Negli ultimi anni in Italia le maxi cilindrate non stanno vivendo il loro momento migliore. Le cruiser e le touring pesanti non sono più centrali come una volta e questo, piaccia o no, tocca anche Harley. Non è un discorso americano, è roba che si vede anche qui: concessionarie più prudenti, usato trattato con più attenzione, meno “scorte infinite” in salone.
La domanda che mi faccio è:
è un problema di prezzi?
di cultura motociclistica che sta cambiando?
o semplicemente oggi la gente vuole moto più leggere, più versatili, meno impegnative?
Perché diciamocelo chiaramente: una Touring oggi non è una moto che compri a cuor leggero. Tra listino, accessori e gestione, l’impegno è serio. E il mercato italiano non è quello americano.
Non sto parlando di crisi nera o allarmismi. Però secondo me qualcosa si sta muovendo. Le Harley restano moto iconiche, ma il contesto attorno è diverso rispetto a dieci o quindici anni fa.
Voi come la vedete?
Qui in Italia è una fase di passaggio o dobbiamo abituarci a numeri più piccoli e a una rete più selettiva?
Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
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Conte Jägermeister
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Quello che descrivi non è fantasia da forum: è una dinamica reale che si vede anche qui in Italia. E no, non è “crisi Harley”. È trasformazione del mercato.
Partiamo dal punto più concreto: i prezzi.
Una Touring oggi che sia una Street Glide o una Road Glide, non è più un acquisto impulsivo. È un impegno serio. Tra listino, optional, assicurazione, manutenzione e svalutazione, entri tranquillamente in territori che una volta erano da automobile premium. E il mercato italiano non ha la stessa capacità di assorbimento di quello americano. Qui il cliente medio fa più conti.
Ma secondo me il punto più profondo non è solo economico
È culturale.
Dieci/quindici anni fa la maxi cruiser o la Touring pesante rappresentavano un traguardo. Oggi la cultura motociclistica è cambiata: più versatilità, più leggerezza, più uso quotidiano. Il motociclista italiano medio vive strade strette, traffico, weekend brevi. Una moto da 400 kg non è sempre la scelta più razionale.
E poi c’è un altro fattore: l’offerta. Oggi il mercato propone alternative credibili in ogni segmento. Adventure, crossover, sport touring leggere… Moto che fanno “un po’ tutto” senza chiederti di specializzarti. Harley, storicamente, ti chiede una scelta identitaria. E non tutti oggi vogliono un’identità così definita.
Detto questo, attenzione a non fare un errore: Harley non sta sparendo, sta selezionando.
Le concessionarie più prudenti, meno stock infinito, più attenzione all’usato… non è debolezza, è adattamento. Margini più controllati, meno esposizione finanziaria. È una rete che diventa più “snella”, non necessariamente più fragile.
La vera domanda è:
siamo davanti a una fase di passaggio o a un ridimensionamento strutturale?
La mia opinione? In Italia ci dobbiamo abituare a numeri più piccoli rispetto al passato d’oro. Ma più sani. Meno “effetto moda”, più clienti consapevoli. Chi oggi compra una Touring lo fa perché la vuole davvero, non perché “è il momento”.
Le Harley restano iconiche. Ma oggi non basta l’icona: serve sostenibilità economica e coerenza col proprio stile di vita.
Partiamo dal punto più concreto: i prezzi.
Una Touring oggi che sia una Street Glide o una Road Glide, non è più un acquisto impulsivo. È un impegno serio. Tra listino, optional, assicurazione, manutenzione e svalutazione, entri tranquillamente in territori che una volta erano da automobile premium. E il mercato italiano non ha la stessa capacità di assorbimento di quello americano. Qui il cliente medio fa più conti.
Ma secondo me il punto più profondo non è solo economico
È culturale.
Dieci/quindici anni fa la maxi cruiser o la Touring pesante rappresentavano un traguardo. Oggi la cultura motociclistica è cambiata: più versatilità, più leggerezza, più uso quotidiano. Il motociclista italiano medio vive strade strette, traffico, weekend brevi. Una moto da 400 kg non è sempre la scelta più razionale.
E poi c’è un altro fattore: l’offerta. Oggi il mercato propone alternative credibili in ogni segmento. Adventure, crossover, sport touring leggere… Moto che fanno “un po’ tutto” senza chiederti di specializzarti. Harley, storicamente, ti chiede una scelta identitaria. E non tutti oggi vogliono un’identità così definita.
Detto questo, attenzione a non fare un errore: Harley non sta sparendo, sta selezionando.
Le concessionarie più prudenti, meno stock infinito, più attenzione all’usato… non è debolezza, è adattamento. Margini più controllati, meno esposizione finanziaria. È una rete che diventa più “snella”, non necessariamente più fragile.
La vera domanda è:
siamo davanti a una fase di passaggio o a un ridimensionamento strutturale?
La mia opinione? In Italia ci dobbiamo abituare a numeri più piccoli rispetto al passato d’oro. Ma più sani. Meno “effetto moda”, più clienti consapevoli. Chi oggi compra una Touring lo fa perché la vuole davvero, non perché “è il momento”.
Le Harley restano iconiche. Ma oggi non basta l’icona: serve sostenibilità economica e coerenza col proprio stile di vita.
Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Concordo!
Il marchio c'è ed è sempre presente.
Se c'è anche una riduzione di numeri, in particolare sulla categoria touring, è soprattutto per una questione di prezzi, almeno in Italia, perché oggi nessuno rischierebbe la bancarotta per seguire una moda o soddisfare un capriccio se non ha motivazioni più profonde che lo spingono a comprare una motocicletta di oltre 30k. Con tutto quello che costa oggi per vivere degnamente, soprattutto per chi mette su famiglia, pensare di privarsi o addirittura indebitarsi così tanto per una motocicletta è diventata quasi utopia, anche pensando di arrivarci non più da giovane è comunque un impegno bello tosto.
Sul preferire moto più snelle perché nel frattempo sono cambiate anche le esigenze, Ni! È anche vero, da una parte, che le softail di oggi soddisfano su molti punti di vista, rispetto che al passato, ma continuo comunque a pensare che il segmento touring rimane un punto di arrivo per molti appassionati, fermo restando che, potendosi permette, le possederebbero volentieri entrambe.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.
Sicuramente non è da aspettarsi chissà quali miracoli dal marchio sui prezzi, anche se mi piacerebbe di più che arrivasse qualcosa dallo stato italiano, come abbassamenti di tasse o, meglio ancora, aumenti delle paghe, ma al momento restano solo fantasie.
Il marchio c'è ed è sempre presente.
Se c'è anche una riduzione di numeri, in particolare sulla categoria touring, è soprattutto per una questione di prezzi, almeno in Italia, perché oggi nessuno rischierebbe la bancarotta per seguire una moda o soddisfare un capriccio se non ha motivazioni più profonde che lo spingono a comprare una motocicletta di oltre 30k. Con tutto quello che costa oggi per vivere degnamente, soprattutto per chi mette su famiglia, pensare di privarsi o addirittura indebitarsi così tanto per una motocicletta è diventata quasi utopia, anche pensando di arrivarci non più da giovane è comunque un impegno bello tosto.
Sul preferire moto più snelle perché nel frattempo sono cambiate anche le esigenze, Ni! È anche vero, da una parte, che le softail di oggi soddisfano su molti punti di vista, rispetto che al passato, ma continuo comunque a pensare che il segmento touring rimane un punto di arrivo per molti appassionati, fermo restando che, potendosi permette, le possederebbero volentieri entrambe.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.
Sicuramente non è da aspettarsi chissà quali miracoli dal marchio sui prezzi, anche se mi piacerebbe di più che arrivasse qualcosa dallo stato italiano, come abbassamenti di tasse o, meglio ancora, aumenti delle paghe, ma al momento restano solo fantasie.
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Balengo
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
In Italia le maxi cruiser e touring pesanti, Harley in testa, non tirano più come prima. Non è una crisi nera, ma un cambiamento vero, lento e profondo.
Secondo me non è solo questione di prezzi (anche se una Touring nuova con accessori te la paghi come una Panda full optional per dieci anni), è proprio il modo in cui la gente vive la moto oggi.
Quindici anni fa compravi una Harley per dire “io sono questo”, per il look, per il raduno, per il rombo che spacca i timpani al bar. Era status, identità, weekend da macho. Oggi? La moto deve fare tutto: commuting in città incasinata, curve in montagna il sabato, viaggio con la tipa senza sembrare un trattore, parcheggio facile, consumi che non ti rovinano, manutenzione che non ti obbliga a ipotecare la casa.
Le adventure medie, le trail leggere, le naked crossover… fanno esattamente quello. Sono versatili, più basse, più maneggevoli, ti permettono di stare in piedi in mezzo al traffico senza sembrare un armadio, e se piove non ti senti un idiota. Una Harley pesante la parcheggi e già sudi freddo pensando a quando dovrai tirarla su da sola.
Poi c’è la generazione nuova: per molti under 40 la moto non è più “la mia roba da maschio”, è uno strumento. Vogliono roba divertente, agile, personalizzabile senza spendere una fortuna in aftermarket blindato. Harley resta icona, ma per tanti è diventata “quella roba da papà con la pancia e i soldi”.
Non è che spariranno, eh. Rimarranno una nicchia forte: appassionati veri, gente con garage grande e conto in banca gonfio, collezionisti, chi se ne frega del consumo e vuole proprio quel feeling old school. Ma il mercato di massa? Si è spostato altrove.
Quindi sì, fase di passaggio? No, secondo me è la nuova normalità. Harley in Italia diventerà sempre più esclusiva, rete più snella, concessionari che campano di service e usato selezionato. Non è la fine del mondo, è solo che il mondo è cambiato e la moto da “sogno americano” non è più al centro per la maggioranza.
Secondo me non è solo questione di prezzi (anche se una Touring nuova con accessori te la paghi come una Panda full optional per dieci anni), è proprio il modo in cui la gente vive la moto oggi.
Quindici anni fa compravi una Harley per dire “io sono questo”, per il look, per il raduno, per il rombo che spacca i timpani al bar. Era status, identità, weekend da macho. Oggi? La moto deve fare tutto: commuting in città incasinata, curve in montagna il sabato, viaggio con la tipa senza sembrare un trattore, parcheggio facile, consumi che non ti rovinano, manutenzione che non ti obbliga a ipotecare la casa.
Le adventure medie, le trail leggere, le naked crossover… fanno esattamente quello. Sono versatili, più basse, più maneggevoli, ti permettono di stare in piedi in mezzo al traffico senza sembrare un armadio, e se piove non ti senti un idiota. Una Harley pesante la parcheggi e già sudi freddo pensando a quando dovrai tirarla su da sola.
Poi c’è la generazione nuova: per molti under 40 la moto non è più “la mia roba da maschio”, è uno strumento. Vogliono roba divertente, agile, personalizzabile senza spendere una fortuna in aftermarket blindato. Harley resta icona, ma per tanti è diventata “quella roba da papà con la pancia e i soldi”.
Non è che spariranno, eh. Rimarranno una nicchia forte: appassionati veri, gente con garage grande e conto in banca gonfio, collezionisti, chi se ne frega del consumo e vuole proprio quel feeling old school. Ma il mercato di massa? Si è spostato altrove.
Quindi sì, fase di passaggio? No, secondo me è la nuova normalità. Harley in Italia diventerà sempre più esclusiva, rete più snella, concessionari che campano di service e usato selezionato. Non è la fine del mondo, è solo che il mondo è cambiato e la moto da “sogno americano” non è più al centro per la maggioranza.
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Sedicesima Grifo
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Re: Harley in Italia: siamo noi che siamo cambiati o è il mercato che si è ristretto?
Non ho la panza (e neppure sono milionario) ma la mia Street Glide me la spupazzo sui tornanti e sul pavé, in autostrada e per andare al lavoro. E mi fa oltre 20 km/litro.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
La parcheggio col lato B verso il marciapiede e la riprendo a passo di danza.
E in viaggio protegge la mia beltà dall'orrido vento che scompiglia il casco di chi ha moto stradali leggere che non sembrano fatte per veri machi.
Morale Folgore: meraviglioso!
Ariete circondata, Ariete continua a combattere!
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