con cattiveria.
C'è anche da dire che, nel frattempo, non tutti si sono sentiti traditi e sono rimasti fermi ai box. Non mi sembra che il club degli harleysti sia formato da motociclisti di primissimo pelo, anche se le generazioni dopo non stanno mancando all'appello.
Ripeto il concetto, non saranno più le Harley che hanno raccontato a voi, ma sono sempre Harley.
Non c'è più il promotore italiano che scrive poesie e non ci sarà più un marketing genuino, ma l'interesse che gira attorno a queste motociclette rimane ancora alto, per la storia, per il mito, ma anche per le novità e per il fascino che continuano a suscitare.
È anche romantico pensare un mondo che resta uguale, ma non è possibile, purtroppo o per fortuna. Sono tempi diversi da allora anche fuori l'ambiente motociclistico. Harley non avrà la stessa filosofia ma la ricerca di libertà, il bisogno di evasione, di leggerezza e spensieratezza.. di avventura, che cerchiamo è sempre lo stesso, e le Harley sanno ancora come farti "viaggiare" in tutti i sensi.
Quando e se non mi trasmetteranno più niente, semplice, ne prenderò atto e deciderò se "farmi da parte" e vivere di ricordi o cercare di capire la nuova filosofia.
Di sicuro non dirò che erano Harley e ora non lo sono più, soprattutto se continuano ad essere apprezzate da milioni di appassionati.




Secondo me il nodo non è l’età né il rispetto del passato, ma il punto di osservazione.
Tu guardi Harley da chi ci è entrato da poco, senza zavorre emotive. Chi c’era prima la guarda portandosi dietro un linguaggio, un immaginario e un modo di intendere il marchio che oggi non sono più centrali. Nessuno dei due ha torto.
È normale che per te certi cambiamenti non facciano male: non li hai “persi”, li hai semplicemente trovati già così. Ma è altrettanto normale che chi ha vissuto un’altra Harley non riesca a considerarli solo evoluzione tecnica.
Su Talamo il punto non è colpa o merito: è che ha creato un valore simbolico enorme, e quando quel valore diventa leva industriale, qualcosa inevitabilmente si rompe sul piano emotivo. Non è tradimento, ma nemmeno continuità pura.
La vera domanda forse è un’altra:
Harley oggi parla ancora alla stessa idea di libertà, ma lo fa per le stesse persone di ieri?
Il punto non è se tu abbia torto o ragione a crederci oggi. È legittimo crederci, esattamente come lo è stato per chi ci ha creduto ieri. Il problema è un altro: quando una favola cambia, non tutti riescono a riconoscersi nella nuova, anche se resta firmata dallo stesso autore.
Tu parli di evoluzione, ed è vero: tecnologia, normative, società… tutto spinge in quella direzione. Nessuno sano di mente oggi rimpiange davvero l’olio per terra, la carburazione capricciosa o la cartina Michelin nel giubbotto. Però attenzione: per molti quella “scomodità” non era un difetto, era parte del linguaggio. Come un dialetto che oggi non serve più, ma che quando sparisce lascia comunque un vuoto.
Quando dici “perché non dovrei crederci io oggi?”, la risposta è semplice: puoi e fai bene. Ma questo non rende infondata la sensazione di chi sente che qualcosa si è levigato, addomesticato, reso più compatibile col mondo attuale. Non è nostalgia sterile, è perdita di contrasto.
Sul mito: è vero, Harley resta Harley. Ma proprio perché è sempre stata “un’altra cosa”, ogni passo verso la normalizzazione viene vissuto come una limatura dell’identità, anche se razionale e necessaria. Non è incoerenza: è attrito tra ciò che il marchio è stato e ciò che deve essere per sopravvivere.
E qui arrivo al punto forse più scomodo: non è che qualcuno sia stato “superato dal mito”. È che il mito ha cambiato pubblico, linguaggio e priorità. Tu ti ci riconosci, altri no. Fine. Nessuna colpa, nessuna serie A o B.
Forse la vera maturità da entrambe le parti sta nel dire questo:
Harley oggi funziona ancora, emoziona ancora, vende ancora.
Ma non emoziona tutti nello stesso modo di prima.
E va bene così.
Perché i miti che non cambiano muoiono.
Ma quelli che cambiano… non sempre si fanno amare da chi li ha cresciuti.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Inviato: 23/01/2026, 9:39
da Carbonkio
Buongiorno a tutti.

Io non ho avuto il "piacere" di conoscere Carlo Talamo, ma una cosa è certa non è stato lui o la Numero Uno a vendermi il sogno.
E' innegabile che sia stato a suo modo un genio, leggevo su Freeway le sue pubblicità/poesie sorridendo perchè a me bastava il Ciao da bocia per vivere avventure come Yanez (cit. Baustelle :risoebete: ), figuratevi se avessi avuto la moto dei miei sogni.
Vi racconto come è andato l'acquisto della mia prima HD.
La prima volta che sono entrato a curiosare in una concessionaria Harley, allora qua si chiamava Americana, mi hanno quasi schifato. Ricordo benissimo, era il mese di Luglio e uno dei titolari guardandomi dall'alto in basso, anche se più nano di me, provò a vendermi una 883 usatissima al prezzo del nuovo.
L'ho odiato dal primo minuto: primo perchè faceva il Talamo de noartri, secondo perchè mi snobbava proprio (o ero io che snobbavo lui?) e terzo perchè io avevo già in testa da anni ciò che sognavo.
Mentre quello bla bla bla mi guardavo intorno e d'un tratto quello che volevo era lì, in una foto appesa al muro, un Fatboy grigio e nero. Saluto e esco seguito da neanche tanto sommessi commenti tipo pezzentone ecc. ecc.
A Novembre mi ripresento, mi riconoscono e nuovamente mi snobbano, ve ne rendete conto? Allora indico la foto sul muro e dico: voglio quella!!!
Subito tutti intorno a me.
Mi dicono che avevano a disposizione altri colori bellissimissimi, che questo, che quello...
Voglio quellaaaaa!!! e faccio per andarmene.
Naturalmente per non perdere un cliente sono stato alla fine accontentato, ma mi hanno rivisto solo per i tagliandi obbligatori :ciao: :ciao:
E' ancora con me :cuore:
Immagine