Conte Jägermeister ha scritto: 22/06/2026, 10:20
Bob, io e Boss abbiamo qualche decade sopra le spalle più di te in termini di anzianità ma anche di esperienza.
E a ragion veduta, proprio perché di acqua sotto i ponti ne abbiamo vista passare, ciò che tu descrivi, per noi, è un "già vissuto" che ci siamo lasciati alle spalle.
Ma ciò non toglie, che le occasioni per determinate "problematiche "possono ripetersi e ripetersi in continuazione.
Ma non per questo, alla mia età (parlo per me ovviamente), mi sono chiuso al mondo o agli altri, per risparmiarmi possibili conseguenze traumatiche.
Sul nostro cammino, troveremo un po' di tutto, e bada bene che ogni persona incontrata, che sia essa un estraneo o qualcuno che entra un po' di più nella nostra vita, ci lascia sempre qualcosa.
Nel bene o nel male.
Chiudersi in una ipotetica "campana di vetro", non serve a preservarsi dalle delusioni.
Le delusioni se devono arrivare, arrivano comunque a prescindere dal tuo "livello di protezione "attuato per evitarle.
Quando poi scrivi di "persone che invidiano, persone che non sanno apprezzare quello che hanno. Persone che parlano male degli altri e che ti ritengono fortunato per quello che hai", qui mi fai tanto pensare al posto di lavoro, perché molto di quello che citi, è un già sentito e vissuto per quello che mi riguarda, proprio nell'ambito lavorativo in passato.
Ma queste cose fanno parte della normalità.
C'è sempre qualcuno nella nostra vita, che sia esso un amico o un conoscente.
Ma potrebbe anche essere un parente perché no.
Che ci vede magari per quello che non siamo, o perché nel suo immaginario, noi stiamo meglio di lui.
Ma se fosse anche così ripeto, è normale.
Non si può fare una selezione matematica delle persone che incontreremo sul nostro cammino appunto perché c'è l'incognita del non sapere.
E meno male che c'è questa incognita mi viene da dire, perché sai che noia incredibile ritrovarsi con persone che ti dicono tutte la stessa e identica cosa?
Amici che non ti dicono mai di no che sono sempre consenzienti in tutto e per tutto.
Dici che non sei più disposto a fare per gli altri, quello che mi pare di capire hai fatto in passato.
Ma ciò che hai fatto in passato lo dovresti lasciare al passato e non usarlo come un metro di misura attivo costantemente sul presente.
Perché così facendo non dai più spazio a nessuno.
Questa tua "sfiducia" nel prossimo, si riflette pesantemente anche sulla tua vita, privandoti della gioia di godere degli altri come normalmente dovrebbe essere.
Questo "filtro" che stai applicando tu credi che ti serva per proteggerti come uno scudo, ma in realtà, ti sta solo barricando in una pseudo "solitudine" fittizia.
Che non ti porta da nessuna parte.
Se hai vissuto male determinate esperienze, prendi ciò che di buono ti hanno insegnato e il resto mettilo da parte per poter andare avanti.
Non si può sempre vivere, pensando a quello che ci è capitato, alla persona negativa che abbiamo incontrato.
Al collega di lavoro che mi ha detto "beato te che puoi questo o quello" ..
All'amico che ci ha deluso, al torto subito ecc ecc..
Stai trasformando la tua vita in un inferno e non te ne stai rendendo neanche conto.
Non puoi isolarti dagli altri e gli altri non possano isolarsi da te.
E attenzione:
Questa tua sfiducia è un coltello a doppia lama.
Da una parte ti fa sempre stare "sul chi vive "nei confronti altrui.
Ma dall'altra, fa si che gli altri "captino" questa tua diffidenza, e la usino per prendere le distanze da te.