Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
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Conte Jägermeister
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Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Negli ultimi anni in Italia le maxi cilindrate non stanno vivendo il loro momento migliore. Le cruiser e le touring pesanti non sono più centrali come una volta e questo, piaccia o no, tocca anche Harley. Non è un discorso americano, è roba che si vede anche qui: concessionarie più prudenti, usato trattato con più attenzione, meno “scorte infinite” in salone.
La domanda che mi faccio è:
è un problema di prezzi?
di cultura motociclistica che sta cambiando?
o semplicemente oggi la gente vuole moto più leggere, più versatili, meno impegnative?
Perché diciamocelo chiaramente: una Touring oggi non è una moto che compri a cuor leggero. Tra listino, accessori e gestione, l’impegno è serio. E il mercato italiano non è quello americano.
Non sto parlando di crisi nera o allarmismi. Però secondo me qualcosa si sta muovendo. Le Harley restano moto iconiche, ma il contesto attorno è diverso rispetto a dieci o quindici anni fa.
Voi come la vedete?
Qui in Italia è una fase di passaggio o dobbiamo abituarci a numeri più piccoli e a una rete più selettiva?
La domanda che mi faccio è:
è un problema di prezzi?
di cultura motociclistica che sta cambiando?
o semplicemente oggi la gente vuole moto più leggere, più versatili, meno impegnative?
Perché diciamocelo chiaramente: una Touring oggi non è una moto che compri a cuor leggero. Tra listino, accessori e gestione, l’impegno è serio. E il mercato italiano non è quello americano.
Non sto parlando di crisi nera o allarmismi. Però secondo me qualcosa si sta muovendo. Le Harley restano moto iconiche, ma il contesto attorno è diverso rispetto a dieci o quindici anni fa.
Voi come la vedete?
Qui in Italia è una fase di passaggio o dobbiamo abituarci a numeri più piccoli e a una rete più selettiva?
Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Quello che descrivi non è fantasia da forum: è una dinamica reale che si vede anche qui in Italia. E no, non è “crisi Harley”. È trasformazione del mercato.
Partiamo dal punto più concreto: i prezzi.
Una Touring oggi che sia una Street Glide o una Road Glide, non è più un acquisto impulsivo. È un impegno serio. Tra listino, optional, assicurazione, manutenzione e svalutazione, entri tranquillamente in territori che una volta erano da automobile premium. E il mercato italiano non ha la stessa capacità di assorbimento di quello americano. Qui il cliente medio fa più conti.
Ma secondo me il punto più profondo non è solo economico
È culturale.
Dieci/quindici anni fa la maxi cruiser o la Touring pesante rappresentavano un traguardo. Oggi la cultura motociclistica è cambiata: più versatilità, più leggerezza, più uso quotidiano. Il motociclista italiano medio vive strade strette, traffico, weekend brevi. Una moto da 400 kg non è sempre la scelta più razionale.
E poi c’è un altro fattore: l’offerta. Oggi il mercato propone alternative credibili in ogni segmento. Adventure, crossover, sport touring leggere… Moto che fanno “un po’ tutto” senza chiederti di specializzarti. Harley, storicamente, ti chiede una scelta identitaria. E non tutti oggi vogliono un’identità così definita.
Detto questo, attenzione a non fare un errore: Harley non sta sparendo, sta selezionando.
Le concessionarie più prudenti, meno stock infinito, più attenzione all’usato… non è debolezza, è adattamento. Margini più controllati, meno esposizione finanziaria. È una rete che diventa più “snella”, non necessariamente più fragile.
La vera domanda è:
siamo davanti a una fase di passaggio o a un ridimensionamento strutturale?
La mia opinione? In Italia ci dobbiamo abituare a numeri più piccoli rispetto al passato d’oro. Ma più sani. Meno “effetto moda”, più clienti consapevoli. Chi oggi compra una Touring lo fa perché la vuole davvero, non perché “è il momento”.
Le Harley restano iconiche. Ma oggi non basta l’icona: serve sostenibilità economica e coerenza col proprio stile di vita.
Partiamo dal punto più concreto: i prezzi.
Una Touring oggi che sia una Street Glide o una Road Glide, non è più un acquisto impulsivo. È un impegno serio. Tra listino, optional, assicurazione, manutenzione e svalutazione, entri tranquillamente in territori che una volta erano da automobile premium. E il mercato italiano non ha la stessa capacità di assorbimento di quello americano. Qui il cliente medio fa più conti.
Ma secondo me il punto più profondo non è solo economico
È culturale.
Dieci/quindici anni fa la maxi cruiser o la Touring pesante rappresentavano un traguardo. Oggi la cultura motociclistica è cambiata: più versatilità, più leggerezza, più uso quotidiano. Il motociclista italiano medio vive strade strette, traffico, weekend brevi. Una moto da 400 kg non è sempre la scelta più razionale.
E poi c’è un altro fattore: l’offerta. Oggi il mercato propone alternative credibili in ogni segmento. Adventure, crossover, sport touring leggere… Moto che fanno “un po’ tutto” senza chiederti di specializzarti. Harley, storicamente, ti chiede una scelta identitaria. E non tutti oggi vogliono un’identità così definita.
Detto questo, attenzione a non fare un errore: Harley non sta sparendo, sta selezionando.
Le concessionarie più prudenti, meno stock infinito, più attenzione all’usato… non è debolezza, è adattamento. Margini più controllati, meno esposizione finanziaria. È una rete che diventa più “snella”, non necessariamente più fragile.
La vera domanda è:
siamo davanti a una fase di passaggio o a un ridimensionamento strutturale?
La mia opinione? In Italia ci dobbiamo abituare a numeri più piccoli rispetto al passato d’oro. Ma più sani. Meno “effetto moda”, più clienti consapevoli. Chi oggi compra una Touring lo fa perché la vuole davvero, non perché “è il momento”.
Le Harley restano iconiche. Ma oggi non basta l’icona: serve sostenibilità economica e coerenza col proprio stile di vita.
Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Concordo!
Il marchio c'è ed è sempre presente.
Se c'è anche una riduzione di numeri, in particolare sulla categoria touring, è soprattutto per una questione di prezzi, almeno in Italia, perché oggi nessuno rischierebbe la bancarotta per seguire una moda o soddisfare un capriccio se non ha motivazioni più profonde che lo spingono a comprare una motocicletta di oltre 30k. Con tutto quello che costa oggi per vivere degnamente, soprattutto per chi mette su famiglia, pensare di privarsi o addirittura indebitarsi così tanto per una motocicletta è diventata quasi utopia, anche pensando di arrivarci non più da giovane è comunque un impegno bello tosto.
Sul preferire moto più snelle perché nel frattempo sono cambiate anche le esigenze, Ni! È anche vero, da una parte, che le softail di oggi soddisfano su molti punti di vista, rispetto che al passato, ma continuo comunque a pensare che il segmento touring rimane un punto di arrivo per molti appassionati, fermo restando che, potendosi permette, le possederebbero volentieri entrambe.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.
Sicuramente non è da aspettarsi chissà quali miracoli dal marchio sui prezzi, anche se mi piacerebbe di più che arrivasse qualcosa dallo stato italiano, come abbassamenti di tasse o, meglio ancora, aumenti delle paghe, ma al momento restano solo fantasie.
Il marchio c'è ed è sempre presente.
Se c'è anche una riduzione di numeri, in particolare sulla categoria touring, è soprattutto per una questione di prezzi, almeno in Italia, perché oggi nessuno rischierebbe la bancarotta per seguire una moda o soddisfare un capriccio se non ha motivazioni più profonde che lo spingono a comprare una motocicletta di oltre 30k. Con tutto quello che costa oggi per vivere degnamente, soprattutto per chi mette su famiglia, pensare di privarsi o addirittura indebitarsi così tanto per una motocicletta è diventata quasi utopia, anche pensando di arrivarci non più da giovane è comunque un impegno bello tosto.
Sul preferire moto più snelle perché nel frattempo sono cambiate anche le esigenze, Ni! È anche vero, da una parte, che le softail di oggi soddisfano su molti punti di vista, rispetto che al passato, ma continuo comunque a pensare che il segmento touring rimane un punto di arrivo per molti appassionati, fermo restando che, potendosi permette, le possederebbero volentieri entrambe.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.
Sicuramente non è da aspettarsi chissà quali miracoli dal marchio sui prezzi, anche se mi piacerebbe di più che arrivasse qualcosa dallo stato italiano, come abbassamenti di tasse o, meglio ancora, aumenti delle paghe, ma al momento restano solo fantasie.
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Balengo
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
In Italia le maxi cruiser e touring pesanti, Harley in testa, non tirano più come prima. Non è una crisi nera, ma un cambiamento vero, lento e profondo.
Secondo me non è solo questione di prezzi (anche se una Touring nuova con accessori te la paghi come una Panda full optional per dieci anni), è proprio il modo in cui la gente vive la moto oggi.
Quindici anni fa compravi una Harley per dire “io sono questo”, per il look, per il raduno, per il rombo che spacca i timpani al bar. Era status, identità, weekend da macho. Oggi? La moto deve fare tutto: commuting in città incasinata, curve in montagna il sabato, viaggio con la tipa senza sembrare un trattore, parcheggio facile, consumi che non ti rovinano, manutenzione che non ti obbliga a ipotecare la casa.
Le adventure medie, le trail leggere, le naked crossover… fanno esattamente quello. Sono versatili, più basse, più maneggevoli, ti permettono di stare in piedi in mezzo al traffico senza sembrare un armadio, e se piove non ti senti un idiota. Una Harley pesante la parcheggi e già sudi freddo pensando a quando dovrai tirarla su da sola.
Poi c’è la generazione nuova: per molti under 40 la moto non è più “la mia roba da maschio”, è uno strumento. Vogliono roba divertente, agile, personalizzabile senza spendere una fortuna in aftermarket blindato. Harley resta icona, ma per tanti è diventata “quella roba da papà con la pancia e i soldi”.
Non è che spariranno, eh. Rimarranno una nicchia forte: appassionati veri, gente con garage grande e conto in banca gonfio, collezionisti, chi se ne frega del consumo e vuole proprio quel feeling old school. Ma il mercato di massa? Si è spostato altrove.
Quindi sì, fase di passaggio? No, secondo me è la nuova normalità. Harley in Italia diventerà sempre più esclusiva, rete più snella, concessionari che campano di service e usato selezionato. Non è la fine del mondo, è solo che il mondo è cambiato e la moto da “sogno americano” non è più al centro per la maggioranza.
Secondo me non è solo questione di prezzi (anche se una Touring nuova con accessori te la paghi come una Panda full optional per dieci anni), è proprio il modo in cui la gente vive la moto oggi.
Quindici anni fa compravi una Harley per dire “io sono questo”, per il look, per il raduno, per il rombo che spacca i timpani al bar. Era status, identità, weekend da macho. Oggi? La moto deve fare tutto: commuting in città incasinata, curve in montagna il sabato, viaggio con la tipa senza sembrare un trattore, parcheggio facile, consumi che non ti rovinano, manutenzione che non ti obbliga a ipotecare la casa.
Le adventure medie, le trail leggere, le naked crossover… fanno esattamente quello. Sono versatili, più basse, più maneggevoli, ti permettono di stare in piedi in mezzo al traffico senza sembrare un armadio, e se piove non ti senti un idiota. Una Harley pesante la parcheggi e già sudi freddo pensando a quando dovrai tirarla su da sola.
Poi c’è la generazione nuova: per molti under 40 la moto non è più “la mia roba da maschio”, è uno strumento. Vogliono roba divertente, agile, personalizzabile senza spendere una fortuna in aftermarket blindato. Harley resta icona, ma per tanti è diventata “quella roba da papà con la pancia e i soldi”.
Non è che spariranno, eh. Rimarranno una nicchia forte: appassionati veri, gente con garage grande e conto in banca gonfio, collezionisti, chi se ne frega del consumo e vuole proprio quel feeling old school. Ma il mercato di massa? Si è spostato altrove.
Quindi sì, fase di passaggio? No, secondo me è la nuova normalità. Harley in Italia diventerà sempre più esclusiva, rete più snella, concessionari che campano di service e usato selezionato. Non è la fine del mondo, è solo che il mondo è cambiato e la moto da “sogno americano” non è più al centro per la maggioranza.
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Sedicesima Grifo
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Non ho la panza (e neppure sono milionario) ma la mia Street Glide me la spupazzo sui tornanti e sul pavé, in autostrada e per andare al lavoro. E mi fa oltre 20 km/litro.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
Morale Folgore: meraviglioso!
Ariete circondata, Ariete continua a combattere!
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Balengo
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Sedicesima Grifo ha scritto: ↑02/03/2026, 20:38 Non ho la panza (e neppure sono milionario) ma la mia Street Glide me la spupazzo sui tornanti e sul pavé, in autostrada e per andare al lavoro. E mi fa oltre 20 km/litro.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
Devi fare questa prova: prova a parcheggiarla in discesa dove davanti a te c'è un muro e devi per forza tornare indietro a spinta.
Quando l'hai fatto dimmi com'è andata
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Bob107 ha scritto: ↑02/03/2026, 10:44 Concordo!
Il marchio c'è ed è sempre presente.
Se c'è anche una riduzione di numeri, in particolare sulla categoria touring, è soprattutto per una questione di prezzi, almeno in Italia, perché oggi nessuno rischierebbe la bancarotta per seguire una moda o soddisfare un capriccio se non ha motivazioni più profonde che lo spingono a comprare una motocicletta di oltre 30k. Con tutto quello che costa oggi per vivere degnamente, soprattutto per chi mette su famiglia, pensare di privarsi o addirittura indebitarsi così tanto per una motocicletta è diventata quasi utopia, anche pensando di arrivarci non più da giovane è comunque un impegno bello tosto.
Sul preferire moto più snelle perché nel frattempo sono cambiate anche le esigenze, Ni! È anche vero, da una parte, che le softail di oggi soddisfano su molti punti di vista, rispetto che al passato, ma continuo comunque a pensare che il segmento touring rimane un punto di arrivo per molti appassionati, fermo restando che, potendosi permette, le possederebbero volentieri entrambe.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.
Sicuramente non è da aspettarsi chissà quali miracoli dal marchio sui prezzi, anche se mi piacerebbe di più che arrivasse qualcosa dallo stato italiano, come abbassamenti di tasse o, meglio ancora, aumenti delle paghe, ma al momento restano solo fantasie.
Ma chi ha stabilito che il segmento delle touring è un punto di arrivo? A me sembra tanto una cazzata portata avanti negli anni solo per giustificare un tipo di moto rispetto ad un altro.
Se la compri nuova ti costa un botto ma quanto usato si trova?
Una volta che la compri usata e ti costa molto meno è sempre un punto di arrivo?
Per me non è affatto un punto di arrivo ma semplicemente un altro segmento.
Perché se fosse così come si dice, ognuno che entra nel mondo delle Harley deve appendersi in casa il poster di una Electra Glide e sognarla..
Ma non mi pare proprio che accada una cosa del genere anzi..
C'è tanta gente che è partita con uno Sportster e sta andando avanti solamente con quello.
Ci vogliono inculcare questa stronzata elitaria, che guidare una touring sia l'ultimo approdo e quindi il raggiungimento della vetta "status sociale" in ambiente Harley.
Sono solo puttanate di marketing che durano da una vita..
Ognuno sceglie la moto che vuole ma non esiste assolutamente il traguardo definitivo.
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Come diceva quel filosofo latino "coito ergo sum" ?
Ma tralasciando le citazioni in latino, direi che c'è del vero in quanto scritto dall'amico Balengo.
Nel senso che, in passato o dovrei dire a questo punto "anticamente ", non c'era questa usanza o suddivisione di segmento, perché queste motociclette di categoria touring che ancora dovevano essere classificate tali, venivano acquistate e gestite da chiunque senza particolari problemi.
Erano le motociclette con una protezione in più acquistate dai gentiluomini americani che contestualmente, volevano circolare protetti come sulle loro grosse automobili.
Di contro i giovani ribelli, prendevano queste motociclette a cui toglievano il parabrezza e altre amenità, rendendole più accattivanti e facendo così nascere il fenomeno delle motociclette customizzate.
Quindi c'erano motociclisti che guidavano motociclette sportiveggianti.
Motociclisti che guidavano motociclette più leggere e gestibili.
Motociclisti che sceglievano questa categoria per viaggiare con loro la moglie sulla ampissima monosella che all'epoca il modello Electra Glide aveva di serie.
Una volta non era assolutamente un punto di arrivo e forse non lo è neanche oggi.
Sono sono state in parte le concessionarie a creare questo diciamo mito e poi anche gli utenti stessi.
Che un determinato giorno, hanno deciso che la motocicletta entry level fosse il modello Sportster.
Quando invece una volta non lo era assolutamente.
Come anche sono i possessori stessi, che hanno definito la motocicletta di modello Sportster, una moto adatta al genere femminile....
Tutte stupidaggini a mio avviso, generate da una corrente di pensiero che più di che di pensiero, la considero una corrente alternata...
Perciò è vero che un tempo queste motociclette non erano considerate tali ma è vero che oggi per alcuni, sono considerate il limite oltre cui non c'è più niente dove andare.
Per altri per una questione di costi, sono simbolicamente, una specie di status symbol da sfoggiare...
Ma oggi anche questo sembrerebbe cambiato.
Il modello Electra Glide è stato apparentemente mandato in pensione, e il modello invece Street Glide che agli inizi degli anni 2000 fu una sorta di novità, oggi è diventata la motocicletta Harley Davidson per eccellenza.
Si può dire che sia lei con il suo stile variato nel tempo, a portare avanti tutta la baracca.
Ma tralasciando le citazioni in latino, direi che c'è del vero in quanto scritto dall'amico Balengo.
Nel senso che, in passato o dovrei dire a questo punto "anticamente ", non c'era questa usanza o suddivisione di segmento, perché queste motociclette di categoria touring che ancora dovevano essere classificate tali, venivano acquistate e gestite da chiunque senza particolari problemi.
Erano le motociclette con una protezione in più acquistate dai gentiluomini americani che contestualmente, volevano circolare protetti come sulle loro grosse automobili.
Di contro i giovani ribelli, prendevano queste motociclette a cui toglievano il parabrezza e altre amenità, rendendole più accattivanti e facendo così nascere il fenomeno delle motociclette customizzate.
Quindi c'erano motociclisti che guidavano motociclette sportiveggianti.
Motociclisti che guidavano motociclette più leggere e gestibili.
Motociclisti che sceglievano questa categoria per viaggiare con loro la moglie sulla ampissima monosella che all'epoca il modello Electra Glide aveva di serie.
Una volta non era assolutamente un punto di arrivo e forse non lo è neanche oggi.
Sono sono state in parte le concessionarie a creare questo diciamo mito e poi anche gli utenti stessi.
Che un determinato giorno, hanno deciso che la motocicletta entry level fosse il modello Sportster.
Quando invece una volta non lo era assolutamente.
Come anche sono i possessori stessi, che hanno definito la motocicletta di modello Sportster, una moto adatta al genere femminile....
Tutte stupidaggini a mio avviso, generate da una corrente di pensiero che più di che di pensiero, la considero una corrente alternata...
Perciò è vero che un tempo queste motociclette non erano considerate tali ma è vero che oggi per alcuni, sono considerate il limite oltre cui non c'è più niente dove andare.
Per altri per una questione di costi, sono simbolicamente, una specie di status symbol da sfoggiare...
Ma oggi anche questo sembrerebbe cambiato.
Il modello Electra Glide è stato apparentemente mandato in pensione, e il modello invece Street Glide che agli inizi degli anni 2000 fu una sorta di novità, oggi è diventata la motocicletta Harley Davidson per eccellenza.
Si può dire che sia lei con il suo stile variato nel tempo, a portare avanti tutta la baracca.
Il paradiso può attendere!

Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Balengo ha scritto: ↑ieri, 9:23
Ma chi ha stabilito che il segmento delle touring è un punto di arrivo? A me sembra tanto una cazzata portata avanti negli anni solo per giustificare un tipo di moto rispetto ad un altro.
Se la compri nuova ti costa un botto ma quanto usato si trova?
Una volta che la compri usata e ti costa molto meno è sempre un punto di arrivo?
Per me non è affatto un punto di arrivo ma semplicemente un altro segmento.
Perché se fosse così come si dice, ognuno che entra nel mondo delle Harley deve appendersi in casa il poster di una Electra Glide e sognarla..
Ma non mi pare proprio che accada una cosa del genere anzi..
C'è tanta gente che è partita con uno Sportster e sta andando avanti solamente con quello.
Ci vogliono inculcare questa stronzata elitaria, che guidare una touring sia l'ultimo approdo e quindi il raggiungimento della vetta "status sociale" in ambiente Harley.
Sono solo puttanate di marketing che durano da una vita..
Ognuno sceglie la moto che vuole ma non esiste assolutamente il traguardo definitivo.
Non lo ha stabilito nessuno.
Prova semplicemente a chiedere a tutti gli appassionati di HD che conosci se vorrebbero avere una bella Street Glide o Road Glide in garage e vedi quanti con sincerità ti risponderanno di no.
L'entry level è un dato di fatto, non è una opinione, poi che uno si tiene una Sportster tutta la vita lo fa tranquillamente, ci mancherebbe, ma anche qui, chiediti quanti harleysti hanno posseduto una Sportster o una entry level e di questi, quanti l'hanno tenuta per sempre. Non è sminuire un qualcosa, è soltanto per dire che è la prima porta d'ingresso, la più accessibile, dove chi entra, generalmente poi viene catturato da altro ancora più appetibile, anche dopo aver maturato più esperienza. Tutto qua.
Non è una regola cambiare la prima HD posseduta ma è forse raro, o comunque non sono tantissimi chi non lo fà.
Anch'io ho scelto la Street Bob e non ho nessuna intenzione di sostituirla con nessun'altra HD, ma non rimango indifferente al fascino delle touring e non nego che se un giorno avrò la possibilità non mi dispiacerebbe averne una da affiancare alla SB, che voglio tenere assolutamente.
Chi acquista un modello touring lo fa perché ne è attratto, se poi i motivi sono diversi, chi per gusti personali, chi per esigenze specifiche o per acquisire uno status symbol e sentirsi figo, che importanza ha? In ogni caso, non fa del male a nessuno e nessuno ci vuole inculcare niente, però è innegabile che sono belle e hanno il loro appeal tra gli harleysti, non si può certamente dire il contrario.
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
La metto sottobraccio, la giro e riparto.Balengo ha scritto: ↑ieri, 9:07Sedicesima Grifo ha scritto: ↑02/03/2026, 20:38 Non ho la panza (e neppure sono milionario) ma la mia Street Glide me la spupazzo sui tornanti e sul pavé, in autostrada e per andare al lavoro. E mi fa oltre 20 km/litro.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
Devi fare questa prova: prova a parcheggiarla in discesa dove davanti a te c'è un muro e devi per forza tornare indietro a spinta.
Quando l'hai fatto dimmi com'è andata![]()
Scherzi a parte, bisogna stare attenti a dove si parcheggia e a non mettersi in difficoltà.
Si fa manovra prima e si posteggia col muso in salita.
Morale Folgore: meraviglioso!
Ariete circondata, Ariete continua a combattere!
Ariete circondata, Ariete continua a combattere!
