Balengo ha scritto: ↑oggi, 10:02
E non è una forma di decadenza?
Sono d'accordo che, se non hai vissuto quel passato non lo percepisci, ma quando te lo raccontano e tu stai ad ascoltare quasi "a bocca aperta" bè, a meno di non essere completamente indifferente, un po' ci rimani da quanto era diverso in meglio.
Del resto, se siamo qui a scrivere di certe cose, lo dobbiamo a chi ha avuto l'iniziativa e anche il coraggio, di portare la cultura biker tipicamente americana, in un paese come il nostro, a cui non interessava assolutamente quello stile di vita.
Infatti agli inizi da noi, era marginale.
Erano in pochi.
E anche visto molto male da quello che mi è stato raccontato.
La gente associava i capelli lunghi e le barbe, le moto con le forcelle lunghe e la gente nelle tende, sicuramente non al circolo culturale del paese.
Erano tutti visti come delinquenti.
Passare da "delinquenti" a fenomeno di massa è stato un cambiamento epocale.
Il mondo delle custom non è morto sia chiaro, ma sta subendo una drastica evoluzione in negativo.
Quando sempre meno persone si possono avvicinare a questo mondo per i costi troppo alti.
Quando le case motociclistiche stesse come le giapponesi, hanno da tempo abbandonato il settore per dedicarsi ad altro.
E quando anche la socialità stessa si è così modificata, da risultare irriconoscibile sotto certi aspetti, cosa ci si può aspettare che accada nel prossimo futuro?
Poi nel singolo è ovvio che a nessuno frega niente di dove và a finire il custom.
Uno si compra una moto e conta di usarla e non pensa al prima o al dopo.
Perché è normale.
Qui ne scriviamo ma non credere che al di fuori di questo forum, la gente si trovi al bar e la prima cosa che dice è :"Ah ciao ma secondo te doveva finire il mondo delle custom?".
Sicuramente la descrizione di un'epoca più semplice e genuina, mi affascina, anche se non credo sia stata tutta rose e fiori.
Però, se il paragone con quel periodo lo sposto sulle motociclette, mi rendo conto che, nel bene e nel male, le cose sono cambiate tanto anche su questo aspetto, e se in meglio o in peggio sono punti di vista assolutamente personali. Fosse stato per chi è rimasto legato a quei ricordi, per esempio, oggi gireremmo ancora con i motori a carburatori anziché ad iniezione, capisci cosa intendo? Con questo non sto insinuando che sia meglio l'uno rispetto all'altro, attenzione!
Dico soltanto che non avremmo avuto la possibilità di conoscere oggi la bellezza di questi nuovi motori. Poi c'è chi preferisce l'uno o l'altro e va bene, ma rimane sempre una cosa soggettiva e personale perché non c'è effettivamente un meglio o un peggio.
E così penso sia per tutto il resto.
Chi ha portato la cultura americana in Italia, non è che ha avuto bisogno del coraggio, ha semplicemente trasmesso ciò in cui credeva e amava di più.
Se questa fratellanza fosse stata così forte, sana e genuina, e così sentita, probabilmente, non lo so, continuava ad essere tramandata e magari in alcuni ambienti tuttora è ancora così, ma se questa cultura dovesse perdersi per sempre, vuol dire che non c'è stata più l'esigenza, l'interesse o il piacere di portarla avanti.
Sarebbe un peccato? Sì, certamente! Ma cambiando i parametri sociali e le dinamiche interpersonali, può dispiacere di più a chi è rimasto fedele a quella cultura e meno a tutto il resto.
