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Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 19/03/2026, 15:45
da Bob107
simonee ha scritto: 19/03/2026, 13:14 Tra Gratteri e Di Pietro non saprei chi scegliere quanto a violenza sulla lingua italiana, ma quest'ultimo ha almeno il pregio di non ergersi a detentore della verità assoluta.

1- Effettivamente questa riforma non è finalizzata a rendere i processi più veloci, ma più giusti in linea teorica si.
PM e giudici non possono essere colleghi, non possono appartenere allo stesso ordine.
Diversamente non ci sarà mai una effettiva parità tra accusa e difesa e, quindi, difficilmente potrà esserci una reale terzietà del giudice.
Da questo punto di vista la riforma è pure troppo blanda, non è possibile che i PM abbiano gli uffici accanto a quelli dei GIP, anzi le procure dovrebbero trovarsi in edifici distinti dai palazzi di giustizia.

2-Ad oggi la Costituzione è stata modificata 19 volte, esiste l'art 138 apposta per il procedimento di revisione costituzionale, l'ultima volta con la fantastica introduzione del pareggio di bilancio...
Alcuni anni orsono è stato modificato proprio l'art. 111 con l'introduzione del concetto di giusto processo di cui la riforma attuale è un completamento seppure parziale.

3- Non ci sarà né più "burocrazia" né più costi con lo sdoppiamento dei CSM, chi sostiene ciò dovrebbe presentare uno studio analitico di tali supposti maggiori costi.
Neppure verrà meno il coordinamento e la collaborazione tra procure: esiste un codice di procedura che governa tali aspetti.

4- La situazione attuale del correntismo è indecente: il CSM lamenta che con il sorteggio la politica metterebbe le mani sull'organo di autogoverno dei magistrati, la realtà attuale ci dice invece, dal caso Palamara lo sappiamo per certo, che è l'ANM a governare politicamente la magistratura usando i peggiori metodi della peggior politica.
Ed anzi, aspetto che evidentemente sfugge ai più, è che la corsa al massacro tra correnti per occupare i posti di vertice degli uffici giudiziari denuncia il fatto che, in quel modo, si vanno a controllare ed esercitare poteri altri che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione di tali uffici o con l'esercizio della funzione giurisdizionale, bensì tracimano in ambiti e dinamiche decisamente torbide.
Dire che il sorteggio non garantisce che entrino nel CSM persone capaci e preparate è una vera e propria contraddizione in termini: equivale a dire che non tutti i magistrati in servizio possono svolgere quella funzione però, al contempo, possono decidere della vita degli altri.
Ciò a mio avviso cela la circostanza che in seno alla magistratura si vuole mantenere lo status quo di un gruppo ristretto, una casta nella casta, interessata a fare il bello ed il cattivo tempo per le ragioni altre che ho accennato sopra.
D'altronde il sorteggio esiste già, ad esempio per formare la Corte Costituzionale che giudica lo stato di accusa del Capo dello Stato, o per i giudici popolari d'Assise in primo e secondo grado, o per il "Tribunale dei Ministri" che giudica il Presidente del Consiglio.
Personalmente mi inquieta di più chi si candida al ricoprire la carica al CSM che non chi viene estratto a sorte, perchè il primo è sicuramente portatore di un interesse "politico" e come tale per farsi eleggere fa una vera e propria campagna elettorale, cioè un'attività che nulla ha a che fare con l'esercizio della giurisdizione .

5- Chi sostiene che la riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura dovrebbe, oltre ad indicare quale norma produrrebbe tale effetto, anche indicare in che modo.
Il vero tema, ahimè poco o niente dibattuto, non è quello della indipendenza della magistratura ma quello dell'indipendenza del singolo magistrato all'interno della magistratura stessa.
Con il correntismo attuale il magistrato che non si allinea viene isolato e finanche ostracizzato con il ricatto della progressione di carriera e con lo strumento del procedimento disciplinare, scardinare le correnti consentirebbe ai magistrati di essere veramente la bocca della legge senza doversi destreggiare in equilibrismi vari.

6- Alta corte disciplinare: chi sostiene che oggi le sanzioni disciplinari ai magistrati ci sono e sono serie, o mente sapendo di mentire o non conosce i dati, ad iniziare dalla mancata conoscenza di quanto avvenuto - o meglio non avvenuto - in seguito al caso Palamara.
Attualmente, se si vanno a verificare le statistiche, peraltro non facilmente accessibili, si vede che le assoluzioni dei magistrati chiamati a rispondere di illeciti disciplinari sono superiori al 90% e per di più con motivazioni assurde che quegli stessi magistrati nemmeno di sognerebbero di applicare mai ai comuni cittadini che sono chiamati a giudicare.
In sostanza i magistrati risultano essere l'unica categoria professionale che non paga praticamente mai per i propri - anche gravi - errori, lasciare invariato l'assetto del CSM significa porre un pietra tombale sullo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo in questo senso, e che peraltro non sarebbe immediato ma necessiterebbe di un certo tempo per produrre un ricambio culturale e generazionale.


Non per difendere Gratteri, però preferisco, da cittadino italiano, tenermi uno come lui che fa a cazzotti con la lingua italiana ma almeno ha il coraggio di parlare e indagare sulle criminalità organizzate, piuttosto che chiunque altro più bravo con l'italiano e non fa nulla.

Sul referendum, onestamente, non saprei giudicare cosa sia meglio tra il No o il Sì e per questo motivo preferisco astenermi dal voto.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 19/03/2026, 18:43
da Balengo
È proprio questo il problema... che non si capisce niente di questo referendum....

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 19/03/2026, 20:30
da simonee
Credo che la padronanza della lingua italiana dovrebbe essere la base per un magistrato, oltretutto se capo di un ufficio giudiziario anche piuttosto importante.
Inoltre credo che il PM non deve indagare sulla criminalità organizzata o su chiunque altro per coraggio ma per dovere d'ufficio.
Il vero problema di Gratteri è semmai che le sue mirabolanti inchieste poi finiscono con una caterva di assoluzioni e finanche di risarcimenti per ingiusta detenzione.
Ed indovinate chi paga tali somme esorbitanti? Lo Stato.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 19/03/2026, 22:53
da Bob107
simonee ha scritto: 19/03/2026, 20:30 Credo che la padronanza della lingua italiana dovrebbe essere la base per un magistrato, oltretutto se capo di un ufficio giudiziario anche piuttosto importante.
Inoltre credo che il PM non deve indagare sulla criminalità organizzata o su chiunque altro per coraggio ma per dovere d'ufficio.
Il vero problema di Gratteri è semmai che le sue mirabolanti inchieste poi finiscono con una caterva di assoluzioni e finanche di risarcimenti per ingiusta detenzione.
Ed indovinate chi paga tali somme esorbitanti? Lo Stato.

Capisco, ma se ha subìto diversi attentati ed è costretto a girare con la scorta da tanti anni, probabilmente qualche vaso di pandora l'avrà anche scoperchiato sto cristiano e, onestamente, non posso che ammirarlo per questo.
Giovanni Falcone fu considerato un personaggio scomodo, uno che non sapeva stare al posto suo e rompeva troppo le scatole anche all'ambiente della politica. Sia lui che Paolo Borsellino, sono stati completamente abbandonati da TUTTI, ritrovandosi letteralmente soli a combattere un sistema marcio.
Non vorrei mai che la storia si ripetesse e già solo per il senso di giustizia, il coraggio (perché in Italia ci vuole anche coraggio) e il prezzo che paga sacrificando la sua libertà, francamente, quest'uomo ha tutto il mio rispetto.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 9:12
da Boss Hogg
simonee ha scritto: 19/03/2026, 13:14 Tra Gratteri e Di Pietro non saprei chi scegliere quanto a violenza sulla lingua italiana, ma quest'ultimo ha almeno il pregio di non ergersi a detentore della verità assoluta.

1- Effettivamente questa riforma non è finalizzata a rendere i processi più veloci, ma più giusti in linea teorica si.
PM e giudici non possono essere colleghi, non possono appartenere allo stesso ordine.
Diversamente non ci sarà mai una effettiva parità tra accusa e difesa e, quindi, difficilmente potrà esserci una reale terzietà del giudice.
Da questo punto di vista la riforma è pure troppo blanda, non è possibile che i PM abbiano gli uffici accanto a quelli dei GIP, anzi le procure dovrebbero trovarsi in edifici distinti dai palazzi di giustizia.

2-Ad oggi la Costituzione è stata modificata 19 volte, esiste l'art 138 apposta per il procedimento di revisione costituzionale, l'ultima volta con la fantastica introduzione del pareggio di bilancio...
Alcuni anni orsono è stato modificato proprio l'art. 111 con l'introduzione del concetto di giusto processo di cui la riforma attuale è un completamento seppure parziale.

3- Non ci sarà né più "burocrazia" né più costi con lo sdoppiamento dei CSM, chi sostiene ciò dovrebbe presentare uno studio analitico di tali supposti maggiori costi.
Neppure verrà meno il coordinamento e la collaborazione tra procure: esiste un codice di procedura che governa tali aspetti.

4- La situazione attuale del correntismo è indecente: il CSM lamenta che con il sorteggio la politica metterebbe le mani sull'organo di autogoverno dei magistrati, la realtà attuale ci dice invece, dal caso Palamara lo sappiamo per certo, che è l'ANM a governare politicamente la magistratura usando i peggiori metodi della peggior politica.
Ed anzi, aspetto che evidentemente sfugge ai più, è che la corsa al massacro tra correnti per occupare i posti di vertice degli uffici giudiziari denuncia il fatto che, in quel modo, si vanno a controllare ed esercitare poteri altri che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione di tali uffici o con l'esercizio della funzione giurisdizionale, bensì tracimano in ambiti e dinamiche decisamente torbide.
Dire che il sorteggio non garantisce che entrino nel CSM persone capaci e preparate è una vera e propria contraddizione in termini: equivale a dire che non tutti i magistrati in servizio possono svolgere quella funzione però, al contempo, possono decidere della vita degli altri.
Ciò a mio avviso cela la circostanza che in seno alla magistratura si vuole mantenere lo status quo di un gruppo ristretto, una casta nella casta, interessata a fare il bello ed il cattivo tempo per le ragioni altre che ho accennato sopra.
D'altronde il sorteggio esiste già, ad esempio per formare la Corte Costituzionale che giudica lo stato di accusa del Capo dello Stato, o per i giudici popolari d'Assise in primo e secondo grado, o per il "Tribunale dei Ministri" che giudica il Presidente del Consiglio.
Personalmente mi inquieta di più chi si candida al ricoprire la carica al CSM che non chi viene estratto a sorte, perchè il primo è sicuramente portatore di un interesse "politico" e come tale per farsi eleggere fa una vera e propria campagna elettorale, cioè un'attività che nulla ha a che fare con l'esercizio della giurisdizione .

5- Chi sostiene che la riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura dovrebbe, oltre ad indicare quale norma produrrebbe tale effetto, anche indicare in che modo.
Il vero tema, ahimè poco o niente dibattuto, non è quello della indipendenza della magistratura ma quello dell'indipendenza del singolo magistrato all'interno della magistratura stessa.
Con il correntismo attuale il magistrato che non si allinea viene isolato e finanche ostracizzato con il ricatto della progressione di carriera e con lo strumento del procedimento disciplinare, scardinare le correnti consentirebbe ai magistrati di essere veramente la bocca della legge senza doversi destreggiare in equilibrismi vari.

6- Alta corte disciplinare: chi sostiene che oggi le sanzioni disciplinari ai magistrati ci sono e sono serie, o mente sapendo di mentire o non conosce i dati, ad iniziare dalla mancata conoscenza di quanto avvenuto - o meglio non avvenuto - in seguito al caso Palamara.
Attualmente, se si vanno a verificare le statistiche, peraltro non facilmente accessibili, si vede che le assoluzioni dei magistrati chiamati a rispondere di illeciti disciplinari sono superiori al 90% e per di più con motivazioni assurde che quegli stessi magistrati nemmeno di sognerebbero di applicare mai ai comuni cittadini che sono chiamati a giudicare.
In sostanza i magistrati risultano essere l'unica categoria professionale che non paga praticamente mai per i propri - anche gravi - errori, lasciare invariato l'assetto del CSM significa porre un pietra tombale sullo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo in questo senso, e che peraltro non sarebbe immediato ma necessiterebbe di un certo tempo per produrre un ricambio culturale e generazionale.


Una spiegazione pressoché perfetta. Indice che di questo argomento ne sai parecchio.
Hai ragione a evocare il caso Palamara in questo dibattito sul referendum.
Quell’episodio resta, a distanza di anni, una cartina di tornasole delle fragilità sistemiche che il voto di domenica e lunedì è chiamato a interrogare.
Il punto non è tanto il singolo magistrato, quanto la configurazione istituzionale che ha reso possibile un intreccio così opaco tra correnti, nomine e influenze esterne. Il CSM unico, la permeabilità tra ruoli di giudice e pubblico ministero, il peso decisivo delle associazioni interne nella selezione dei vertici: sono proprio questi meccanismi che hanno permesso a logiche di potere di prevalere sul merito e sull’imparzialità. La riforma in votazione interviene esattamente su questi snodi: separazione delle carriere, due Consigli distinti, introduzione del sorteggio e un’Alta Corte disciplinare esterna.
L’obiettivo dichiarato è ridurre il rischio di autoreferenzialità e di commistione politica. Chi sostiene il Sì legge in questa architettura una risposta strutturale alle criticità emerse. Chi sostiene il No teme invece che la cura possa rivelarsi peggiore del male: un indebolimento dell’autonomia complessiva della magistratura, un sorteggio che introduce casualità eccessiva e una separazione delle carriere che potrebbe spostare gli equilibri di potere senza risolvere davvero il nodo delle correnti.
È una scelta che non si presta a semplificazioni. Da un lato, mantenere lo status quo significa accettare che episodi di quel genere possano ripresentarsi, perché le regole del gioco restano le stesse. Dall’altro, modificare la Costituzione significa scommettere che una nuova architettura istituzionale riesca dove la sola vigilanza disciplinare e penale non è bastata.
Il referendum non chiude un capitolo giudiziario, ma ci chiede se siamo disposti a riscrivere le regole per prevenire che si ripeta. La riflessione, più che la passione, è l’unico metro utile in questi giorni.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 11:02
da simonee
Bob107 ha scritto: 19/03/2026, 22:53
simonee ha scritto: 19/03/2026, 20:30 Credo che la padronanza della lingua italiana dovrebbe essere la base per un magistrato, oltretutto se capo di un ufficio giudiziario anche piuttosto importante.
Inoltre credo che il PM non deve indagare sulla criminalità organizzata o su chiunque altro per coraggio ma per dovere d'ufficio.
Il vero problema di Gratteri è semmai che le sue mirabolanti inchieste poi finiscono con una caterva di assoluzioni e finanche di risarcimenti per ingiusta detenzione.
Ed indovinate chi paga tali somme esorbitanti? Lo Stato.

Capisco, ma se ha subìto diversi attentati ed è costretto a girare con la scorta da tanti anni, probabilmente qualche vaso di pandora l'avrà anche scoperchiato sto cristiano e, onestamente, non posso che ammirarlo per questo.
Giovanni Falcone fu considerato un personaggio scomodo, uno che non sapeva stare al posto suo e rompeva troppo le scatole anche all'ambiente della politica. Sia lui che Paolo Borsellino, sono stati completamente abbandonati da TUTTI, ritrovandosi letteralmente soli a combattere un sistema marcio.
Non vorrei mai che la storia si ripetesse e già solo per il senso di giustizia, il coraggio (perché in Italia ci vuole anche coraggio) e il prezzo che paga sacrificando la sua libertà, francamente, quest'uomo ha tutto il mio rispetto.

Ha dire il vero non ho memoria di attentati a Gratteri.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 12:30
da Conte Jägermeister
simonee ha scritto: ieri, 11:02
Bob107 ha scritto: 19/03/2026, 22:53
simonee ha scritto: 19/03/2026, 20:30 Credo che la padronanza della lingua italiana dovrebbe essere la base per un magistrato, oltretutto se capo di un ufficio giudiziario anche piuttosto importante.
Inoltre credo che il PM non deve indagare sulla criminalità organizzata o su chiunque altro per coraggio ma per dovere d'ufficio.
Il vero problema di Gratteri è semmai che le sue mirabolanti inchieste poi finiscono con una caterva di assoluzioni e finanche di risarcimenti per ingiusta detenzione.
Ed indovinate chi paga tali somme esorbitanti? Lo Stato.

Capisco, ma se ha subìto diversi attentati ed è costretto a girare con la scorta da tanti anni, probabilmente qualche vaso di pandora l'avrà anche scoperchiato sto cristiano e, onestamente, non posso che ammirarlo per questo.
Giovanni Falcone fu considerato un personaggio scomodo, uno che non sapeva stare al posto suo e rompeva troppo le scatole anche all'ambiente della politica. Sia lui che Paolo Borsellino, sono stati completamente abbandonati da TUTTI, ritrovandosi letteralmente soli a combattere un sistema marcio.
Non vorrei mai che la storia si ripetesse e già solo per il senso di giustizia, il coraggio (perché in Italia ci vuole anche coraggio) e il prezzo che paga sacrificando la sua libertà, francamente, quest'uomo ha tutto il mio rispetto.

Ha dire il vero non ho memoria di attentati a Gratteri.

Al povero Gratteri, Bob, gli sta in qualche maniera allungando la vita :hahaha:

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 12:31
da Conte Jägermeister
simonee ha scritto: 19/03/2026, 13:14 Tra Gratteri e Di Pietro non saprei chi scegliere quanto a violenza sulla lingua italiana, ma quest'ultimo ha almeno il pregio di non ergersi a detentore della verità assoluta.

1- Effettivamente questa riforma non è finalizzata a rendere i processi più veloci, ma più giusti in linea teorica si.
PM e giudici non possono essere colleghi, non possono appartenere allo stesso ordine.
Diversamente non ci sarà mai una effettiva parità tra accusa e difesa e, quindi, difficilmente potrà esserci una reale terzietà del giudice.
Da questo punto di vista la riforma è pure troppo blanda, non è possibile che i PM abbiano gli uffici accanto a quelli dei GIP, anzi le procure dovrebbero trovarsi in edifici distinti dai palazzi di giustizia.

2-Ad oggi la Costituzione è stata modificata 19 volte, esiste l'art 138 apposta per il procedimento di revisione costituzionale, l'ultima volta con la fantastica introduzione del pareggio di bilancio...
Alcuni anni orsono è stato modificato proprio l'art. 111 con l'introduzione del concetto di giusto processo di cui la riforma attuale è un completamento seppure parziale.

3- Non ci sarà né più "burocrazia" né più costi con lo sdoppiamento dei CSM, chi sostiene ciò dovrebbe presentare uno studio analitico di tali supposti maggiori costi.
Neppure verrà meno il coordinamento e la collaborazione tra procure: esiste un codice di procedura che governa tali aspetti.

4- La situazione attuale del correntismo è indecente: il CSM lamenta che con il sorteggio la politica metterebbe le mani sull'organo di autogoverno dei magistrati, la realtà attuale ci dice invece, dal caso Palamara lo sappiamo per certo, che è l'ANM a governare politicamente la magistratura usando i peggiori metodi della peggior politica.
Ed anzi, aspetto che evidentemente sfugge ai più, è che la corsa al massacro tra correnti per occupare i posti di vertice degli uffici giudiziari denuncia il fatto che, in quel modo, si vanno a controllare ed esercitare poteri altri che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione di tali uffici o con l'esercizio della funzione giurisdizionale, bensì tracimano in ambiti e dinamiche decisamente torbide.
Dire che il sorteggio non garantisce che entrino nel CSM persone capaci e preparate è una vera e propria contraddizione in termini: equivale a dire che non tutti i magistrati in servizio possono svolgere quella funzione però, al contempo, possono decidere della vita degli altri.
Ciò a mio avviso cela la circostanza che in seno alla magistratura si vuole mantenere lo status quo di un gruppo ristretto, una casta nella casta, interessata a fare il bello ed il cattivo tempo per le ragioni altre che ho accennato sopra.
D'altronde il sorteggio esiste già, ad esempio per formare la Corte Costituzionale che giudica lo stato di accusa del Capo dello Stato, o per i giudici popolari d'Assise in primo e secondo grado, o per il "Tribunale dei Ministri" che giudica il Presidente del Consiglio.
Personalmente mi inquieta di più chi si candida al ricoprire la carica al CSM che non chi viene estratto a sorte, perchè il primo è sicuramente portatore di un interesse "politico" e come tale per farsi eleggere fa una vera e propria campagna elettorale, cioè un'attività che nulla ha a che fare con l'esercizio della giurisdizione .

5- Chi sostiene che la riforma minerebbe l'indipendenza della magistratura dovrebbe, oltre ad indicare quale norma produrrebbe tale effetto, anche indicare in che modo.
Il vero tema, ahimè poco o niente dibattuto, non è quello della indipendenza della magistratura ma quello dell'indipendenza del singolo magistrato all'interno della magistratura stessa.
Con il correntismo attuale il magistrato che non si allinea viene isolato e finanche ostracizzato con il ricatto della progressione di carriera e con lo strumento del procedimento disciplinare, scardinare le correnti consentirebbe ai magistrati di essere veramente la bocca della legge senza doversi destreggiare in equilibrismi vari.

6- Alta corte disciplinare: chi sostiene che oggi le sanzioni disciplinari ai magistrati ci sono e sono serie, o mente sapendo di mentire o non conosce i dati, ad iniziare dalla mancata conoscenza di quanto avvenuto - o meglio non avvenuto - in seguito al caso Palamara.
Attualmente, se si vanno a verificare le statistiche, peraltro non facilmente accessibili, si vede che le assoluzioni dei magistrati chiamati a rispondere di illeciti disciplinari sono superiori al 90% e per di più con motivazioni assurde che quegli stessi magistrati nemmeno di sognerebbero di applicare mai ai comuni cittadini che sono chiamati a giudicare.
In sostanza i magistrati risultano essere l'unica categoria professionale che non paga praticamente mai per i propri - anche gravi - errori, lasciare invariato l'assetto del CSM significa porre un pietra tombale sullo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo in questo senso, e che peraltro non sarebbe immediato ma necessiterebbe di un certo tempo per produrre un ricambio culturale e generazionale.


Qui c'è molto su cui riflettere.

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 15:38
da Palmambrogio
La disamina dell'amico Simone, mi ricorda il suo piglio in un altro argomento accorato che tanto ci ha tenuti in battaglia :ok:
Scusate se sono entrato uscendo leggermente fuori tema.
:saggio:

Re: Perché è importante il NO!

Inviato: 20/03/2026, 15:41
da Bob107
simonee ha scritto: ieri, 11:02
Bob107 ha scritto: 19/03/2026, 22:53
simonee ha scritto: 19/03/2026, 20:30 Credo che la padronanza della lingua italiana dovrebbe essere la base per un magistrato, oltretutto se capo di un ufficio giudiziario anche piuttosto importante.
Inoltre credo che il PM non deve indagare sulla criminalità organizzata o su chiunque altro per coraggio ma per dovere d'ufficio.
Il vero problema di Gratteri è semmai che le sue mirabolanti inchieste poi finiscono con una caterva di assoluzioni e finanche di risarcimenti per ingiusta detenzione.
Ed indovinate chi paga tali somme esorbitanti? Lo Stato.

Capisco, ma se ha subìto diversi attentati ed è costretto a girare con la scorta da tanti anni, probabilmente qualche vaso di pandora l'avrà anche scoperchiato sto cristiano e, onestamente, non posso che ammirarlo per questo.
Giovanni Falcone fu considerato un personaggio scomodo, uno che non sapeva stare al posto suo e rompeva troppo le scatole anche all'ambiente della politica. Sia lui che Paolo Borsellino, sono stati completamente abbandonati da TUTTI, ritrovandosi letteralmente soli a combattere un sistema marcio.
Non vorrei mai che la storia si ripetesse e già solo per il senso di giustizia, il coraggio (perché in Italia ci vuole anche coraggio) e il prezzo che paga sacrificando la sua libertà, francamente, quest'uomo ha tutto il mio rispetto.

Ha dire il vero non ho memoria di attentati a Gratteri.

Tre attentati nel settembre del 1993, nel giro di tre settimane.
Ha ricevuto varie minacce ed è stato scovato un arsenale a Gioia Tauro nel 2005 che sarebbe potuto servire per un attentato ai suoi danni, visto che indaga sulla 'ndrangheta.