in queste ore stiamo assistendo a un evento di grande rilevanza storica per l’esplorazione spaziale umana. La missione Artemis II, lanciata con successo il 1° aprile 2026, ha riportato gli astronauti al di là dell’orbita terrestre bassa per la prima volta dal dicembre 1972.
A bordo della capsula Orion si trovano il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, l’astronauta Christina Koch e il collega canadese Jeremy Hansen. Durante i circa dieci giorni di missione, l’equipaggio effettuerà un flyby lunare, testerà in condizioni reali i sistemi della navicella Orion e supererà già il record di distanza dalla Terra stabilito da Apollo 13.
Questa missione rappresenta un passaggio fondamentale nel programma Artemis. Non si tratta ancora di un allunaggio, bensì di una prova critica di verifica dei sistemi con equipaggio a bordo, preparatoria alle missioni successive. Se Artemis II confermerà le prestazioni attese, Artemis III dovrebbe riportare gli astronauti sulla superficie lunare, probabilmente nella regione del polo sud, dove la presenza di ghiaccio d’acqua apre interessanti prospettive per l’utilizzo di risorse in situ.
Personalmente, ritengo che Artemis II simboleggi molto più di un semplice ritorno alla Luna: segna l’inizio di una nuova fase di esplorazione sostenibile dello spazio profondo. L’obiettivo a medio termine è la creazione di una presenza umana duratura in orbita lunare (attraverso il Lunar Gateway) e, in prospettiva, lo sviluppo di infrastrutture che possano supportare missioni verso Marte e oltre.
È un momento che invita a riflettere sul progresso tecnologico e sulla capacità dell’umanità di riprendere, dopo oltre mezzo secolo, un cammino interrotto. La collaborazione internazionale (in questo caso con l’Agenzia Spaziale Canadese) sottolinea inoltre come l’esplorazione spaziale continui a essere uno degli ambiti in cui la cooperazione tra nazioni può produrre i risultati più significativi.
Chi tra voi sta seguendo la missione con particolare attenzione? Quali aspetti tecnici vi sembrano più critici in questa fase di test? Pensate che il programma Artemis riuscirà a mantenere i tempi previsti per le missioni successive, o prevedete ritardi legati a budget e complessità tecniche?
ARTEMIS II
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Conte Jägermeister
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Balengo
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Re: ARTEMIS II
Ho zero competenze in materia, perciò ti do una risposta più che altro schietta.
Secondo me sono quattro miliardi di dollari buttati nel cesso....
Non so tutto questo a cosa serva e soprattutto a ritornare sulla luna dopo più di 50 anni per farci cosa?
La base come nei film di fantascienza?
Non dico che non sia un'avventura affascinante ma ormai ha perso carisma...
Se ci sono stati negli anni sessanta come dicono, tornare oggi nel 2026 girandoci intorno come se fosse la prima volta che tentano l'approccio.... bè.... Qualche dubbio me lo fa venire..
Vedere le fotografie della terra dall'alto probabilmente negli anni sessanta lasciava stupefatti, ma oggi, a parte gli esperti secondo me non se le fila poi più nessuno..
Dirò una frase scontata ma credo che funzioni sempre in questi casi.
Con tutti i problemi che ci sono sulla terra quei soldi potevano essere convertiti nella scienza studiando malattie e problemi che ci affliggono quotidianamente.
Trovare fonti energetiche alternative e cose di questo genere.
E poi se per quasi 50 anni più o meno non ci sono più tornati perché tornarci adesso?
Hanno trovato i quattro miliardi di dollari soltanto oggi perché non c'erano prima possibile?
O perché l'opinione pubblica oggi è più favorevole allo spazio di prima io non credo....
Con tutti i film che abbiamo visto al cinema e in televisione di fantascienza, l'esplorazione lunare non è più qualcosa che affascina come un tempo.
L'idea di una base sulla luna se una volta poteva essere qualcosa di veramente avvincente oggi francamente.....mi lascia piuttosto indifferente.
Solo e se la realizzeranno, forse ci potrà essere qualche interesse in più.
Proprio perché ci sarà gente che vivrà lassù o così dicono.
Ma fino ad allora e ne passerà di tempo, preferisco pensare a quello che accade sulla terra che alzare gli occhi al cielo...
Secondo me sono quattro miliardi di dollari buttati nel cesso....
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La base come nei film di fantascienza?
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Se ci sono stati negli anni sessanta come dicono, tornare oggi nel 2026 girandoci intorno come se fosse la prima volta che tentano l'approccio.... bè.... Qualche dubbio me lo fa venire..
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Dirò una frase scontata ma credo che funzioni sempre in questi casi.
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E poi se per quasi 50 anni più o meno non ci sono più tornati perché tornarci adesso?
Hanno trovato i quattro miliardi di dollari soltanto oggi perché non c'erano prima possibile?
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Sedicesima Grifo
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Re: ARTEMIS II
Lo spazio non mi ha mai affascinato più di tanto ma il risultato del lavoro della mente umana è sempre molto interessante.
Per me più per quello che si riesce a fare che non per il fine di quello che si fa e che, a volte, non è neppure bellissimo.
Il mio timore è che si riesca a colonizzare la Luna per poi distruggerla.
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Re: ARTEMIS II
Balengo ha scritto: ↑ieri, 9:47 Ho zero competenze in materia, perciò ti do una risposta più che altro schietta.
Secondo me sono quattro miliardi di dollari buttati nel cesso....
Non so tutto questo a cosa serva e soprattutto a ritornare sulla luna dopo più di 50 anni per farci cosa?
La base come nei film di fantascienza?
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Se ci sono stati negli anni sessanta come dicono, tornare oggi nel 2026 girandoci intorno come se fosse la prima volta che tentano l'approccio.... bè.... Qualche dubbio me lo fa venire..
Vedere le fotografie della terra dall'alto probabilmente negli anni sessanta lasciava stupefatti, ma oggi, a parte gli esperti secondo me non se le fila poi più nessuno..
Dirò una frase scontata ma credo che funzioni sempre in questi casi.
Con tutti i problemi che ci sono sulla terra quei soldi potevano essere convertiti nella scienza studiando malattie e problemi che ci affliggono quotidianamente.
Trovare fonti energetiche alternative e cose di questo genere.
E poi se per quasi 50 anni più o meno non ci sono più tornati perché tornarci adesso?
Hanno trovato i quattro miliardi di dollari soltanto oggi perché non c'erano prima possibile?
O perché l'opinione pubblica oggi è più favorevole allo spazio di prima io non credo....
Con tutti i film che abbiamo visto al cinema e in televisione di fantascienza, l'esplorazione lunare non è più qualcosa che affascina come un tempo.
L'idea di una base sulla luna se una volta poteva essere qualcosa di veramente avvincente oggi francamente.....mi lascia piuttosto indifferente.
Solo e se la realizzeranno, forse ci potrà essere qualche interesse in più.
Proprio perché ci sarà gente che vivrà lassù o così dicono.
Ma fino ad allora e ne passerà di tempo, preferisco pensare a quello che accade sulla terra che alzare gli occhi al cielo...
I 4 miliardi di Artemis II servono principalmente a testare con equipaggio la capsula Orion e i sistemi di deep space, cosa che non si faceva dagli anni ’70. Non è solo “un giro intorno alla Luna”, ma una verifica indispensabile prima dell’allunaggio previsto con Artemis III.
Il ritorno sulla Luna dopo 50 anni ha obiettivi diversi rispetto ad Apollo: non una semplice bandiera, ma la costruzione di una presenza più sostenibile, con l’idea di usare risorse locali (ghiaccio al polo sud) e preparare tecnologie per Marte.
Hai ragione però sui costi elevati, sui ritardi accumulati e sul fatto che l’entusiasmo generale è molto minore rispetto agli anni ’60. Le immagini della Terra dallo spazio non stupiscono più come una volta.
Sul dilemma “spazio vs problemi terrestri”: gli investimenti spaziali sono una piccola frazione del bilancio pubblico e spesso generano ricadute tecnologiche utili anche sulla Terra (telecomunicazioni, materiali, monitoraggio climatico, medicina). Non è necessariamente “o l’uno o l’altro”.
Rimane comunque legittimo chiedersi se i tempi e i costi attuali siano giustificati. Il programma Artemis ha già accumulato ritardi importanti e dovrà dimostrare di poter diventare più efficiente, anche grazie al contributo del settore privato.
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Re: ARTEMIS II
Sedicesima Grifo ha scritto: ↑ieri, 14:33 Lo spazio non mi ha mai affascinato più di tanto ma il risultato del lavoro della mente umana è sempre molto interessante.
Per me più per quello che si riesce a fare che non per il fine di quello che si fa e che, a volte, non è neppure bellissimo.
Il mio timore è che si riesca a colonizzare la Luna per poi distruggerla.
Riguardo alla tua preoccupazione sulla colonizzazione della Luna, è un timore legittimo e condivisibile. La storia umana ci ha insegnato che ogni nuova frontiera è stata accompagnata da sfruttamento e danni ambientali. Nessuno vuole ripetere sulla Luna gli errori fatti sulla Terra.
Detto questo, proprio perché oggi siamo più consapevoli di questi rischi, il programma Artemis (e le agenzie coinvolte) sta cercando di definire fin dall’inizio regole internazionali per l’uso sostenibile delle risorse lunari. L’obiettivo dichiarato non è “colonizzare e distruggere”, ma testare tecnologie per estrarre risorse in modo controllato (soprattutto ghiaccio d’acqua) e preparare missioni più lontane, come Marte, con un approccio più responsabile.
Ovviamente tra le intenzioni e la realtà può esserci una grande distanza, e sarà importante vigilare affinché non si trasformi in una nuova corsa allo sfruttamento senza regole.
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Re: ARTEMIS II
Non ho mai visto qualcuno dedito al male dichiarare di perseguire interessi particolari. Ho sempre visto ampie dichiarazioni a favore del bene dell'umanità.Conte Jägermeister ha scritto: ↑36 minuti faSedicesima Grifo ha scritto: ↑ieri, 14:33 Lo spazio non mi ha mai affascinato più di tanto ma il risultato del lavoro della mente umana è sempre molto interessante.
Per me più per quello che si riesce a fare che non per il fine di quello che si fa e che, a volte, non è neppure bellissimo.
Il mio timore è che si riesca a colonizzare la Luna per poi distruggerla.
Riguardo alla tua preoccupazione sulla colonizzazione della Luna, è un timore legittimo e condivisibile. La storia umana ci ha insegnato che ogni nuova frontiera è stata accompagnata da sfruttamento e danni ambientali. Nessuno vuole ripetere sulla Luna gli errori fatti sulla Terra.
Detto questo, proprio perché oggi siamo più consapevoli di questi rischi, il programma Artemis (e le agenzie coinvolte) sta cercando di definire fin dall’inizio regole internazionali per l’uso sostenibile delle risorse lunari. L’obiettivo dichiarato non è “colonizzare e distruggere”, ma testare tecnologie per estrarre risorse in modo controllato (soprattutto ghiaccio d’acqua) e preparare missioni più lontane, come Marte, con un approccio più responsabile.
Ovviamente tra le intenzioni e la realtà può esserci una grande distanza, e sarà importante vigilare affinché non si trasformi in una nuova corsa allo sfruttamento senza regole.
Mi fido molto di più di chi non vuole salvare il mondo.
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Re: ARTEMIS II
Sedicesima Grifo ha scritto: ↑30 minuti faNon ho mai visto qualcuno dedito al male dichiarare di perseguire interessi particolari. Ho sempre visto ampie dichiarazioni a favore del bene dell'umanità.Conte Jägermeister ha scritto: ↑36 minuti faSedicesima Grifo ha scritto: ↑ieri, 14:33 Lo spazio non mi ha mai affascinato più di tanto ma il risultato del lavoro della mente umana è sempre molto interessante.
Per me più per quello che si riesce a fare che non per il fine di quello che si fa e che, a volte, non è neppure bellissimo.
Il mio timore è che si riesca a colonizzare la Luna per poi distruggerla.
Riguardo alla tua preoccupazione sulla colonizzazione della Luna, è un timore legittimo e condivisibile. La storia umana ci ha insegnato che ogni nuova frontiera è stata accompagnata da sfruttamento e danni ambientali. Nessuno vuole ripetere sulla Luna gli errori fatti sulla Terra.
Detto questo, proprio perché oggi siamo più consapevoli di questi rischi, il programma Artemis (e le agenzie coinvolte) sta cercando di definire fin dall’inizio regole internazionali per l’uso sostenibile delle risorse lunari. L’obiettivo dichiarato non è “colonizzare e distruggere”, ma testare tecnologie per estrarre risorse in modo controllato (soprattutto ghiaccio d’acqua) e preparare missioni più lontane, come Marte, con un approccio più responsabile.
Ovviamente tra le intenzioni e la realtà può esserci una grande distanza, e sarà importante vigilare affinché non si trasformi in una nuova corsa allo sfruttamento senza regole.
Mi fido molto di più di chi non vuole salvare il mondo.
Capisco il tuo scetticismo: nella storia, i progetti più discutibili sono sempre stati presentati come “per il bene dell’umanità”. È normale diffidare delle grandi dichiarazioni salvifiche.
Nel caso di Artemis vale lo stesso: si parla di sostenibilità e progresso per tutti, ma dietro ci sono anche interessi geopolitici, industriali e di prestigio nazionale. Il tuo approccio fidarsi di più di chi non promette di salvare il mondo, è un sano realismo.
L’essere umano porta con sé i suoi difetti ovunque vada, Luna compresa. Per questo serve vigilanza sui costi, sugli obiettivi reali e su chi ci guadagnerà davvero.
