Perché HARLEY DAVIDSON

Discussioni generali intorno alle moto e i biker, discorsi da bar...
Avatar utente
Palmambrogio
Messaggi: 12809
Iscritto il: 19/06/2018, 14:56
Modello: Attualmente smotato......ma precedentemente Electra Glide 1450
Località: Zermatt (CH) - HARLEY DAVIDSON ELECTRA GLIDE 1450

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Palmambrogio »

Carbonkio ha scritto: 23/01/2026, 9:39 Buongiorno a tutti.

Io non ho avuto il "piacere" di conoscere Carlo Talamo, ma una cosa è certa non è stato lui o la Numero Uno a vendermi il sogno.
E' innegabile che sia stato a suo modo un genio, leggevo su Freeway le sue pubblicità/poesie sorridendo perchè a me bastava il Ciao da bocia per vivere avventure come Yanez (cit. Baustelle :risoebete: ), figuratevi se avessi avuto la moto dei miei sogni.
Vi racconto come è andato l'acquisto della mia prima HD.
La prima volta che sono entrato a curiosare in una concessionaria Harley, allora qua si chiamava Americana, mi hanno quasi schifato. Ricordo benissimo, era il mese di Luglio e uno dei titolari guardandomi dall'alto in basso, anche se più nano di me, provò a vendermi una 883 usatissima al prezzo del nuovo.
L'ho odiato dal primo minuto: primo perchè faceva il Talamo de noartri, secondo perchè mi snobbava proprio (o ero io che snobbavo lui?) e terzo perchè io avevo già in testa da anni ciò che sognavo.
Mentre quello bla bla bla mi guardavo intorno e d'un tratto quello che volevo era lì, in una foto appesa al muro, un Fatboy grigio e nero. Saluto e esco seguito da neanche tanto sommessi commenti tipo pezzentone ecc. ecc.
A Novembre mi ripresento, mi riconoscono e nuovamente mi snobbano, ve ne rendete conto? Allora indico la foto sul muro e dico: voglio quella!!!
Subito tutti intorno a me.
Mi dicono che avevano a disposizione altri colori bellissimissimi, che questo, che quello...
Voglio quellaaaaa!!! e faccio per andarmene.
Naturalmente per non perdere un cliente sono stato alla fine accontentato, ma mi hanno rivisto solo per i tagliandi obbligatori :ciao: :ciao:
E' ancora con me :cuore:
Immagine


Mio caro amico, mi devi scusare se non tengo mai a mente i nomi, ma ci tengo a rispondere al tuo messaggio perché giustamente mi riporta alla mente fatti accaduti.
Purtroppo il cambiamento in negativo delle concessionarie di motociclette Harley Davidson nel tempo, è prettamente sintomatico di un'epoca che non è più la stessa e di una forma di educazione e di rispetto che viene sempre più a mancare...
Qui non dico che bisogna fare i bigotti della sua situazione, ma nemmeno essere troppo larghi di manica e concedere a questi personaggi, il lusso di trattare le persone come fossero pezzi da piedi..
Ma è evidente che nonostante il tempo queste cose purtroppo accadono ancora e forse, accadranno sempre.
La colpa della nomea che le motociclette Harley Davidson molto spesso si sono fatte, è da attribuirsi a questi cosiddetti "bottegai" (con tutto il più grande rispetto per i veri bottegai), che si spacciano per professionisti della vendita all'interno delle loro luminose vetrine adorne di motociclette..
Bisogna trattarli come si meritano quando si capisce che si stanno comportando male.
E poi Non dimenticatevi che una letterina scritta ad Harley Davidson Italia magari non farà la differenza, però certamente proprio tanto bene non gli fa. :ok:
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
Avatar utente
Palmambrogio
Messaggi: 12809
Iscritto il: 19/06/2018, 14:56
Modello: Attualmente smotato......ma precedentemente Electra Glide 1450
Località: Zermatt (CH) - HARLEY DAVIDSON ELECTRA GLIDE 1450

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Palmambrogio »

Balengo ha scritto: 25/01/2026, 18:13 L'esperienza della Numero Uno per chi l'ha vissuta deve essere stata davvero interessante e da quello che leggo e' un pezzo di storia di molto di voi.
Ma io voglio fare il rompicoglioni di turno, e discutere di un fatto che per me è scandaloso:
La distribuzione delle Harley in generale....
Ma e' possibile che nel 2026 sul motore M8 i cuscinetti lato basamento sono ancora quella merda dei "gabbia a rulli" che e' risaputo sono i peggiori in assoluto ed erano montati sui motori precedenti tipo il 1450 ecc...
Parlate tanto di modernità ma a quanto pare sono solo centraline e porcherie elettroniche...
Poi dentro al motore "vecchiume" che su una moto moderna e con quei costi è intollerabile...
Un mio amico che ha sia una 1450 di 25 anni fa, sia un 107, col 107 ha avuto problemi alla pompa dell'olio perché uno di quei pattini tensionatori si e' sbriciolato nel basamento, e ha sparso plastica in giro tappando filtro olio e relativi passaggi.....
Per fortuna e' stato preso in tempo e ha salvato il salvabile, altrimenti buttava il motore nel cesso...
In officina hanno detto che purtroppo la causa è un difetto della plastica "cinese" di cui e' fatto il pattino..
E' di queste cose che bisogna parlare.
Anche il 1450 se non lo tieni d'occhio così mi e' stato detto, già a 60.000 km sei in giro col panico che sei arrivato a fine vita dei pattini della distribuzione..
A livello di progettazione, non lo si può proprio considerare roba da "geni" della meccanica.....
Io non sono un esperto ma col tempo e leggendo mi sto facendo una cultura.
Harley "grida" modernità ma intanto nei motori di moderno non ha messo neanche un bullone....
Ragioniamo su questo....


Mio caro amico, siano benvenuti i rompicoglioni come te, perché così facendo si alimenta la discussione e tutto diventa più bello e più interessante perbacco! :ok:
Detto questo analizziamo quanto da te scritto cercando di fare un po' di chiarezza per quello che posso a quest'ora della sera, essendo in piena digestione e quindi con il cervello che lavora al minimo sindacale.
E dunque..
Hai scritto che il tuo amico possiede una motocicletta in cilindrata 1450 e una più recente da 107.
Al tuo amico mi par d aver capito, che gli è saltato un pattino del tutto, danneggiando la pompa dell'olio se dico male ti prego di correggermi alla tua prossima risposta.
E andando a disperdere plastica in giro per il motore.
Se gli hanno ripreso il motore per i capelli è stato anche fortunato perbacco, perché quando va in circolo la sgretolatura di quei pattini lì, difficilmente si recupera qualcosa di buono. A meno di non rifare buona parte del motore....
Che poi i cuscinetti detti gabbia a rulli degli assi a camme, sul motore 107 e quindi il nuovo motore Milwaukee eight, siano gli stessi che montava il mio 1450 mi sorprende non da poco!
Io a suo tempo li feci di sostituire con i longevi o quasi eterni Timken. Che non hanno internamente la gabbia a rulli ma solo la parte detta "ad aghi".
Quelli sono i migliori che ci sono in circolazione.
Se poi esistono altre marche migliori abbiate pazienza ma è da un po' che sono fuori dal giro.
Purtroppo la tipologia di distribuzione del motore twin cam modello 1450 è simile per certi versi a quella di una motocicletta Moto Guzzi V7 di qualche anno fa.
Distribuzione a catena con pattini tenditori.
Logicamente tutte le altre moto utilizzano la più longeva ed eterna distribuzione a cascata di ingranaggi.
La distribuzione del motore Harley Davidson è fondamentalmente molto semplice.
Abbiamo questa piastra ancorata all'interno del carter destro al basamento del motore dove ci sono due ingranaggi su cui gira una catena.
Questa catena è tenuta in tensione da un pattino montato sulla sinistra.
Questo pattino lo si vede subito appena si smonta il coperchio ma non è indicatore dello stato della distribuzione perché ce n'è un altro che è proprio dietro la piastra e non si vede.
Quel pattino è posizionato proprio sotto la catena che gira sui due assi a camme.
Quello è il pattino peggiore che non si vede e per poterlo ispezionare o si smonta la distribuzione con le punterie e bisogna anche aprire le teste, oppure si usa uno di quei sondini telecamera che posizionato in un certo modo con la sua illuminazione a led , permette al meccanico di constatare lo stato di usura del pattino posteriore.
Diciamo che questi pattini tenditori su una motocicletta 1450 anno una durata che si aggira intorno ai 60.000 / 75.000 km con uno sforo rischioso di 80.000 km.
Ma già a 60.000 km se andate a controllare lo stato di questi pattini, potrebbero esserci delle strisciature o dei buchini detti "vaiolature".
Un po' come i buchini che si possono trovare nel formaggio groviera ma non così grossi.
Perché il pattino tenditore può diventare pericoloso?
Perché se lascio passare i 60.000 km e non mi curo e non mi preoccupo di controllare lo stato di usura di questi ultimi, col tempo possono incominciare a formare delle crepe e nella peggiore delle ipotesi, spargere pezzettini di varia misura di plastica all'interno del basamento andando ad intasare il filtro dell'olio, la pompa dell'olio e anche i fori dei percorsi che fa l'olio per raggiungere le varie parti del motore.
E tutto questo va ad incidere pesantemente sulla lubrificazione..
I nuovi motori per certo, hanno i tenditori col sistema idraulico.
Ma comunque esistono vari kit per migliorare la distribuzione da pattini con la molla a pattini a sistema idraulico.
C'è un passaggio successivo più costoso che non molti fanno, ma che però garantisce una distribuzione eterna senza dover più fare il controllo o la sostituzione ai 60.000 km eccetera.
Ed è quella di togliere le catene sia quella della parte frontale della piastra che sta sull'ingranaggio assi a camme e su quello dell'albero motore, con due ingranaggi che si incastrano tra di loro.
E scompare anche la catena detta a braccialetto che collega i due assi a camme.
Sostituita da due ingranaggi.
Se ho dimenticato qualcosa abbiate pazienza ma la digestione è ancora in corso e il caffè mi sta dando una notevole mano. :stelline:
Così facendo scompaiono definitivamente anche i pattini tenditori.
In questa maniera otteniamo una moderna distribuzione ad ingranaggi come la maggior parte delle motociclette moderne.
I costi sono certamente più elevati.
C'è un po' di rumorosità in più dicono, ma se volete garantita la vostra serenità perpetua, questa sembra essere l'unica soluzione.
Questo miglioramento c'è senz'altro anche sui modelli di cubatura 107 che non avendo più i due assi a camme ma soltanto uno solo dovrebbe risultare teoricamente più semplice.
Purtroppo sono cose che possono succedere e su queste motociclette vanno rispettati i controlli tabellari.
Utilizzare nei motori in cilindrata 1450 un buon olio semi sintetico e sui motori nuovi un olio sintetico di qualità.
Harley Davidson non fa questo soltanto per economia... Perché ovviamente l'economia c'è sempre da una parte o dall'altra, ma è un sistema che utilizza da tempo che gli ha sempre garantito un funzionamento ottimale a patto di rispettare le giuste scadenze chilometriche. :ok:
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
Boss Hogg
Messaggi: 105
Iscritto il: 03/09/2022, 23:13
Modello: Harley Davidson Cross Bones

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Balengo ha scritto: 25/01/2026, 18:13 L'esperienza della Numero Uno per chi l'ha vissuta deve essere stata davvero interessante e da quello che leggo e' un pezzo di storia di molto di voi.
Ma io voglio fare il rompicoglioni di turno, e discutere di un fatto che per me è scandaloso:
La distribuzione delle Harley in generale....
Ma e' possibile che nel 2026 sul motore M8 i cuscinetti lato basamento sono ancora quella merda dei "gabbia a rulli" che e' risaputo sono i peggiori in assoluto ed erano montati sui motori precedenti tipo il 1450 ecc...
Parlate tanto di modernità ma a quanto pare sono solo centraline e porcherie elettroniche...
Poi dentro al motore "vecchiume" che su una moto moderna e con quei costi è intollerabile...
Un mio amico che ha sia una 1450 di 25 anni fa, sia un 107, col 107 ha avuto problemi alla pompa dell'olio perché uno di quei pattini tensionatori si e' sbriciolato nel basamento, e ha sparso plastica in giro tappando filtro olio e relativi passaggi.....
Per fortuna e' stato preso in tempo e ha salvato il salvabile, altrimenti buttava il motore nel cesso...
In officina hanno detto che purtroppo la causa è un difetto della plastica "cinese" di cui e' fatto il pattino..
E' di queste cose che bisogna parlare.
Anche il 1450 se non lo tieni d'occhio così mi e' stato detto, già a 60.000 km sei in giro col panico che sei arrivato a fine vita dei pattini della distribuzione..
A livello di progettazione, non lo si può proprio considerare roba da "geni" della meccanica.....
Io non sono un esperto ma col tempo e leggendo mi sto facendo una cultura.
Harley "grida" modernità ma intanto nei motori di moderno non ha messo neanche un bullone....
Ragioniamo su questo....



Hai centrato il punto: sul motore M8 (come il 107, 114 o 117), i cuscinetti principali del basamento (quelli che sostengono l'albero motore) sono ancora a rulli, un tipo vecchio che si trovava già sui motori precedenti come il Twin Cam da 1450 cc. Nel 2026, è ancora così sui modelli attuali.
Questi cuscinetti a rulli sono sensibili alle vibrazioni, agli squilibri e ai carichi irregolari. Nei motori Harley V-Twin a 45 gradi, con tanta forza a bassi giri, l'albero motore ha un movimento naturale (una specie di oscillazione) che può consumarli in fretta. Se questo movimento supera i 0,08-0,13 millimetri (si misura con uno strumento preciso), i rulli si rovinano presto, causando rumori strani (tipo un ticchettio o un ronzio dal basso), vibrazioni e, nei casi gravi, rotture dell'albero. Sull'M8, ci sono storie dal 2023-2026 di guasti a pochi chilometri (tipo 10-20 mila km su modelli 2023), spesso proprio per questi cuscinetti.....
Non sono sempre i peggiori dipende: li usano in tante moto (come Ducati o BMW boxer) perché reggono bene carichi forti e sono compatti e duraturi se fatti bene. Il problema è come li usa Harley: per tenere il "carattere" tradizionale (vibrazioni e suono unico), non passano a tipi più fluidi come quelli a sfere, che ridurrebbero l'attrito ma cambierebbero il feeling. Risultato: affidabili se l'albero è ben bilanciato (l'M8 ha un contralbero che taglia le vibrazioni del 75%), ma delicati se modifichi la moto (tipo aumentando la cilindrata).
Harley parla tanto di novità con centraline e elettronica, ma qui è roba vecchia conservata. Nel 2026, nessun cambiamento grosso ai cuscinetti, forse per risparmiare o per tradizione. Soluzione aftermarket: Passa a cuscinetti di marche come Timken o S&S per durare di più.
Il caso del tuo amico col 107 è tipico e fa arrabbiare, sì: i pattini (le parti che sfregano) dei tenditori della catena di distribuzione sull'M8 sono fatti di un materiale composito (plastica rinforzata con fibre, non solo "plastica cinese" fornitori come DuPont o Gates, ma prodotta in giro per il mondo). Si sbriciolano per usura, calore o olio sporco, spargendo pezzetti che intasano il filtro dell'olio, i passaggi e la pompa, bloccando il flusso e rischiando di distruggere il motore. Sull'M8, il tenditore è idraulico (si regola da solo con la pressione dell'olio), e ce n'è uno solo (per la catena unica), ma il pattino si consuma dopo 50-100 mila km se non lo curi.
Boss Hogg
Messaggi: 105
Iscritto il: 03/09/2022, 23:13
Modello: Harley Davidson Cross Bones

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Boss Hogg »

Palmambrogio ha scritto: 25/01/2026, 22:01


Mio caro amico, siano benvenuti i rompicoglioni come te, perché così facendo si alimenta la discussione e tutto diventa più bello e più interessante perbacco! :ok:
Detto questo analizziamo quanto da te scritto cercando di fare un po' di chiarezza per quello che posso a quest'ora della sera, essendo in piena digestione e quindi con il cervello che lavora al minimo sindacale.
E dunque..
Hai scritto che il tuo amico possiede una motocicletta in cilindrata 1450 e una più recente da 107.
Al tuo amico mi par d aver capito, che gli è saltato un pattino del tutto, danneggiando la pompa dell'olio se dico male ti prego di correggermi alla tua prossima risposta.
E andando a disperdere plastica in giro per il motore.
Se gli hanno ripreso il motore per i capelli è stato anche fortunato perbacco, perché quando va in circolo la sgretolatura di quei pattini lì, difficilmente si recupera qualcosa di buono. A meno di non rifare buona parte del motore....
Che poi i cuscinetti detti gabbia a rulli degli assi a camme, sul motore 107 e quindi il nuovo motore Milwaukee eight, siano gli stessi che montava il mio 1450 mi sorprende non da poco!
Io a suo tempo li feci di sostituire con i longevi o quasi eterni Timken. Che non hanno internamente la gabbia a rulli ma solo la parte detta "ad aghi".
Quelli sono i migliori che ci sono in circolazione.
Se poi esistono altre marche migliori abbiate pazienza ma è da un po' che sono fuori dal giro.
Purtroppo la tipologia di distribuzione del motore twin cam modello 1450 è simile per certi versi a quella di una motocicletta Moto Guzzi V7 di qualche anno fa.
Distribuzione a catena con pattini tenditori.
Logicamente tutte le altre moto utilizzano la più longeva ed eterna distribuzione a cascata di ingranaggi.
La distribuzione del motore Harley Davidson è fondamentalmente molto semplice.
Abbiamo questa piastra ancorata all'interno del carter destro al basamento del motore dove ci sono due ingranaggi su cui gira una catena.
Questa catena è tenuta in tensione da un pattino montato sulla sinistra.
Questo pattino lo si vede subito appena si smonta il coperchio ma non è indicatore dello stato della distribuzione perché ce n'è un altro che è proprio dietro la piastra e non si vede.
Quel pattino è posizionato proprio sotto la catena che gira sui due assi a camme.
Quello è il pattino peggiore che non si vede e per poterlo ispezionare o si smonta la distribuzione con le punterie e bisogna anche aprire le teste, oppure si usa uno di quei sondini telecamera che posizionato in un certo modo con la sua illuminazione a led , permette al meccanico di constatare lo stato di usura del pattino posteriore.
Diciamo che questi pattini tenditori su una motocicletta 1450 anno una durata che si aggira intorno ai 60.000 / 75.000 km con uno sforo rischioso di 80.000 km.
Ma già a 60.000 km se andate a controllare lo stato di questi pattini, potrebbero esserci delle strisciature o dei buchini detti "vaiolature".
Un po' come i buchini che si possono trovare nel formaggio groviera ma non così grossi.
Perché il pattino tenditore può diventare pericoloso?
Perché se lascio passare i 60.000 km e non mi curo e non mi preoccupo di controllare lo stato di usura di questi ultimi, col tempo possono incominciare a formare delle crepe e nella peggiore delle ipotesi, spargere pezzettini di varia misura di plastica all'interno del basamento andando ad intasare il filtro dell'olio, la pompa dell'olio e anche i fori dei percorsi che fa l'olio per raggiungere le varie parti del motore.
E tutto questo va ad incidere pesantemente sulla lubrificazione..
I nuovi motori per certo, hanno i tenditori col sistema idraulico.
Ma comunque esistono vari kit per migliorare la distribuzione da pattini con la molla a pattini a sistema idraulico.
C'è un passaggio successivo più costoso che non molti fanno, ma che però garantisce una distribuzione eterna senza dover più fare il controllo o la sostituzione ai 60.000 km eccetera.
Ed è quella di togliere le catene sia quella della parte frontale della piastra che sta sull'ingranaggio assi a camme e su quello dell'albero motore, con due ingranaggi che si incastrano tra di loro.
E scompare anche la catena detta a braccialetto che collega i due assi a camme.
Sostituita da due ingranaggi.
Se ho dimenticato qualcosa abbiate pazienza ma la digestione è ancora in corso e il caffè mi sta dando una notevole mano. :stelline:
Così facendo scompaiono definitivamente anche i pattini tenditori.
In questa maniera otteniamo una moderna distribuzione ad ingranaggi come la maggior parte delle motociclette moderne.
I costi sono certamente più elevati.
C'è un po' di rumorosità in più dicono, ma se volete garantita la vostra serenità perpetua, questa sembra essere l'unica soluzione.
Questo miglioramento c'è senz'altro anche sui modelli di cubatura 107 che non avendo più i due assi a camme ma soltanto uno solo dovrebbe risultare teoricamente più semplice.
Purtroppo sono cose che possono succedere e su queste motociclette vanno rispettati i controlli tabellari.
Utilizzare nei motori in cilindrata 1450 un buon olio semi sintetico e sui motori nuovi un olio sintetico di qualità.
Harley Davidson non fa questo soltanto per economia... Perché ovviamente l'economia c'è sempre da una parte o dall'altra, ma è un sistema che utilizza da tempo che gli ha sempre garantito un funzionamento ottimale a patto di rispettare le giuste scadenze chilometriche. :ok:



Quando un pattino tenditore cede del tutto e va a toccare la pompa dell’olio, significa che non si parla più di semplice usura, ma di una distribuzione che ha lavorato oltre il suo limite strutturale.
Il punto chiave è sempre lo stesso: i pattini non sono tutti uguali come stress, ma vengono spesso trattati come se lo fossero. Il pattino anteriore lavora su una catena più lunga, con velocità periferica più bassa e carichi più “dolci”. Quello posteriore, invece, lavora sulla catena che collega le due camme, quindi su una corsa più corta e con un numero di cicli nettamente superiore. Tradotto: gira di più, scalda di più e si consuma prima. Ed è anche quello che non vedi se non smonti la piastra.
È per questo che il controllo “visivo” rapido può essere fuorviante: puoi avere il pattino frontale ancora dignitoso e quello posteriore già in fase di delaminazione o microfrattura. Quando inizia a sgretolarsi, la plastica non fa danni solo meccanici, ma compromette direttamente il sistema di lubrificazione: filtro, pompa dell’olio e, nei casi peggiori, i passaggi nel basamento.
Sui cuscinetti degli assi a camme, il discorso è altrettanto delicato. I cuscinetti a rulli con gabbia lavorano bene finché restano integri, ma hanno un limite strutturale: la gabbia è un punto debole. Quando cede, non si parla più di usura progressiva ma di cedimento improvviso, e i frammenti metallici diventano corpi estranei che girano nel motore. I Timken conici, invece, lavorano per rotolamento puro, senza gabbia, e distribuiscono meglio i carichi radiali e assiali. Non sono “magici”, ma sono decisamente più tolleranti nel lungo periodo.
Il passaggio ai tenditori idraulici sui Twin Cam più recenti ha migliorato la gestione della tensione della catena, ma non ha eliminato il concetto di pattino. La plastica resta lì, semplicemente lavora in modo più controllato. È una soluzione più raffinata, non definitiva.
La distribuzione ad ingranaggi, invece, è l’unica che elimina alla radice il problema: niente catene, niente pattini, niente materiale di consumo. Però è una soluzione che pretende un albero motore perfettamente in asse. Se c’è anche solo un minimo di svirgolamento, gli ingranaggi lo pagano in rumorosità e usura. Ed è il vero motivo per cui Harley non l’ha mai adottata di serie: non è tollerante agli errori di produzione o all’usura del manovellismo.
Sul Milwaukee Eight 107, va fatta chiarezza: non è un Twin Cam aggiornato. È un motore diverso, con una sola camma, catena più corta, tenditore idraulico e circuito dell’olio rivisto. La distribuzione resta a catena, ma il numero di componenti critici è inferiore e le sollecitazioni sono più contenute. Questo non lo rende immortale, ma lo rende meno fragile per progetto.
Ed è qui che nasce la vera riflessione tecnica: Harley ha introdotto elettronica, controlli di trazione, mappe, ride by wire… ma ha continuato a portarsi dietro una distribuzione che richiede manutenzione preventiva e conoscenza meccanica. Non è sbagliato in assoluto, ma è incoerente se la si confronta con il livello di modernità che il resto della moto vuole comunicare.
Il motore Harley funziona bene, anche molto bene, se viene trattato per quello che è. Il problema nasce quando lo si considera eterno per definizione, mentre in realtà ha dei punti precisi che vanno conosciuti, controllati e se serve, migliorati.

:occhiolino:
Carbonkio
Messaggi: 15
Iscritto il: 08/04/2024, 15:21
Modello: fat boy '97 - Ultralimited 2016

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Carbonkio »

Mio caro amico, mi devi scusare se non tengo mai a mente i nomi, ma ci tengo a rispondere al tuo messaggio perché giustamente mi riporta alla mente fatti accaduti.
Purtroppo il cambiamento in negativo delle concessionarie di motociclette Harley Davidson nel tempo, è prettamente sintomatico di un'epoca che non è più la stessa e di una forma di educazione e di rispetto che viene sempre più a mancare...
Qui non dico che bisogna fare i bigotti della sua situazione, ma nemmeno essere troppo larghi di manica e concedere a questi personaggi, il lusso di trattare le persone come fossero pezzi da piedi..
Ma è evidente che nonostante il tempo queste cose purtroppo accadono ancora e forse, accadranno sempre.
La colpa della nomea che le motociclette Harley Davidson molto spesso si sono fatte, è da attribuirsi a questi cosiddetti "bottegai" (con tutto il più grande rispetto per i veri bottegai), che si spacciano per professionisti della vendita all'interno delle loro luminose vetrine adorne di motociclette..
Bisogna trattarli come si meritano quando si capisce che si stanno comportando male.
E poi Non dimenticatevi che una letterina scritta ad Harley Davidson Italia magari non farà la differenza, però certamente proprio tanto bene non gli fa. :ok:
[/quote]

Carissimo
non ho ricordo dell'ultima volta che sono entrato dal concessionario Harley.
I fatti che ho narrato si riferiscono all'ormai lontano '96 e in quel periodo non è che qua da noi le nostre amate motociclettine circolassero a decine, anzi.
Però a voglia spocchia... :risoebete: :risoebete: :risoebete:
Carbonkio
Messaggi: 15
Iscritto il: 08/04/2024, 15:21
Modello: fat boy '97 - Ultralimited 2016

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Carbonkio »

Boss Hogg ha scritto: 26/01/2026, 9:51
Palmambrogio ha scritto: 25/01/2026, 22:01


Mio caro amico, siano benvenuti i rompicoglioni come te, perché così facendo si alimenta la discussione e tutto diventa più bello e più interessante perbacco! :ok:
Detto questo analizziamo quanto da te scritto cercando di fare un po' di chiarezza per quello che posso a quest'ora della sera, essendo in piena digestione e quindi con il cervello che lavora al minimo sindacale.
E dunque..
Hai scritto che il tuo amico possiede una motocicletta in cilindrata 1450 e una più recente da 107.
Al tuo amico mi par d aver capito, che gli è saltato un pattino del tutto, danneggiando la pompa dell'olio se dico male ti prego di correggermi alla tua prossima risposta.
E andando a disperdere plastica in giro per il motore.
Se gli hanno ripreso il motore per i capelli è stato anche fortunato perbacco, perché quando va in circolo la sgretolatura di quei pattini lì, difficilmente si recupera qualcosa di buono. A meno di non rifare buona parte del motore....
Che poi i cuscinetti detti gabbia a rulli degli assi a camme, sul motore 107 e quindi il nuovo motore Milwaukee eight, siano gli stessi che montava il mio 1450 mi sorprende non da poco!
Io a suo tempo li feci di sostituire con i longevi o quasi eterni Timken. Che non hanno internamente la gabbia a rulli ma solo la parte detta "ad aghi".
Quelli sono i migliori che ci sono in circolazione.
Se poi esistono altre marche migliori abbiate pazienza ma è da un po' che sono fuori dal giro.
Purtroppo la tipologia di distribuzione del motore twin cam modello 1450 è simile per certi versi a quella di una motocicletta Moto Guzzi V7 di qualche anno fa.
Distribuzione a catena con pattini tenditori.
Logicamente tutte le altre moto utilizzano la più longeva ed eterna distribuzione a cascata di ingranaggi.
La distribuzione del motore Harley Davidson è fondamentalmente molto semplice.
Abbiamo questa piastra ancorata all'interno del carter destro al basamento del motore dove ci sono due ingranaggi su cui gira una catena.
Questa catena è tenuta in tensione da un pattino montato sulla sinistra.
Questo pattino lo si vede subito appena si smonta il coperchio ma non è indicatore dello stato della distribuzione perché ce n'è un altro che è proprio dietro la piastra e non si vede.
Quel pattino è posizionato proprio sotto la catena che gira sui due assi a camme.
Quello è il pattino peggiore che non si vede e per poterlo ispezionare o si smonta la distribuzione con le punterie e bisogna anche aprire le teste, oppure si usa uno di quei sondini telecamera che posizionato in un certo modo con la sua illuminazione a led , permette al meccanico di constatare lo stato di usura del pattino posteriore.
Diciamo che questi pattini tenditori su una motocicletta 1450 anno una durata che si aggira intorno ai 60.000 / 75.000 km con uno sforo rischioso di 80.000 km.
Ma già a 60.000 km se andate a controllare lo stato di questi pattini, potrebbero esserci delle strisciature o dei buchini detti "vaiolature".
Un po' come i buchini che si possono trovare nel formaggio groviera ma non così grossi.
Perché il pattino tenditore può diventare pericoloso?
Perché se lascio passare i 60.000 km e non mi curo e non mi preoccupo di controllare lo stato di usura di questi ultimi, col tempo possono incominciare a formare delle crepe e nella peggiore delle ipotesi, spargere pezzettini di varia misura di plastica all'interno del basamento andando ad intasare il filtro dell'olio, la pompa dell'olio e anche i fori dei percorsi che fa l'olio per raggiungere le varie parti del motore.
E tutto questo va ad incidere pesantemente sulla lubrificazione..
I nuovi motori per certo, hanno i tenditori col sistema idraulico.
Ma comunque esistono vari kit per migliorare la distribuzione da pattini con la molla a pattini a sistema idraulico.
C'è un passaggio successivo più costoso che non molti fanno, ma che però garantisce una distribuzione eterna senza dover più fare il controllo o la sostituzione ai 60.000 km eccetera.
Ed è quella di togliere le catene sia quella della parte frontale della piastra che sta sull'ingranaggio assi a camme e su quello dell'albero motore, con due ingranaggi che si incastrano tra di loro.
E scompare anche la catena detta a braccialetto che collega i due assi a camme.
Sostituita da due ingranaggi.
Se ho dimenticato qualcosa abbiate pazienza ma la digestione è ancora in corso e il caffè mi sta dando una notevole mano. :stelline:
Così facendo scompaiono definitivamente anche i pattini tenditori.
In questa maniera otteniamo una moderna distribuzione ad ingranaggi come la maggior parte delle motociclette moderne.
I costi sono certamente più elevati.
C'è un po' di rumorosità in più dicono, ma se volete garantita la vostra serenità perpetua, questa sembra essere l'unica soluzione.
Questo miglioramento c'è senz'altro anche sui modelli di cubatura 107 che non avendo più i due assi a camme ma soltanto uno solo dovrebbe risultare teoricamente più semplice.
Purtroppo sono cose che possono succedere e su queste motociclette vanno rispettati i controlli tabellari.
Utilizzare nei motori in cilindrata 1450 un buon olio semi sintetico e sui motori nuovi un olio sintetico di qualità.
Harley Davidson non fa questo soltanto per economia... Perché ovviamente l'economia c'è sempre da una parte o dall'altra, ma è un sistema che utilizza da tempo che gli ha sempre garantito un funzionamento ottimale a patto di rispettare le giuste scadenze chilometriche. :ok:



Quando un pattino tenditore cede del tutto e va a toccare la pompa dell’olio, significa che non si parla più di semplice usura, ma di una distribuzione che ha lavorato oltre il suo limite strutturale.
Il punto chiave è sempre lo stesso: i pattini non sono tutti uguali come stress, ma vengono spesso trattati come se lo fossero. Il pattino anteriore lavora su una catena più lunga, con velocità periferica più bassa e carichi più “dolci”. Quello posteriore, invece, lavora sulla catena che collega le due camme, quindi su una corsa più corta e con un numero di cicli nettamente superiore. Tradotto: gira di più, scalda di più e si consuma prima. Ed è anche quello che non vedi se non smonti la piastra.
È per questo che il controllo “visivo” rapido può essere fuorviante: puoi avere il pattino frontale ancora dignitoso e quello posteriore già in fase di delaminazione o microfrattura. Quando inizia a sgretolarsi, la plastica non fa danni solo meccanici, ma compromette direttamente il sistema di lubrificazione: filtro, pompa dell’olio e, nei casi peggiori, i passaggi nel basamento.
Sui cuscinetti degli assi a camme, il discorso è altrettanto delicato. I cuscinetti a rulli con gabbia lavorano bene finché restano integri, ma hanno un limite strutturale: la gabbia è un punto debole. Quando cede, non si parla più di usura progressiva ma di cedimento improvviso, e i frammenti metallici diventano corpi estranei che girano nel motore. I Timken conici, invece, lavorano per rotolamento puro, senza gabbia, e distribuiscono meglio i carichi radiali e assiali. Non sono “magici”, ma sono decisamente più tolleranti nel lungo periodo.
Il passaggio ai tenditori idraulici sui Twin Cam più recenti ha migliorato la gestione della tensione della catena, ma non ha eliminato il concetto di pattino. La plastica resta lì, semplicemente lavora in modo più controllato. È una soluzione più raffinata, non definitiva.
La distribuzione ad ingranaggi, invece, è l’unica che elimina alla radice il problema: niente catene, niente pattini, niente materiale di consumo. Però è una soluzione che pretende un albero motore perfettamente in asse. Se c’è anche solo un minimo di svirgolamento, gli ingranaggi lo pagano in rumorosità e usura. Ed è il vero motivo per cui Harley non l’ha mai adottata di serie: non è tollerante agli errori di produzione o all’usura del manovellismo.
Sul Milwaukee Eight 107, va fatta chiarezza: non è un Twin Cam aggiornato. È un motore diverso, con una sola camma, catena più corta, tenditore idraulico e circuito dell’olio rivisto. La distribuzione resta a catena, ma il numero di componenti critici è inferiore e le sollecitazioni sono più contenute. Questo non lo rende immortale, ma lo rende meno fragile per progetto.
Ed è qui che nasce la vera riflessione tecnica: Harley ha introdotto elettronica, controlli di trazione, mappe, ride by wire… ma ha continuato a portarsi dietro una distribuzione che richiede manutenzione preventiva e conoscenza meccanica. Non è sbagliato in assoluto, ma è incoerente se la si confronta con il livello di modernità che il resto della moto vuole comunicare.
Il motore Harley funziona bene, anche molto bene, se viene trattato per quello che è. Il problema nasce quando lo si considera eterno per definizione, mentre in realtà ha dei punti precisi che vanno conosciuti, controllati e se serve, migliorati.

:occhiolino:
Ho letto con interesse e vi chiedo: entro l'anno dovrò rivedere la distribuzione della mia Ultra 1690 e pensavo proprio di montarne una a cascata di ingranaggi, che ne pensate?
Conte Jägermeister
Messaggi: 818
Iscritto il: 12/01/2023, 22:39
Modello: Evo- Shovel- Panhead.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

Carbonkio ha scritto: 27/01/2026, 12:10

Ho letto con interesse e vi chiedo: entro l'anno dovrò rivedere la distribuzione della mia Ultra 1690 e pensavo proprio di montarne una a cascata di ingranaggi, che ne pensate?


Prima di tutto però una domanda fondamentale: quanti chilometri ha la moto?
Perché cambia parecchio lo scenario.

Se sei sotto una certa percorrenza e la distribuzione è ancora “sana”, puoi pianificare l’upgrade con calma.
Se invece sei già sopra i 60–70 mila km, allora il discorso ingranaggi (o almeno tenditori idraulici nuovi) diventa molto più sensato e quasi obbligato.
I km servono anche per capire che stato può avere l’albero motore, e quello è decisivo se vuoi passare alla cascata di ingranaggi. Senza quel dato si parla un po’ al buio.
Quindi prima cosa: chilometraggio, poi da lì si ragiona sul resto.
Immagine
Carbonkio
Messaggi: 15
Iscritto il: 08/04/2024, 15:21
Modello: fat boy '97 - Ultralimited 2016

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Carbonkio »

Eccomi
56.000 km.
ora la moto è ferma perchè piove ormai quasi ininterrottamente da dicembre scorso e sto facendo rivestire la sella.
Ma, come dicevo, conto entro l'anno di fare la distribuzione.
Grazie :risoebete:
Conte Jägermeister
Messaggi: 818
Iscritto il: 12/01/2023, 22:39
Modello: Evo- Shovel- Panhead.

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Conte Jägermeister »

Carbonkio ha scritto: 28/01/2026, 12:10 Eccomi
56.000 km.
ora la moto è ferma perchè piove ormai quasi ininterrottamente da dicembre scorso e sto facendo rivestire la sella.
Ma, come dicevo, conto entro l'anno di fare la distribuzione.
Grazie :risoebete:


A 56.000 km ci stai arrivando nel momento “giusto”, né in anticipo né tardi.
Sui 1690 i pattini della distribuzione sono proprio il punto da tenere d’occhio e fare il lavoro ora è una scelta sensata, soprattutto se la moto è ferma e non hai fretta.
La cascata di ingranaggi è una soluzione definitiva: togli catene e pattini e ti metti al riparo per sempre da quel problema lì. L’unica vera cosa da verificare prima è che il runout dell’albero motore rientri nei valori corretti, perché con gli ingranaggi non si scherza. Se è a posto, vai tranquillo.
In alternativa, se vuoi restare un filo più “soft”, anche il passaggio ai tenditori idraulici è già un bel passo avanti rispetto all’originale, ma non è eterno come gli ingranaggi.
Visto il chilometraggio e visto che ci stai già pensando, io direi che stai facendo la cosa giusta nel momento giusto. Poi dipende sempre da quanto vuoi investire adesso e da quanto vuoi stare sereno in futuro 😉
Immagine
Avatar utente
Palmambrogio
Messaggi: 12809
Iscritto il: 19/06/2018, 14:56
Modello: Attualmente smotato......ma precedentemente Electra Glide 1450
Località: Zermatt (CH) - HARLEY DAVIDSON ELECTRA GLIDE 1450

Re: Perché HARLEY DAVIDSON

Messaggio da Palmambrogio »

Perbacco, la scelta della distribuzione a cascata di ingranaggi l'ho vista fare ben poche volte su una motocicletta di modello Harley Davidson.
Proprio per il discorso dell'albero motore che deve essere dritto come un fuso altrimenti sballa tutto...
È certamente una scelta che dura nel tempo però se guardiamo la durata della distribuzione originale, se un motociclista fa 10.000 km all'anno per modo di dire, la deve fare dopo 6/7 anni di utilizzo.
Onestamente non so dire con certezza con la distribuzione a cascata di ingranaggi se non la si deve più guardare per sempre..
Perché qui entriamo in un campo di competenza specifica che non è certamente il mio.
Va anche detto che in ambiente motociclistico la distribuzione a cascata di ingranaggi non è così utilizzata come sembrerebbe.
Perché è costosa e un po' rumorosa.
Mi sembra di rammentare che le motociclette Indian sono le uniche bicilindriche di grossa cubatura ad utilizzarla.
Neanche la famosa e longeva motocicletta Honda Goldwing ce l'ha.
La Honda Goldwing per quello che so, ha una efficientissima doppia catena di distribuzione.
Una per bancata.
Montate sui due assi a camme di cui la motocicletta è dotata.
Un asse per bancata essendo un motore boxer.
Ma la sua architettura e costruzione la rendono praticamente eterna.
Molti hanno portato a fine vita la propria motocicletta senza dovergli mai mettere mano.
Anche altre motociclette del segmento sportivo e super sportivo, Honda e Kawasaki hanno la catena di distribuzione.
Non è una scelta illogica se fatta bene.
Chiaramente l'incastro degli ingranaggi è un'altra cosa ma comporta più peso a volte e come ho già detto, costi di produzione maggiori.

:ok:
Il paradiso può attendere! :saggio: :ciapet2:
Rispondi