Re: 16 Marzo 1978.....
Inviato: 31/03/2026, 9:53
Conte Jägermeister ha scritto: ↑ieri, 19:43 Carlo Alberto Dalla Chiesa è uno di quei personaggi che, più li studi, più ti lasciano con la sensazione che la storia ufficiale sia troppo “pulita” per essere completa.
Hai ragione sui fatti principali:
Dal 1974 al 1975 (non fino al 1976) aveva diretto con risultati eccezionali il Nucleo Speciale Antiterrorismo dei Carabinieri, quello che aveva catturato Curcio, Franceschini e altri pezzi grossi delle BR.
Il nucleo venne sciolto nel luglio 1975 per decisione del Comando Generale dell’Arma (lui lo considerò un errore gravissimo e non lo nascose).
Durante i 55 giorni del sequestro Moro (16 marzo – 9 maggio 1978) fu di fatto messo in panchina. Era già Generale di Divisione (promosso a fine 1977), partecipò a qualche riunione del comitato di crisi al Viminale, ma non ebbe alcun ruolo operativo di comando. Le ricerche furono gestite da UCIGOS, Digos e servizi. I suoi ex uomini furono richiamati a Roma ma, come hanno testimoniato alcuni di loro, passavano gran parte del tempo in attesa o in compiti marginali. È un fatto documentato e abbastanza anomalo per un uomo con la sua esperienza.
Solo dopo la morte di Moro, il 9 agosto 1978, il ministro Rognoni gli diede l’incarico di Coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi per la lotta al terrorismo, con poteri speciali. Da quel momento (e solo da quel momento) ricostruì i nuclei operativi e ottenne risultati importanti, tra cui il ritrovamento del covo di via Monte Nevoso il 1° ottobre 1978, dove fu trovato il primo blocco del memoriale di Moro.
E qui arriviamo al punto che citi tu: quel memoriale (parzialmente ritrovato nel 1978 e completato solo nel 1990) passò di mano in mano, finì anche nelle mani di Andreotti tramite Evangelisti, e alcune parti rimasero “segregate” per anni. Dalla Chiesa lo lesse, lo studiò, e secondo varie testimonianze (tra cui quelle di Imposimato e di alcuni suoi collaboratori) capì subito che conteneva cose esplosive su Gladio, sui servizi, sui rapporti tra Stato e BR.
Poi arriviamo al 1982: nominato Prefetto di Palermo, con moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Ufficialmente ucciso dalla mafia (mandanti di Cosa Nostra, esecutori di Totò Riina) perché stava colpendo duramente i corleonesi e stava per scoprire i loro affari con la droga e gli appalti.
Ma il dubbio che poni tu è legittimo e condiviso da molti studiosi seri:
Perché fu lasciato così isolato a Palermo, con una scorta palesemente inadeguata (una sola auto, pochi uomini)?
Perché proprio mentre stava lavorando su dossier delicatissimi che incrociavano mafia, terrorismo e segreti di Stato?
E perché la sua agenda e alcuni documenti sparirono dopo l’agguato?
Non è dietrologia pura chiedersi se la sua morte sia stata solo mafia o se ci fosse anche chi, dentro lo Stato, aveva interesse a farlo tacere per sempre sui segreti Moro (Gladio, P2, eventuali collusioni o omissioni durante i 55 giorni).
Personalmente penso che le due cose non si escludano: la mafia lo voleva morto per Palermo, ma qualcuno più in alto potrebbe aver “lasciato fare” o addirittura facilitato, sapendo che Dalla Chiesa sapeva troppo su troppi fronti.
È uno di quei casi in cui la versione ufficiale (solo mafia) è vera ma forse incompleta.
Comunque sia lui che la moglie sono stati assassinati nella maniera peggiore che si possa immaginare..
Ho letto che sono stati crivellati di colpi anzi... massacrati dagli AK47...
I volti completamente sfigurati dalle pallottole di un fucile da guerra..
Lì non c'era solo la volontà di ucciderli ma secondo me anche quella di sfregiarli..
Sarebbe bastato un singolo colpo alla testa per eliminarli in maniera "pietosa".......
Insistere con le raffiche anche dopo che erano già evidentemente morti, è fare scempio dei loro corpi..
Devastarli...
Questa è la mafia ma dietro tutto questo per me non c'è solo la mafia.
Quell'uomo sapeva troppe cose.