Massimo ha scritto: ↑09/05/2026, 10:06
Leggendovi, mi pare di capire che per molti di voi il “pianeta custom”, o meglio ancora l’ambiente biker, oggi si basi in buona parte sul nulla. Pacche sulle spalle, strette di mano, sorrisi di circostanza e rapporti spesso più di facciata che di sostanza.
Ma ne siete davvero così sicuri?
Chi ha la mia età, o anche qualcosa in più, sa benissimo che non è sempre stato così. È esistito, e forse per qualcuno esiste ancora, un senso di appartenenza che andava ben oltre la motocicletta. Un qualcosa che non aveva bisogno di essere spiegato, perché lo vivevi e basta. Faceva parte di uno stile di vita, prima ancora che di una passione.
Certo, c’era chi queste cose riusciva a coglierle davvero e chi no. Ma una volta si dava molto più valore a certi aspetti umani. Il senso di comunità nasceva dal condividere momenti, problemi, esperienze vere, e non necessariamente dal marchio stampato sul serbatoio o dalla toppa cucita sulla schiena.
Avete citato i raduni, ma forse vi siete dimenticati cosa rappresentavano davvero e cosa potevano diventare.
Mi rivolgo ai “vecchi” come me, a quelli che c’erano e ricordano bene cosa fosse anche il più semplice dei raduni.
Una tenda rotta riparata da uno che fino a dieci minuti prima nemmeno conoscevi e che poi, davanti a una birra serale, diventava qualcuno da salutare con piacere e sincero rispetto ogni volta che lo ritrovavi nella tenda accanto.
Un problema alla moto e c’era sempre qualcuno disposto a fermarsi, sporcarsi le mani e aiutarti a rimetterti in strada. La pioggia presa insieme per spingere la moto di uno sconosciuto che, poche ore dopo, tanto sconosciuto non era più.
Quante belle amicizie ho visto nascere da momenti così.
E poi il far tardi, le notti lunghe, l’alba davanti a un fuoco, a raccontarsi storie senza paura di essere giudicati. Perché in fondo la mia storia diventava anche un po’ la tua, e viceversa.
Gli abbracci non erano una formalità, né una posa. Erano rispetto, riconoscenza, complicità. Cose che non avevano bisogno di essere ostentate.
Questa è solo una parte infinitesimale di un mondo che, lentamente, sta scomparendo. E forse il punto non è nemmeno la moto. Forse il punto è che si stanno perdendo certe persone, certi valori e quel modo genuino di stare insieme che oggi, diciamocelo senza ipocrisie, è diventato tremendamente raro.