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Re: Pianeta Custom..
Inviato: 08/06/2026, 20:16
da Conte Jägermeister
Bob107 ha scritto: ieri, 12:08
Boss Hogg ha scritto: ieri, 9:02
Spesso si parla di individualismo, ma non sono convinto che sia sempre quello il problema.
Ho l'impressione che oggi molte persone siano semplicemente più diffidenti. Diffidenti verso chi non conoscono, verso le situazioni impreviste e perfino verso i gesti di aiuto spontanei.
Paradossalmente viviamo in un'epoca in cui siamo tutti più connessi, ma spesso meno disponibili a entrare in contatto reale con gli altri.
E questo inevitabilmente si riflette anche nel mondo delle moto.
La cosa interessante è che fermarsi ad aiutare qualcuno non richiede necessariamente competenze meccaniche. Richiede soprattutto la disponibilità a interrompere il proprio viaggio per qualche minuto e interessarsi a una persona che non conosciamo. Forse è proprio questo che oggi sta diventando raro.
La domanda che mi faccio è un'altra: abbiamo smesso di fermarci perché le persone sono cambiate, oppure le persone sono cambiate perché abbiamo smesso di fermarci?
Perché tra questi due aspetti c'è una differenza enorme, e forse anche una parte della risposta a ciò che stiamo osservando ogni giorno, non solo sulle moto ma nella società in generale.
La tua impressione credo corrisponda alla realtà perché è un pò il pensiero di tutti, me compreso.
Alla tua domanda, penso che la risposta sia la prima e cioè abbiamo smesso di fermarci perché siamo cambiati noi.
C'è sicuramente più diffidenza, forse, in questo caso, non tanto per una questione di paura ma proprio perché dopo il periodo covid è come se fossero stati rivalutati i rapporti con gli altri e tendiamo ad isolarci di più rispetto al passato.
Giusto o non giusto, è la conseguenza della pandemia (e non solo) che ha lasciato il segno e ci ha sicuramente condizionato.
Sai che non sono del tutto convinto che sia stato soltanto il Covid?
Secondo me la pandemia ha accelerato un processo che era già iniziato da tempo.
Già prima vedevo persone sempre più chiuse nelle proprie cerchie, meno disponibili a conoscere qualcuno per caso e più abituate a vivere rapporti filtrati da schermi, gruppi e social.
Forse il Covid ha semplicemente reso più evidente qualcosa che stava già cambiando sotto i nostri occhi.
La cosa che mi fa riflettere è che oggi siamo probabilmente più informati, più connessi e più raggiungibili che in qualsiasi altro momento della storia, eppure spesso facciamo più fatica a creare rapporti spontanei e genuini.
Per questo credo che fermarsi ad aiutare qualcuno, che sia un motociclista o meno, abbia oggi un valore persino maggiore rispetto a trent'anni fa. È un gesto piccolo, ma va controcorrente rispetto ai tempi che stiamo vivendo.
Re: Pianeta Custom..
Inviato: 09/06/2026, 11:54
da Boss Hogg
Alla fine questo argomento è come un "cane che si morde la coda"..
Stiamo girando su noi stessi.
Volendo essere un po' più crudo..
Nonostante io sia pienamente d'accordo, sul fatto che determinate situazioni oggi non si possono più ripetere e tantomeno replicare, ma solamente ricordare, non significa che la "baracca" coi suoi carri vada avanti lo stesso.
Tutto cambia e si ridimensiona con il tempo.
Se volete credere che la gente è cambiata per la pandemia o per quello che ci hanno fatto credere tale, fatelo pure.
Ma in realtà la gente, la società, cambia col passare degli anni continuamente.
È un dato di fatto.
Se oggi più nessuno si ferma ad aiutare un motociclista fermo sul lato della strada, è perché non c'è proprio più nessun motociclista da aiutare.
Le moto sono diventate talmente precise e perfette sotto certi aspetti che difficilmente le trovi in panne da qualche parte.
E credo che più nessuno vada in giro con gli attrezzi, ad eccezione del sottoscritto e di quelli come me o della mia stessa età.
Abituati come eravamo un tempo a metterci le mani se succedeva qualcosa.
Oggi si prende in mano il telefono si chiama e si risolve fine.
Sulla questione "diffidenza" bisognerebbe aprire un capitolo a parte.
Ma la diffidenza non è una cosa dei giorni nostri, la diffidenza c'è sempre stata.
Magari non come oggi ma comunque c'era.
Perché allora non si spiega come mai la prima volta che ho indossato un giubbotto di pelle e me ne sono andato in giro per il paesello, tutti mi guardavano in modo strano..
Perché alla gente non piace la diversità.
Il perbenismo dilagante che c'era anche un tempo, faceva sì che le critiche e i giudizi o pregiudizi che fossero, venissero espressi sottovoce dietro le tende delle finestre.
E mai direttamente.
Perciò non è che il passato sia questo posto bellissimo, dove tutto era fantastico stupendo la gente era più buona, e si viveva felici e beati nel nostro bozzolo..
E il mondo dei motociclisti, questo virtuoso mondo di "eroi" da quale parte del "fumetto" è uscito?
Visto che il tema è "mondo custom", incominciamo col dire che l'elite di cui si fa menzione spesso è partita proprio da Milano.
E non è nata per tutti, ma è nata inizialmente per scopi puramente economici, di business e non certo perché c'era un "credo".
Chi doveva fruirne erano i ricchi o i figli di questi ultimi.
I figli ricchi della Milano degli anni 80.
Harley che in America, veniva guidata da personaggi che sembravano dei barboni, zeppi di tatuaggi e con facce assolutamente molto poco raccomandabili.
Qui è stata trasformata con grande abilità, in "desiderio ludico per giovani rampolli".
Perché dietro a tanta ricchezza, c'era chi si annoiava e non c'è miglior cosa di un ricco annoiato che cerca nuovi giocattoli.
Questo è il passato.
È la genesi di tutto ciò non ci offre uno scorcio su un mondo di libertà su due ruote, ma classismo ed emarginazione per chi tutto questo non se lo poteva permettere.
Ma per fortuna la gente in moto ci andava lo stesso perché non aveva bisogno di guidare un Harley per forza di cose.
Il passato non era "il paradiso terrestre dei motociclisti illuminati", ma qualcosa di molto più terreno e pratico.