Boss Hogg ha scritto: ieri, 9:11
Alla fine di tutto, noi esseri umani non possiamo esistere davvero da soli. Possiamo raccontarci la favola del motociclista solitario, libero, che non ha bisogno di nessuno… ma è quasi sempre una bugia.
Chi compra una Harley (o qualsiasi custom) non lo fa per tenerla nascosta in garage o per uscire di notte di nascosto. Lo fa perché vuole che gli altri la vedano, la notino, la commentino. Vuole far parte di un’immagine, di uno stile, di un mondo che esiste solo grazie allo sguardo degli altri.
Tutto gira intorno agli altri. Sempre.
La moto diventa bella quando la vedi riflessa negli occhi di chi la guarda passare.
Un raduno ha senso solo perché ci sono persone con cui condividerlo. Anche chi dice “io vado solo, non mi interessa nessuno” sta comunque cercando, in modo indiretto, un riconoscimento esterno. Altrimenti perché pubblicare foto, raccontare giri, partecipare a forum?
I veri solitari sono pochissimi: quelli che davvero si ritirano dal mondo, che non hanno bisogno di nessuno sguardo, che vivono fuori dal tempo e dalle dinamiche sociali. Quelli che comprano una moto per girare in silenzio e non dirlo a nessuno.
Ma non è il nostro caso, e non è il caso della stragrande maggioranza di chi frequenta questo mondo.
Chi si proclama troppo diffidente, troppo chiuso, troppo “solo io e la mia moto”, alla fine sta solo costruendo un alibi per non ammettere quanto abbia bisogno degli altri.
E questo bisogno è naturale, umano, inevitabile. La passione per le custom è nata proprio per essere condivisa, raccontata, vissuta insieme anche quando è imperfetta, anche quando porta delusioni.
Forse il bello sta proprio nell’accettare questa contraddizione: abbiamo bisogno degli altri, pur sapendo che non saranno mai perfetti. E chi rifiuta troppo questo bisogno finisce per impoverire la propria stessa passione.