Bob107 ha scritto: 22/06/2026, 1:15
Boss Hogg ha scritto: 21/06/2026, 9:26
Sì, le cose sono cambiate, e su questo non ci piove.
C’è stata una frenata chiara, e non è solo colpa del covid o dei social. Le persone sono cambiate.
Però ora ti faccio io una domanda diretta: se tu stesso ammetti che non è più istintivo e naturale condividere come una volta, perché continui a usare proprio questa situazione come giustificazione per chiuderti ancora di più?
Tu dici “io sono il diffidente”, come se fosse una medaglia. Poi chiedi a noi che ancora ci crediamo perché non facciamo abbastanza.
Ma dimmi una cosa: come fai a pretendere che gli altri si aprano e condividano se tu per primo hai già deciso in partenza che tanto vale la pena poco, che è meglio stare leggeri, non rischiare e tenere tutti a distanza?
La condivisione non è mai stata automatica, neanche prima.
Richiedeva (e richiede) sforzo, un minimo di rischio e disponibilità.
Se tutti ragionano come te “io sto sulle mie, poi vediamo” è ovvio che la frenata diventa un blocco totale.
Le persone sono cambiate, sì.
Ma anche tu fai parte di queste persone. E la tua scelta di restare in modalità diffidenza permanente contribuisce esattamente a quel cambiamento che dici di constatare.
La risposta è semplice:
La mia chiusura fondamentalmente è dovuta al fatto che (purtroppo) molte delle persone che ho avuto modo di conoscere, non mi ha "dato niente", al contrario mi ha tolto qualcosa e, di conseguenza, la mia diventa automaticamente una forma di protezione.
Non mi sto vantando per questo. E non ho mica dato consigli o detto che bisogna essere tutti come me?
Quando dico che "siamo" cambiati è perché non penso di essere l'unico. Però io so quali sono i miei motivi, quelli degli altri non posso saperlo.
Voi parlate di condivisione come se, in generale, non fosse mai cambiato niente e vivessimo in una comunità dove ci vogliamo tutti bene. Mentre io sostegno che le persone si sono chiuse di più, per ignoranza, per difesa o per quello che volete. Allora mi viene spontaneo pensare che se fosse davvero come dite, si dovrebbe vedere questa voglia di condivisione reale e non solo virtuale, anche qui su questo forum.
Continuate a dire che mi lamento e pretendo, ma la mia è un'osservazione. Non sto chiedendo nulla e non mi sto lamentando con nessuno.
Io sto ragionando sulla base delle mie esperienze passate e su quello che personalmente non sono più disposto a fare per gli altri, soprattutto per il bene che voglio a me stesso, visto che certe situazioni l'ho vissute male.
TI RIPETO!
Non me ne sto vantando e "in un certo senso" mi dispiace pure, ma se è così, cosa ci devo fare?
Non è che ti posso raccontare tutta la storia della mia vita, per farti comprendere meglio le mie scelte.
Però, quando tu hai fatto e fai ancora sacrifici per raggiungere un pò di benessere e trovi persone sulla tua strada che, secondo te, non sanno più vivere perché non apprezzano quello che hanno, non sanno godersi il presente, si lamentano, sono invidiosi, parlano male degli altri o parlano solo dei loro problemi e pensano sempre che tu sei più fortunato di loro, come se a te le cose vengono regalate e a loro no, a te, non girerebbero le scatole?
Questa è una parte, poi c'è chi si sente superiore ed è pieno di sé, pieno di pregiudizi, che sono ancora peggio.
Alla fine, rimane poco, quel poco sono le persone appunto "chiuse" come me e quelle "belle" con cui hai veramente piacere di condividere ma che sono sempre più rare da trovare.
Bob, io e Boss abbiamo qualche decade sopra le spalle più di te in termini di anzianità ma anche di esperienza.
E a ragion veduta, proprio perché di acqua sotto i ponti ne abbiamo vista passare, ciò che tu descrivi, per noi, è un "già vissuto" che ci siamo lasciati alle spalle.
Ma ciò non toglie, che le occasioni per determinate "problematiche "possono ripetersi e ripetersi in continuazione.
Ma non per questo, alla mia età (parlo per me ovviamente), mi sono chiuso al mondo o agli altri, per risparmiarmi possibili conseguenze traumatiche.
Sul nostro cammino, troveremo un po' di tutto, e bada bene che ogni persona incontrata, che sia essa un estraneo o qualcuno che entra un po' di più nella nostra vita, ci lascia sempre qualcosa.
Nel bene o nel male.
Chiudersi in una ipotetica "campana di vetro", non serve a preservarsi dalle delusioni.
Le delusioni se devono arrivare, arrivano comunque a prescindere dal tuo "livello di protezione "attuato per evitarle.
Quando poi scrivi di "persone che invidiano, persone che non sanno apprezzare quello che hanno. Persone che parlano male degli altri e che ti ritengono fortunato per quello che hai", qui mi fai tanto pensare al posto di lavoro, perché molto di quello che citi, è un già sentito e vissuto per quello che mi riguarda, proprio nell'ambito lavorativo in passato.
Ma queste cose fanno parte della normalità.
C'è sempre qualcuno nella nostra vita, che sia esso un amico o un conoscente.
Ma potrebbe anche essere un parente perché no.
Che ci vede magari per quello che non siamo, o perché nel suo immaginario, noi stiamo meglio di lui.
Ma se fosse anche così ripeto, è normale.
Non si può fare una selezione matematica delle persone che incontreremo sul nostro cammino appunto perché c'è l'incognita del non sapere.
E meno male che c'è questa incognita mi viene da dire, perché sai che noia incredibile ritrovarsi con persone che ti dicono tutte la stessa e identica cosa?
Amici che non ti dicono mai di no che sono sempre consenzienti in tutto e per tutto.
Dici che non sei più disposto a fare per gli altri, quello che mi pare di capire hai fatto in passato.
Ma ciò che hai fatto in passato lo dovresti lasciare al passato e non usarlo come un metro di misura attivo costantemente sul presente.
Perché così facendo non dai più spazio a nessuno.
Questa tua "sfiducia" nel prossimo, si riflette pesantemente anche sulla tua vita, privandoti della gioia di godere degli altri come normalmente dovrebbe essere.
Questo "filtro" che stai applicando tu credi che ti serva per proteggerti come uno scudo, ma in realtà, ti sta solo barricando in una pseudo "solitudine" fittizia.
Che non ti porta da nessuna parte.
Se hai vissuto male determinate esperienze, prendi ciò che di buono ti hanno insegnato e il resto mettilo da parte per poter andare avanti.
Non si può sempre vivere, pensando a quello che ci è capitato, alla persona negativa che abbiamo incontrato.
Al collega di lavoro che mi ha detto "beato te che puoi questo o quello" ..
All'amico che ci ha deluso, al torto subito ecc ecc..
Stai trasformando la tua vita in un inferno e non te ne stai rendendo neanche conto.
Non puoi isolarti dagli altri e gli altri non possano isolarsi da te.
E attenzione:
Questa tua sfiducia è un coltello a doppia lama.
Da una parte ti fa sempre stare "sul chi vive "nei confronti altrui.
Ma dall'altra, fa si che gli altri "captino" questa tua diffidenza, e la usino per prendere le distanze da te.