Perché HARLEY DAVIDSON

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Boss Hogg
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Conte Jägermeister ha scritto: 28/01/2026, 22:24
Carbonkio ha scritto: 28/01/2026, 12:10 Eccomi
56.000 km.
ora la moto è ferma perchè piove ormai quasi ininterrottamente da dicembre scorso e sto facendo rivestire la sella.
Ma, come dicevo, conto entro l'anno di fare la distribuzione.
Grazie :risoebete:


A 56.000 km ci stai arrivando nel momento “giusto”, né in anticipo né tardi.
Sui 1690 i pattini della distribuzione sono proprio il punto da tenere d’occhio e fare il lavoro ora è una scelta sensata, soprattutto se la moto è ferma e non hai fretta.
La cascata di ingranaggi è una soluzione definitiva: togli catene e pattini e ti metti al riparo per sempre da quel problema lì. L’unica vera cosa da verificare prima è che il runout dell’albero motore rientri nei valori corretti, perché con gli ingranaggi non si scherza. Se è a posto, vai tranquillo.
In alternativa, se vuoi restare un filo più “soft”, anche il passaggio ai tenditori idraulici è già un bel passo avanti rispetto all’originale, ma non è eterno come gli ingranaggi.
Visto il chilometraggio e visto che ci stai già pensando, io direi che stai facendo la cosa giusta nel momento giusto. Poi dipende sempre da quanto vuoi investire adesso e da quanto vuoi stare sereno in futuro 😉


La cascata di ingranaggi è una gran soluzione, solida e duratura, ma sulle Harley come ti hanno scritto, va valutata con attenzione. Il punto critico è l’albero motore: deve essere perfettamente in asse. Se non lo è, gli ingranaggi diventano rumorosi e possono creare problemi nel tempo. Ecco perché non è una modifica così diffusa: non è plug & play.
La cascata ha senso se vuoi tenere la moto a vita, sei disposto a spendere di più e fai prima le misurazioni giuste. La catena, se fatta bene, non è affatto una soluzione scadente: il vero limite Harley erano i vecchi pattini in plastica.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Palmambrogio ha scritto: 30/01/2026, 10:18 Perbacco, la scelta della distribuzione a cascata di ingranaggi l'ho vista fare ben poche volte su una motocicletta di modello Harley Davidson.
Proprio per il discorso dell'albero motore che deve essere dritto come un fuso altrimenti sballa tutto...
È certamente una scelta che dura nel tempo però se guardiamo la durata della distribuzione originale, se un motociclista fa 10.000 km all'anno per modo di dire, la deve fare dopo 6/7 anni di utilizzo.
Onestamente non so dire con certezza con la distribuzione a cascata di ingranaggi se non la si deve più guardare per sempre..
Perché qui entriamo in un campo di competenza specifica che non è certamente il mio.
Va anche detto che in ambiente motociclistico la distribuzione a cascata di ingranaggi non è così utilizzata come sembrerebbe.
Perché è costosa e un po' rumorosa.
Mi sembra di rammentare che le motociclette Indian sono le uniche bicilindriche di grossa cubatura ad utilizzarla.
Neanche la famosa e longeva motocicletta Honda Goldwing ce l'ha.
La Honda Goldwing per quello che so, ha una efficientissima doppia catena di distribuzione.
Una per bancata.
Montate sui due assi a camme di cui la motocicletta è dotata.
Un asse per bancata essendo un motore boxer.
Ma la sua architettura e costruzione la rendono praticamente eterna.
Molti hanno portato a fine vita la propria motocicletta senza dovergli mai mettere mano.
Anche altre motociclette del segmento sportivo e super sportivo, Honda e Kawasaki hanno la catena di distribuzione.
Non è una scelta illogica se fatta bene.
Chiaramente l'incastro degli ingranaggi è un'altra cosa ma comporta più peso a volte e come ho già detto, costi di produzione maggiori.

:ok:


Il paragone con altre moto, tipo la Goldwing, è corretto solo fino a un certo punto. Lì non è la catena a fare la differenza, ma l’insieme del progetto: architettura del motore, regimi di rotazione, carichi sulla distribuzione, lubrificazione e soprattutto come vengono gestite le tensioni nel tempo. La Goldwing usa catene, sì, ma lavora con regimi, masse e sollecitazioni completamente diverse da un V-Twin Harley, ed è pensata fin dall’inizio per macinare chilometri senza mai essere aperta.
Lo stesso vale per molte Honda o Kawasaki sportive: catena di distribuzione, ma materiali, guidacatena, tensionatori e tolleranze sono studiati per girare alti di giri e durare a lungo. Non è la “soluzione tecnica” in sé a essere eterna, è quanto è coerente con il motore su cui viene montata.
Harley storicamente ha fatto un’altra scelta: motori lenti, tanta coppia, tanta inerzia, e una distribuzione semplice ma che richiede controlli. Non è un difetto concettuale, è una filosofia diversa. Il problema nasce quando si fa il confronto diretto senza considerare che quei motori nascono per fare cose diverse, anche se sulla carta “sono tutte catene”.
In sintesi: non esiste una distribuzione giusta in assoluto. Esiste quella giusta per quel motore, per come è costruito e per come viene usato. E lì Harley, nel bene e nel male, ha sempre seguito una strada tutta sua.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da simonee »

Si però la distribuzione HD è semplicissima da sottoporre a manutenzione.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da simonee »

Carbonkio ha scritto: 27/01/2026, 12:10
Boss Hogg ha scritto: 26/01/2026, 9:51
Palmambrogio ha scritto: 25/01/2026, 22:01


Mio caro amico, siano benvenuti i rompicoglioni come te, perché così facendo si alimenta la discussione e tutto diventa più bello e più interessante perbacco! :ok:
Detto questo analizziamo quanto da te scritto cercando di fare un po' di chiarezza per quello che posso a quest'ora della sera, essendo in piena digestione e quindi con il cervello che lavora al minimo sindacale.
E dunque..
Hai scritto che il tuo amico possiede una motocicletta in cilindrata 1450 e una più recente da 107.
Al tuo amico mi par d aver capito, che gli è saltato un pattino del tutto, danneggiando la pompa dell'olio se dico male ti prego di correggermi alla tua prossima risposta.
E andando a disperdere plastica in giro per il motore.
Se gli hanno ripreso il motore per i capelli è stato anche fortunato perbacco, perché quando va in circolo la sgretolatura di quei pattini lì, difficilmente si recupera qualcosa di buono. A meno di non rifare buona parte del motore....
Che poi i cuscinetti detti gabbia a rulli degli assi a camme, sul motore 107 e quindi il nuovo motore Milwaukee eight, siano gli stessi che montava il mio 1450 mi sorprende non da poco!
Io a suo tempo li feci di sostituire con i longevi o quasi eterni Timken. Che non hanno internamente la gabbia a rulli ma solo la parte detta "ad aghi".
Quelli sono i migliori che ci sono in circolazione.
Se poi esistono altre marche migliori abbiate pazienza ma è da un po' che sono fuori dal giro.
Purtroppo la tipologia di distribuzione del motore twin cam modello 1450 è simile per certi versi a quella di una motocicletta Moto Guzzi V7 di qualche anno fa.
Distribuzione a catena con pattini tenditori.
Logicamente tutte le altre moto utilizzano la più longeva ed eterna distribuzione a cascata di ingranaggi.
La distribuzione del motore Harley Davidson è fondamentalmente molto semplice.
Abbiamo questa piastra ancorata all'interno del carter destro al basamento del motore dove ci sono due ingranaggi su cui gira una catena.
Questa catena è tenuta in tensione da un pattino montato sulla sinistra.
Questo pattino lo si vede subito appena si smonta il coperchio ma non è indicatore dello stato della distribuzione perché ce n'è un altro che è proprio dietro la piastra e non si vede.
Quel pattino è posizionato proprio sotto la catena che gira sui due assi a camme.
Quello è il pattino peggiore che non si vede e per poterlo ispezionare o si smonta la distribuzione con le punterie e bisogna anche aprire le teste, oppure si usa uno di quei sondini telecamera che posizionato in un certo modo con la sua illuminazione a led , permette al meccanico di constatare lo stato di usura del pattino posteriore.
Diciamo che questi pattini tenditori su una motocicletta 1450 anno una durata che si aggira intorno ai 60.000 / 75.000 km con uno sforo rischioso di 80.000 km.
Ma già a 60.000 km se andate a controllare lo stato di questi pattini, potrebbero esserci delle strisciature o dei buchini detti "vaiolature".
Un po' come i buchini che si possono trovare nel formaggio groviera ma non così grossi.
Perché il pattino tenditore può diventare pericoloso?
Perché se lascio passare i 60.000 km e non mi curo e non mi preoccupo di controllare lo stato di usura di questi ultimi, col tempo possono incominciare a formare delle crepe e nella peggiore delle ipotesi, spargere pezzettini di varia misura di plastica all'interno del basamento andando ad intasare il filtro dell'olio, la pompa dell'olio e anche i fori dei percorsi che fa l'olio per raggiungere le varie parti del motore.
E tutto questo va ad incidere pesantemente sulla lubrificazione..
I nuovi motori per certo, hanno i tenditori col sistema idraulico.
Ma comunque esistono vari kit per migliorare la distribuzione da pattini con la molla a pattini a sistema idraulico.
C'è un passaggio successivo più costoso che non molti fanno, ma che però garantisce una distribuzione eterna senza dover più fare il controllo o la sostituzione ai 60.000 km eccetera.
Ed è quella di togliere le catene sia quella della parte frontale della piastra che sta sull'ingranaggio assi a camme e su quello dell'albero motore, con due ingranaggi che si incastrano tra di loro.
E scompare anche la catena detta a braccialetto che collega i due assi a camme.
Sostituita da due ingranaggi.
Se ho dimenticato qualcosa abbiate pazienza ma la digestione è ancora in corso e il caffè mi sta dando una notevole mano. :stelline:
Così facendo scompaiono definitivamente anche i pattini tenditori.
In questa maniera otteniamo una moderna distribuzione ad ingranaggi come la maggior parte delle motociclette moderne.
I costi sono certamente più elevati.
C'è un po' di rumorosità in più dicono, ma se volete garantita la vostra serenità perpetua, questa sembra essere l'unica soluzione.
Questo miglioramento c'è senz'altro anche sui modelli di cubatura 107 che non avendo più i due assi a camme ma soltanto uno solo dovrebbe risultare teoricamente più semplice.
Purtroppo sono cose che possono succedere e su queste motociclette vanno rispettati i controlli tabellari.
Utilizzare nei motori in cilindrata 1450 un buon olio semi sintetico e sui motori nuovi un olio sintetico di qualità.
Harley Davidson non fa questo soltanto per economia... Perché ovviamente l'economia c'è sempre da una parte o dall'altra, ma è un sistema che utilizza da tempo che gli ha sempre garantito un funzionamento ottimale a patto di rispettare le giuste scadenze chilometriche. :ok:



Quando un pattino tenditore cede del tutto e va a toccare la pompa dell’olio, significa che non si parla più di semplice usura, ma di una distribuzione che ha lavorato oltre il suo limite strutturale.
Il punto chiave è sempre lo stesso: i pattini non sono tutti uguali come stress, ma vengono spesso trattati come se lo fossero. Il pattino anteriore lavora su una catena più lunga, con velocità periferica più bassa e carichi più “dolci”. Quello posteriore, invece, lavora sulla catena che collega le due camme, quindi su una corsa più corta e con un numero di cicli nettamente superiore. Tradotto: gira di più, scalda di più e si consuma prima. Ed è anche quello che non vedi se non smonti la piastra.
È per questo che il controllo “visivo” rapido può essere fuorviante: puoi avere il pattino frontale ancora dignitoso e quello posteriore già in fase di delaminazione o microfrattura. Quando inizia a sgretolarsi, la plastica non fa danni solo meccanici, ma compromette direttamente il sistema di lubrificazione: filtro, pompa dell’olio e, nei casi peggiori, i passaggi nel basamento.
Sui cuscinetti degli assi a camme, il discorso è altrettanto delicato. I cuscinetti a rulli con gabbia lavorano bene finché restano integri, ma hanno un limite strutturale: la gabbia è un punto debole. Quando cede, non si parla più di usura progressiva ma di cedimento improvviso, e i frammenti metallici diventano corpi estranei che girano nel motore. I Timken conici, invece, lavorano per rotolamento puro, senza gabbia, e distribuiscono meglio i carichi radiali e assiali. Non sono “magici”, ma sono decisamente più tolleranti nel lungo periodo.
Il passaggio ai tenditori idraulici sui Twin Cam più recenti ha migliorato la gestione della tensione della catena, ma non ha eliminato il concetto di pattino. La plastica resta lì, semplicemente lavora in modo più controllato. È una soluzione più raffinata, non definitiva.
La distribuzione ad ingranaggi, invece, è l’unica che elimina alla radice il problema: niente catene, niente pattini, niente materiale di consumo. Però è una soluzione che pretende un albero motore perfettamente in asse. Se c’è anche solo un minimo di svirgolamento, gli ingranaggi lo pagano in rumorosità e usura. Ed è il vero motivo per cui Harley non l’ha mai adottata di serie: non è tollerante agli errori di produzione o all’usura del manovellismo.
Sul Milwaukee Eight 107, va fatta chiarezza: non è un Twin Cam aggiornato. È un motore diverso, con una sola camma, catena più corta, tenditore idraulico e circuito dell’olio rivisto. La distribuzione resta a catena, ma il numero di componenti critici è inferiore e le sollecitazioni sono più contenute. Questo non lo rende immortale, ma lo rende meno fragile per progetto.
Ed è qui che nasce la vera riflessione tecnica: Harley ha introdotto elettronica, controlli di trazione, mappe, ride by wire… ma ha continuato a portarsi dietro una distribuzione che richiede manutenzione preventiva e conoscenza meccanica. Non è sbagliato in assoluto, ma è incoerente se la si confronta con il livello di modernità che il resto della moto vuole comunicare.
Il motore Harley funziona bene, anche molto bene, se viene trattato per quello che è. Il problema nasce quando lo si considera eterno per definizione, mentre in realtà ha dei punti precisi che vanno conosciuti, controllati e se serve, migliorati.

:occhiolino:
Ho letto con interesse e vi chiedo: entro l'anno dovrò rivedere la distribuzione della mia Ultra 1690 e pensavo proprio di montarne una a cascata di ingranaggi, che ne pensate?
Non c'è nessun vantaggio nella distribuzione a cascata di ingranaggi su HD, in compenso costa molto di più ed è pure rumorosa.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

simonee ha scritto: ieri, 0:02

Non c'è nessun vantaggio nella distribuzione a cascata di ingranaggi su HD, in compenso costa molto di più ed è pure rumorosa.


Il vantaggio c’è, ed è uno solo ma enorme: l’affidabilità nel tempo.
La cascata di ingranaggi elimina catene, pattini e tenditori, cioè esattamente le parti che sui Twin Cam (e affini) sappiamo essere le più delicate. Meno componenti soggetti a usura, meno cose che possono rompersi e soprattutto niente plastica che gira nel motore.
Ma non è una scelta “inutile”: è una scelta radicale.
O accetti di controllare e rifare la distribuzione ogni tot km, oppure spendi di più una volta e dormi tranquillo. Fine.
Il punto è che non serve a tutti.
Su una moto stock, usata normalmente, la distribuzione originale fa il suo lavoro se controllata.
Su un motore che deve durare tanto, magari con camme diverse o uso intenso, la cascata di ingranaggi ha un senso eccome.
Quindi sì: non è la panacea universale, non è silenziosa, non è economica.
Ma dire che non porta nessun vantaggio significa ignorare il problema che risolve.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

simonee ha scritto: ieri, 0:00 Si però la distribuzione HD è semplicissima da sottoporre a manutenzione.


La distribuzione Harley è progettata bene dal punto di vista della manutenzione: accessibile, logica, senza dover smontare mezzo motore.
Detto questo, ha costi periodici inevitabili: controlli, pattini, cuscinetti, manodopera.
Quindi sì, è semplice… ma va mantenuta nei tempi giusti e messa a budget.
Chi non vuole scadenze paga prima (ingranaggi), chi resta sull’originale paga nel tempo.
Meccanicamente è solo una scelta di filosofia, non di miracoli.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Balengo »

Conte Jägermeister ha scritto: ieri, 8:48
simonee ha scritto: ieri, 0:02

Non c'è nessun vantaggio nella distribuzione a cascata di ingranaggi su HD, in compenso costa molto di più ed è pure rumorosa.


Il vantaggio c’è, ed è uno solo ma enorme: l’affidabilità nel tempo.
La cascata di ingranaggi elimina catene, pattini e tenditori, cioè esattamente le parti che sui Twin Cam (e affini) sappiamo essere le più delicate. Meno componenti soggetti a usura, meno cose che possono rompersi e soprattutto niente plastica che gira nel motore.
Ma non è una scelta “inutile”: è una scelta radicale.
O accetti di controllare e rifare la distribuzione ogni tot km, oppure spendi di più una volta e dormi tranquillo. Fine.
Il punto è che non serve a tutti.
Su una moto stock, usata normalmente, la distribuzione originale fa il suo lavoro se controllata.
Su un motore che deve durare tanto, magari con camme diverse o uso intenso, la cascata di ingranaggi ha un senso eccome.
Quindi sì: non è la panacea universale, non è silenziosa, non è economica.
Ma dire che non porta nessun vantaggio significa ignorare il problema che risolve.

Ma vantaggi a parte, perché uno dovrebbe cambiare sistema di distribuzione (a spese sue) su un progetto, che e' evidente non e' fatto per durare??
Mi sembra comunque una cazzata......
Il fatto che ci siano moto come il Goldwing, che da quello che scrivete (e ho letto), ha una distribuzione eterna, ci fa capire che e' possibile ottenere questo risultato.
Adeguarsi no?......
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Balengo »

simonee ha scritto: ieri, 0:00 Si però la distribuzione HD è semplicissima da sottoporre a manutenzione.

Si certo, se vai da un meccanico non ufficiale. Falla smontare o controllare in un dealer e poi ne riparliamo..
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da simonee »

Conte Jägermeister ha scritto: ieri, 8:48
simonee ha scritto: ieri, 0:02

Non c'è nessun vantaggio nella distribuzione a cascata di ingranaggi su HD, in compenso costa molto di più ed è pure rumorosa.


Il vantaggio c’è, ed è uno solo ma enorme: l’affidabilità nel tempo.
La cascata di ingranaggi elimina catene, pattini e tenditori, cioè esattamente le parti che sui Twin Cam (e affini) sappiamo essere le più delicate. Meno componenti soggetti a usura, meno cose che possono rompersi e soprattutto niente plastica che gira nel motore.
Ma non è una scelta “inutile”: è una scelta radicale.
O accetti di controllare e rifare la distribuzione ogni tot km, oppure spendi di più una volta e dormi tranquillo. Fine.
Il punto è che non serve a tutti.
Su una moto stock, usata normalmente, la distribuzione originale fa il suo lavoro se controllata.
Su un motore che deve durare tanto, magari con camme diverse o uso intenso, la cascata di ingranaggi ha un senso eccome.
Quindi sì: non è la panacea universale, non è silenziosa, non è economica.
Ma dire che non porta nessun vantaggio significa ignorare il problema che risolve.

No, l'affidabilità nel tempo è solo una leggenda metropolitana.
Si tratta di ingranaggi che in quanto tali si usurano così come qualsiasi altro componente meccanico, con l'aggravante, come hanno fatto notare altri, che hanno tolleranze molto strette che se non registrate e controllate a dovere creano più danno che beneficio.
Tutto il resto è marketing.
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Re: Perché HARLEY DAVIDSON

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Conte Jägermeister ha scritto: ieri, 8:53
simonee ha scritto: ieri, 0:00 Si però la distribuzione HD è semplicissima da sottoporre a manutenzione.


La distribuzione Harley è progettata bene dal punto di vista della manutenzione: accessibile, logica, senza dover smontare mezzo motore.
Detto questo, ha costi periodici inevitabili: controlli, pattini, cuscinetti, manodopera.
Quindi sì, è semplice… ma va mantenuta nei tempi giusti e messa a budget.
Chi non vuole scadenze paga prima (ingranaggi), chi resta sull’originale paga nel tempo.
Meccanicamente è solo una scelta di filosofia, non di miracoli.
Ribadisco quanto detto sopra, qualsiasi sistema meccanico necessita di manutenzione e quindi di costi, salvo che qualcuno non abbia scoperto qualche materiale miracoloso con cui realizzare certi ingranaggi.
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